È stato il solito, noioso Natale: Audrey che non ci rivolgeva parola, tutti che facevano finta di essere una famiglia perfetta e la tavola impeccabile di zia, sempre più grande ogni anno.
Ora siamo a Norwich, a casa di nostra zia, la sorella di mamma.
Siamo arrivati l'altro ieri e devo dire che qui si sta davvero bene.
Adoro zia da sempre, i miei cugini sono fantastici e la nonna ci ha preparato ogni cosa possibile e immaginabile da quando siamo arrivati... questa sì che è una vera famiglia.
"Allora Anastasia, come ti trovi nella nuova scuola?" mi domanda zia.
"Bene. È tosta e bisogna studiare tanto, ma è davvero una buona scuola" rispondo.
"Invece i compagni come sono?" chiede mio cugino Harry.
"È pieno di snob. Sembra di stare costantemente dentro un film americano pieno di drammi adolescenziali... però alla fine non è niente male" dico sorridendo.
"E le feste come sono?" domanda mia cugina Ginevra.
Sono tutti super curiosi.
"Beh, quelle non mancano mai. Ogni pretesto è buono per fare una festa... ma ogni volta succede sempre qualche casino."
"Che figo! In pratica non ti annoi mai!" esclama entusiasta mia cugina.
Se sapesse davvero com'è quella scuola non la penserebbe così...
"Diciamo che non esistono momenti morti. Succede sempre qualcosa, nel bene o nel male" rispondo grattandomi la testa.
"Vi va di uscire con noi stasera?" propone Harry, mentre fissa il telefono.
"Parli con noi?" chiede Charlotte, sorpresa.
"Sì. Mi hanno appena chiesto di uscire e mi hanno detto che, se voglio, posso portare le mie bellissime cugine che non vedono da tanto tempo" dice sollevando lo sguardo su di noi.
"Certo! Non li vediamo da tipo due anni!" esclama mia sorella.
Il motivo è che a Natale dovevamo sempre scegliere: o Londra, o Norwich. Alla fine vinceva sempre Londra, perché da lì papà poteva continuare a lavorare . Di conseguenza, venire qui era complicato.
Conosciamo bene gli amici di mio cugino: sono simpatici e molto giocherelloni.
"Sì, si ricordano ancora di voi! Ci siamo divertiti un sacco l'ultima volta" aggiunge Ginevra.
È bello avere cugini quasi della nostra età... Audrey, ovviamente, è un caso a parte.
Ginevra ha la mia età, Harry quella di mia sorella: insieme ci divertiamo sempre un sacco.
"Ci sto! Dove andiamo?" chiedo entusiasta.
"Serata tranquilla... bowling e un milkshake da Captain America" risponde Harry.
Oddio, mi ero dimenticata di Captain America! Fanno dei milkshake strepitosi.
"Va bene, allora noi andiamo a prepararci" dice mia sorella, trascinandomi per un braccio.
Perché è così su di giri?
"Puoi andare più piano?" dico scocciata mentre saliamo le scale.
"Non capisci che stasera rivedrò Liam!" mi confessa, agitata.
Non capisco se è felice o terrorizzata.
La verità è che aveva una cotta per lui, e credo che anche lui provasse qualcosa. Ma non essendo venute spesso qui, la cosa non è mai andata oltre.
"Sì, capisco. Ma non c'è bisogno di agitarsi così tanto. Ormai siete cresciuti: siete adulti e dovete comportarvi da tali" rispondo roteando gli occhi.
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A modo mio
Novela JuvenilAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
