Capitolo 57

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Stamattina sono veramente stanca.
Ieri, dopo i regali, sono andati tutti chissà dove a divertirsi, mentre io sono rimasta a casa con mia zia e mia madre a pulire tutto. Audrey, dopo ieri, dovrebbe baciarmi i piedi!

Dal momento che non ho nessuna voglia di restare a casa ad ascoltare i racconti della festa e a finire di sistemare, me la squaglio. Credo che andrò a casa di Christian: abbiamo bisogno di passare un po' di tempo da soli. Sono stufa di aspettare che mi inviti lui, quindi stavolta prenderò io l'iniziativa.

Una volta pronta cerco di uscire senza farmi sentire, non voglio che mi incastrino di nuovo con le pulizie. Riesco a sgattaiolare fuori e mi avvio a piedi verso casa sua, sperando che sia da solo: sarebbe imbarazzante se ci fossero i suoi genitori.

Suono il campanello e ad aprirmi è, credo, la governante.
«Buongiorno cara. Il signorino Thompson non mi ha avvisato del suo arrivo. Lei è?» mi chiede con una gentilezza unica.

«Ehm... buongiorno. Mi chiamo Anastasia, sono... un'amica di Christian. È in casa?» dico imbarazzata.

«Sì, ma purtroppo sta ancora dormendo e lui detesta essere svegliato. Se vuole accomodarsi è la benvenuta, altrimenti può tornare più tardi.»

«Credo che aspetterò» rispondo. Che disagio.

«Prego» mi dice facendomi segno di entrare. «Stavo giusto preparando la colazione per il signorino. Desidera qualcosa?»

«Per il momento no, grazie. Aspetto Christian... ma se vuole la aiuto.»

«No, la ringrazio, non ce n'è bisogno» risponde sorpresa.

«Insisto, davvero. E mi può dare del tu» dico, tirandomi su le maniche.

Non sopporto essere servita e riverita.

«Sì, ma il signorino non vorrebbe...» dice agitata.

«Al signorino ci penso io, su su» dico entrando in cucina .

«O-okay, come vuole lei... cioè, come vuoi» risponde scettica.

La aiuto a finire di preparare, ma appena terminiamo sentiamo dei passi avvicinarsi.

«Susan! Ma cosa sono questi rumori assor...» dice Christian, entrando assonnato e visibilmente infastidito, fermandosi di colpo quando mi vede.

«Dovevo immaginare fossi tu» continua scuotendo la testa.

Sto per replicare, ma Susan mi precede: «Signorino, mi dispiace averla disturbata, ma la signorina ha insistito per aiutarmi» dice abbassando il viso.

Perché dovrebbe scusarsi? Non è successo nulla di male.

«Non preoccuparti, l'importante è che non si ripeta! Ora puoi andare, ci penso io a lei» dice lui, rimproverandola fin troppo.

Susan se ne va in silenzio.

Che modi! Non si tratta così chi lavora giorno e notte per te!

«Sei stato ingiusto! Non puoi trattare le persone in quel modo» lo rimprovero.

«E tu fin troppo invadente. Lei viene pagata, e anche bene, per far sì che la casa vada avanti senza che noi dobbiamo muovere un dito. E siccome ero stanco e irritato dopo ieri sera, avrei preferito dormire. Invece è arrivata l'uragano Anastasia a disturbarmi» risponde con calma glaciale.

Si vede che è cresciuto nel lusso più assoluto: una persona normale non parlerebbe così.

«Scusami se ti ho disturbato! Allora tolgo il disturbo se è questo che vuoi» replico alterata, uscendo dalla cucina.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Oct 30, 2025 ⏰

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