capitolo 53

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Ultimo capitolo

Scese dalla macchina pronto, con il suo grembiulino blu, ad affrontare il suo primo giorno di scuola. Avevo deciso di mandarlo nel mio stesso istituto. Appena sentì il suo nome, lasciò la mia mano, che fino a quel momento era stretta alla sua e corse dalla maestra, io lo guardai dal lontano e lo salutai.
"Papà!" Mi girai e lo vidi togliersi lo zaino e correre da me.
"Vai dagli altri, non pensare a me".
"Aspetta prima devo dirti una cosa". Disse buttandosi fra le mie braccia.
"Dimmi".
"Ti voglio tanto bene e non mi dimenticherò mai di te".
"Adesso dici così ma poi si vedrà!"
"No!" Urla arrabbiato.
"PERCHÈ DOVREI DIMENTICARMI DI TE? PERCHÈ NON CAPISCI CHE TI VOGLIO BENE?" Sorrido appena mette un broncio adorabile.
"Amore, le persone cambiano di anno in anno, so che mi vuoi bene".
"E io non cambierò!"
"Adesso vai", sorrisi.
"Ciao", mi lascia un bacio e ritorna dalla maestra.

Dieci anni dopo

Ermal aveva mantenuto la sua promessa, non aveva mai messo da parte suo padre, passavano molto tempo insieme grazie alla sua passione. Si era innamorato della musica e, visto che suo padre sapeva suonare quasi tutti gli strumenti, lui e Fabrizio suonavano il pianoforte e la chitarra elettrica, a volte Fabrizio lo portava ai suoi concerti, lo faceva salire sul palco e suonavano alcune sue canzoni.
Anche quella sera stava suonando "io so tutto" e suo padre, orgoglioso, lo guardava con gli occhi lucidi. Il suo piccolo e ingenuo Ermal era cresciuto, era diventato un adoloscente che sapeva cosa volesse nel corso del suo futuro, purtroppo non era più il principino di papà. Fabrizio e Giada erano fidanzati da tre anni ed Ermal era felice, ha sempre sognato un futuro insieme.
Il concerto finì, tutti tornarono in hotel e si buttarono sul letto.
"Ermal, hai fame?"
"No".
"Sei stato meraviglioso!" Disse sedendosi sul letto.
"Grazie", sorrise e tornò a guardare il cellulare.
"Devo dirti una cosa..."
"Dimmi!"
"Io e Giada ci vogliamo tanto bene e abbiamo deciso di andare a vivere insieme".
"Davvero?" Chiese pieno di gioia.
"Si".
"È stupendo, ma cambieremo casa o sarà sempre la stessa?"
"La cambieremo perchè è troppo piccolo per noi tre..."
"Dobbiamo per forza? In quella casa ci sono cresciuto".
"Si amore ma dobbiamo trasferisci perchè non saremo più da soli..."
"In che senso?"
"Giada è incinta!"
"Veramente?" Disse con gli occhi lucidi.
"Si, presto avrai un fratellino o una sorellina!"
"Non ci credo!" Scoppiò a piangere, non vedeva l'ora di stringere tra le sue braccia il suo fratellino.
"Ti piacerebbe che sia un maschio o una femmina?" Chiese Giada.
"Maschio".
Adesso Ermal era felice e nessuno avrebbe rovinato la sua felicità.

|| Mio figlio|| MetamoroDove le storie prendono vita. Scoprilo ora