capitolo 49

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Mi passo un asciugamano sul viso per togliermi tutto il sudore. Un altro concerto era finito, mancano altre cinque date e poi tutti in vacanza. Magari io, la band, Ermal e Giada potremmo andare al mare. Mi siedo e prendo il cellulare, digito il numero di Giada e provo a chiamarla, in questa settimana l'avrò chiamata un paio di volte ma non mi ha mai risposto, ho provato a cercarla all'asilo ma il vice preside mi ha detto che non la vedeva da qualche settimana, chissà cosa è successo.
Chiudo la chiamata quando sento la segreteria telefonica, lascio il cellulare sul tavolino e chiudo gli occhi, sorrido quando sento la porta aprirsi e dei piccoli passi venire verso di me.
"Papino, sei stato bravissimo!" Mi lascia un bacio sulla guancia e si siede sulle mie gambe.
"Grazie", lo stringo a me e lo guardo, dovrei portarlo da un parrucchiere, le piccole ciocche di capelli gli finiscono su gli occhi.
"Amore, domani andiamo dal parrucchiere".
"Perchè?"
"Ti fai accorciare di poco i capelli, sono diventati troppo lunghi".
"Ma io non voglio tagliarli", dice triste.
"Nemmeno papà li vuole tagliare ma se deve farlo lo fa".
"Ok", gli lascio un bacio, prende l'asciugamano e me lo passa un po ovunque.
"Grazie amore".
"Prego, quando ritornerà Giada all'asilo? Mi manca la nuova maestra è tanto severa".
"E non lo so amore, ho provato a chiamarla ma non risponde".
"Richiamala per favore".
"Va bene", riprendo il cellulare e la richiamo, però questa volta mi allontano, gli lascerò un messaggio vocale che Ermal non deve sentire.
"P-pronto".
"Giada sono io, Fabrizio".
"Ciao Fab", sento la sua voce spenta, forse avrà pianto?
"Ehy come stai? E da tanto tempo che non ti vedo all'asilo".
"Sono stata male ma adesso sto meglio, tra un po ritornerò all'asilo".
"Sicura di stare bene? Ti sento un po strana".
"Sono solo un po stanca".
"Ok, volevo chiederti se un giorno di questi ti andava di prenderci un caffè o magari ti offro qualcosa a pranzo".
"Va bene, per me non ci sono problemi".
"Comunque manchi tanto a Ermal".
"Anche a me, mi manca la sua tenera voce, sai all'asilo non fa altro che parlare di te, di quanto tu sia importante per lui e del tuo lavoro, sai mi piacerebbe vedere come sono i tuoi concerti, scusa ma la tua musica non la conosco".
"Non ti preoccupare, comunque se vuoi posso invitarti e darti il pass, che ne pensi?"
"Va bene".
"Ok, allora ci vediamo tra qualche giorno?"
"Certo".
"Ok, buona giornata".
"Grazie anche a te".
Fabrizio tornò tutto felice e raccontò ad Ermal alcune cose, ma non sapeva una cosa, che Giada non andava a scuola per colpa del suo ex, diventato un pedofilo, un giorno si trovò dentro casa l'acido + un bigliettino davvero orribile. Giada non sapeva se dire tutto a Fabrizio e cercare di essere aiutata o fare finta di niente.

|| Mio figlio|| MetamoroDove le storie prendono vita. Scoprilo ora