Ero seduto sul lettino d'ospedale, avevo il collo rosso, entrano due persone, un uomo e una donna.
"Ciao piccolo", mi dice l'uomo.
"Ciao".
"Posso vedere il tuo collo?"
"No, tu mi farai male".
"Ma cosa dici?" Ridacchia, poi prende una siringa.
"No!" Mi allontano da lui.
"Vieni qua, non ti farò del male".
"Dite tutti cosi ma alla fine mi fate sempre piangere".
"Facciamo cosi, se tu ti lasci fare questa puntura io farò tutto quello che vuoi".
"Tutto tutto?"
"Si".
"Ok", mi avvicino a lui e chiudo gli occhi.
"Fatto, visto non era cosi difficile", alza la mano e si allontana.
"Ehy dove vai?"
"Vado a vedere gli altri bambini".
"Voi adulti non siete bravi a mantenere le promesse".
"Scusa, dai cosa posso fare?"
"Qui c'è un uomo che si chiama Fabrizio, ma io lo chiamo Bizio, ecco mi hanno detto che è in coma. Dov'è? Vorrei vederlo".
"Uhm, se non mi sbaglio è al secondo piano stanza 213".
"Grazie", scendo dal letto e cammino verso quel corridoio bianco ma pieno di persone, adulti, bambini, infermieri e dottori.
"Signora", tiro la sua maglia.
"Dimmi piccolo".
"Come faccio ad arrivare al secondo piano?"
"Devi prendere l'ascensore".
"Cos'è un ascensore?"
"Vedi quella specie di armadio enorme grigio?"
"Si".
"Ecco quello è un ascensore".
"Uhm, come funziona?"
"Vieni con me", mi prende la mano e andiamo insieme vicino all'ascensore.
"Guarda ogni cosa che faccio".
"Ok". La signora schiaccia un pulsante nero, dopo qualche rumore strano si aprono le porte e noi entriamo. Al suo interno c'è uno specchio e al lato ci sono tanti bottoni e tutti neri con dei numeri.
"Se vuoi tornare di nuovo a trovare il tuo amico, devi schiacciare questo bottone".
"Ok". Le porte si chiudo e io sento dei strani brividi sotto i miei piedi.
"Arrivati", si aprono le porte e noi usciamo fuori e io scappo alla ricerca di Fabrizio.
"Ermal!" Mi giro quando sento qualcuno chiamarmi.
"Tu chi sei?"
"Sono Andrea, un amico di Fabrizio".
"Dov'è?"
"Vieni con me", iniziamo a camminare e ci fermiamo davanti ad una porta bianca, con una targhetta color oro.
"Sei proprio sicuro di vederlo?"
"Si".
"Ok..." apre la porta e io entro.
"Bizio..." lui è sdraiato sul letto con dei strani fili attaccati alle sue braccia. Mi avvicino a lui, appoggio la mia mano sulla sua. Allargo le braccia e cerco di abbracciarlo.
"Bizio svegliati, per favore".
"Aspe ti aiuto", il suo amico mi prende in braccio e io appoggio la testa sul suo petto.
"Ti voglio bene".
Buonanotte❤
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|| Mio figlio|| Metamoro
Fiksyen Peminat"Sempre sarai nella tasca destra in alto In un passo stanco dentro un salto in alto Che mette i brividi".
