Capitolo 32

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Sono completamente bagnata, i vestiti mi si appiccicano addosso, i capelli gocciolano acqua, e sono furiosa. Mi giro di scatto verso Christian, che sembra sempre così sicuro di sé, ma stavolta non ci riesco a trattenermi.

«Perché ogni volta che provo a parlarti, mi spingi via? Che non mi dici mai cosa pensi davvero? O forse che mi lasci in sospeso mentre io mi riempio di domande, senza ricevere nemmeno una risposta?!»

«Sei tu che ti complichi la vita, Ana. Nessuno ti chiede di stare dietro a me.»

«Ma io ci sto! E tu lo sai bene! E nonostante tutto, continuo a farlo! Anche quando ti comporti da stronzo, anche quando fai il freddo, il distaccato, quello che non ha bisogno di nessuno. Io ci sono! Ma sai che c'è? Inizio a stancarmi!» urlo, sentendo la voce spezzarsi.

«Allora vai da Noah! Ma sappi che scegliere la via più facile è da codardi, Anastasia...»

Sbatto le palpebre, incredula.

«Ma davvero? È questo che pensi? Che io mi butti tra le braccia di Noah perché è facile?!»

«Non sarebbe la prima volta che scegli la strada comoda.»

Lo fisso. Fa male. Più di quanto voglia ammettere.

«Sei ingiusto. Non ho scelto lui. Ho solo scelto di stare bene. Con te mi sento sempre sul filo del rasoio, come se stessi facendo qualcosa di sbagliato solo per provare a starti vicino. È snervante, Christian.»

Lui non risponde. Fa due passi indietro, si passa una mano tra i capelli, frustrato.

«Perché non me lo dici? Perché non riesci a dirmi cosa vuoi davvero da me?»

Non risponde .

«Non te lo ripeterò un'altra volta Anastasia ... va  da lui  se è quello che vuoi»

Non lo sopporto...

«Sei insopportabile! Sai che ti dico? Certo che vado da lui, almeno non dovrò più sopportarti » grido, voltandomi e allontanandomi.

«Aspetta!»

Mi fermo, senza voltarmi.

«Non tornare piangendo quando scoprirai che Noah non è quello che credi.»

Pallone gonfiato... Era una bella giornata, e ha rovinato tutto!

Appena arrivo in stanza, vado subito a farmi una doccia. Per fortuna non mi ha vista nessuna. Mi infilo sotto le coperte e cerco solo di dormire. A quanto pare Brooke è uscita con le altre: domattina le spiegherò tutto, ora voglio solo chiudere gli occhi.

Il mattino dopo

Solo il pensiero di dover dare spiegazioni mi fa venir voglia di restare a letto tutto il giorno.

Cerco il mio telefono... ma non lo trovo.

Cavolo, ce l'ha ancora Christian. Me ne sono completamente dimenticata!

Brooke esce dal bagno e appena mi vede capisco subito che è arrabbiata. E, in effetti, ha tutte le ragioni... sono praticamente sparita nel nulla.

«Si può sapere dove diavolo sei finita ieri?! Ti avrò chiamata trecento volte e mandato mille messaggi!» dice, furibonda.

«Mi dispiace davvero! Non avevo il telefono con me, ed è successo di tutto ieri... Scusami.» dico sinceramente.

«Cosa è successo?» chiede, sedendosi sul mio letto.

«Ieri, quando sei venuta a dirmi che dovevi parlarmi, Noah mi aveva appena chiesto di metterci insieme e... mi stavate facendo uscire di testa. Così me ne sono andata e...»

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