Gli tocco dolcemente i suoi ricci, lui mi sorride e mi abbraccia, oggi è il suo compleanno. Gli alzo il viso e gli tocco il suo nasino, lui mi prende la mano e me la bacia. Lo prendo in braccio e lo porto in cucina, dove li c'era la sua colazione + l'uovo di Pasqua dei Minions.
"Auguri di buon compleanno amore". Gli bacio ripetutamente la sua guancia rosa cicciona e morbida.
"Grazie papà". Sorride e apre l'uovo e trova dentro un peluche. Con molta calma e guardando i cartoni finisce la colazione, prendo un fazzoletto e pulisco la sua bocca tutta sporca di cioccolata. Andiamo in bagno e ci laviamo i denti, poi ritorniamo in camera nostra, gli prendo una maglia arancione a maniche corte e dei jeans celesti semplici.
"Dai su, fammi vedere che ti sei vestire da solo".
"Ok" si toglie il pigiama e si veste.
"Papino, mi chiudi il bottone? Io non ci riesco".
"Certo", gli chiudo il bottone.
"Allora, papà ti ha fatto due regalini".
"Quali?" Disse sorridendo.
"Il primo è questo", prendo una scatolina grigia, lui la prende e la apre.
"Grazie papà!" Prende l'orologio che mi aveva chiesto.
"Dopo papà ti insegna l'orario".
"Ok, qual è l'altro?"
"Prima di dartelo voglio che tu rispondi ad alcune domande".
"Ok".
"Tu sai qual è la passione di papà?"
"La musica".
"Oltre, qual è l'altra?"
"Ehm...non lo so".
"Dai che è facile".
"I concerti?"
"Oltre alla musica e i concerti, qual è l'altra?"
"Ehm...non lo so".
"I tatu..."
"Ah, sono i tatuaggi".
"Bravo, ora dimmi se ti piacerà il tuo secondo regalo".
"Ok", lo prendo in braccio, lo faccio sedere sul letto, mi giro e mi tolgo la maglia. Questa mattina, verso le otto più o meno, mi sono tatuato la faccia di mio figlio sulla schiena, lo so è un tatuaggio grande e ingombrante ma rimane mio figlio, l'unica cosa concreta che ho nella mia vita. Un singhiozzo mi fece girare, perchè sta piangendo?
"Che c'è amore? Non ti piace?" Lui si asciuga le lacrime e mi abbraccia.
"Si mi piace, sei il papà migliore del mondo", mi stringe.
"Sai chi devi ringraziare?"
"No, chi?"
"Zia Romina e lei che l'ha creato".
"Dopo la ringrazio".
"Bene, adesso andiamo alla festa". Dissi mettendomi la maglia.
"Che festa?"
"Quella che ti ho preparato". Gli prendo la mano, ci mettiamo il giubbotto e andiamo al ristorante. Appena entriamo i miei amici me lo rubano e iniziano a fargliene di tutti i colori, solletico, gli disegnano con il pennarello sulle braccia, ecc...
Arriva la torta, ci sediamo e la mangiamo.
"Ti piace amore?"
"Si, grazie papà, e il mio miglior compleanno che ho mai avuto". Mi lascia un bacio sulla guancia e ritorna a mangiare la torta, io sorrido e gli accarezzo la mano.
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|| Mio figlio|| Metamoro
Fiksi Penggemar"Sempre sarai nella tasca destra in alto In un passo stanco dentro un salto in alto Che mette i brividi".
