capitolo 38

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*Dal capitolo precedente*
Rimasero lì e poi tornarono a casa e Fabrizio si preparò per due bellissimi eventi.

Si guardò allo specchio, voleva essere impeccabile per questo incontro. Prese un'altra volta quel foglio rosso a forma di cuore, lesse un'altra volta quell'invito. "Fabrì, ti aspetto al parco alle cinque, devo parlarti, Giada".
Metto in tasca quel pezzettino di carta e prendo il telefono e le chiavi di casa.
"Amore, papà va a fare un servizio, torno presto".
"Perchè non posso venire?" Si gira e mi guarda con occhioni dolci.
"Perchè è una cosa da grandi, tra qualche minuto arrivano zio Andrè e zio Roberto, quindi fai il bravo". Dissi rovinadogli i capelli.
"Ok".
"Ciao", gli lascio un bacio ed esco.

La vedo seduta sulla panchina, mi avvicino e con cautela la sveglio dai suoi pensieri.
"Ciao Fabrizio, grazie per essere venuto".
"Non c'è di che, comunque di cosa devi parlarmi?"
"Di Ermal".
"Cosa ha combinato?"
"Lui nulla ma guarda qua", mi passa il suo quadernino verde, lo apro e ci leggo alcune frasi cattive contro di lui.
"Chi gliel'ha scritte?"
"Dei bambini delle elementari".
"Ma perchè non me l'ha detto?"
"Perchè nemmeno lui se n'è accorto, era preso dai lavoretti di San Valentino".
"Quando torno a casa mi sente!"
"Se farai cosi da lui non riceverai nulla, non voglio portarvi sfiga, ma se Ermal quando diventerà grande avrà problemi di bullismo ricordandosi di questa litigata non ti dirà più niente. Se proprio vorrai dirgli di questo usa parole "dolci", se cosi vogliamo dire".
"Ok, c'è qualcos'altro che dovrei sapere?"
"Si, hai un figlio strepitoso". Sorride.
"Grazie", mi alzo dalla panchina, la saluto con un bacio sulla guancia e torno a casa.
"Papààà!" Corre e mi abbraccia.
"Ti sono mancato?"
"Si, gli zii non sanno giocare al nostro gioco".
"Grazie Ermal, ti vogliamo bene anche noi". Disse Roberto.
"Ciao ragazzi, grazie per avermelo tenuto per qualche minuto".
"Tieni questo è tuo", gli passo il quaderno e lui lo apre.
"Ti voglio bene anch'io", allunga le labbra e io gli lascio un bacio su di esse. Gli tocco le guanciotte.
"Papà, io volevo vedermi un film, ma non so quale?"
"Uhm, ne hai in particolare?"
"Non lo so, perchè mi sarebbe piaciuto "Bambi", "Il re leone" o "Dumbo" tu cosa vuoi vedere?"
"Che ne dici de il re leone?"
"Ok, zii ve lo vedete anche voi?"
"Per me va bene, te?" Disse zio Andrè.
"Va bene".
Misi il film e mi sedetti sul divano insieme ai quei due imbecilli.

DIN...DON

"Chi è?"
"Non lo so amore". Mi alzo e apro la porta.

|| Mio figlio|| MetamoroDove le storie prendono vita. Scoprilo ora