Mi svegliai e guardai il dolcissimo viso riposato e tranquillo di Ermal. Appoggio la mia mano sul suo viso e lo accarezzo piano piano. Non voglio svegliarlo anche se deve andare a scuola. Sorrido.
"Fabrizio!" Mi giro e vedo Sabrina con sua figlia che piange.
"Dimmi".
"Puoi accompagnare Ermal a scuola?"
"Si".
"Tieni", mi passa un foglio di carta.
"Cos'è?"
"È un foglio che devi dare al preside ma è meglio che lo lasci alla vice preside, perchè lui non c'è mai. Così potrai accompagnarlo e andarlo a prendere senza problemi".
"Ok, ma perchè piange la tua bimba?"
"Perchè gli è venuta la febbre".
"Povera piccola, farò come dici tu, non ti preoccupare". Accarezzo la piccola mano di sua figlia.
"Ok, buongiorno".
"Ciao". Mi giro dalla parte di Ermal e lo sveglio.
"Buongiorno Fabri!" Mi lascia un bacio sulla guancia. Poi fa un piccolo sbadiglio.
"Lo sai che sei buffo quando dormi!" Ridacchia.
"Vogliamo parlare di te?"
"Tu russi". Appoggio le mie grandi mani sul suo corpo e gli faccio il solletico. Lui ride un matto e cerca, con scarsi risultati, di togliere le mie mani.
"Basta, ti prego? Devo fare pipì".
"Ok", gli sorrido e lo faccio scendere. Lui va in bagno.
Io vado in cucina e gli prendo una tazza e prendo il latte lo verso, prendo i biscotti e ne tiro fuori quattro e gli prendo anche il "Nesquik".
"Grazie". Sorride e si siede.
"Prego" gli lascio un dolce bacio tra i suoi capelli ricci e morbidi.
Inizia a fare colazione mentre io gli faccio lo zaino. Oggi ha:
-italiano;
-geografia;
-scienze;
-religione;
-matematica.
Poverino, matematica all'ultima ora. Chiudo il diario e lo metto all'interno, allungo il braccio e prendo l'astuccio rosso con topolino disegno. Lo apro e controllo che ci sia tutto. Chiudo e lo metto dentro.
"Ermal!"
"Dimmi".
"Ancora cosi stai!? Vestiti!" Lui annuisce e apre l'armadio, prende una tuta blu con "Spiderman" disegnato. Se la mette e si guarda allo specchio.
"Sei bellissimo, ma muoviti che sei in ritardo!"
"Ok" sorride e si mette le scarpe.
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|| Mio figlio|| Metamoro
Fanfic"Sempre sarai nella tasca destra in alto In un passo stanco dentro un salto in alto Che mette i brividi".
