Stamattina sono davvero molto stanca.
«Sei sicura di voler andare di nuovo nella tua vecchia casa?» mi chiede Brooke.
Ieri sera, mentre tornavamo in hotel, le ho detto che non ero più sicura di volerci ritornare... ho paura di trovare informazioni che potrebbero mettermi in seri guai.
«Non lo so... tu che faresti al posto mio?» le chiedo.
«Anastasia, te l'ho già detto: io ti accompagno volentieri, anche perché in due troviamo sicuramente più informazioni. Però devi esserne convinta. Ormai ci siamo dentro e non credo che ne usciremo così facilmente» mi dice, sedendosi sul mio letto.
«Va bene, andiamoci... però che diciamo a Chloe e Stacy?»
«Non lo so, magari gli dici che dobbiamo andare a casa tua a prendere delle cose al volo, oppure che stai uscendo con Ben... sinceramente non ne ho la più pallida idea» risponde.
Cazzo! Mi ero scordata!
«Oddio, ma io ora devo andare a fare colazione con Ben!» esclamo alzandomi di scatto.
«Lasciatelo dire, sei proprio senza speranza» dice scuotendo la testa.
«Devo anche andare a trovare mio fratello al cimitero... ma come diavolo faccio?!» dico correndo avanti e indietro per la stanza.
«Senti: vai ora a fare colazione con Ben, poi se vuoi ti accompagno io a trovare tuo fratello, e dopo andiamo a casa tua... okay?» mi dice Brooke, organizzandomi tutta la giornata.
«Certo che mi puoi accompagnare, anzi meglio: non credo di farcela da sola. Allora dopo ti chiamo e ci vediamo» le dico .
Una volta pronta esco di corsa .
In realtà volevo chiedere a Christian di accompagnarmi a trovare mio fratello, ma non so se sia il caso... non ho voglia di deprimerlo. Ci siamo divertiti tanto ieri.
È meglio se mi accompagna Brooke: almeno so che da lì andremo direttamente a casa mia.
Appena arrivo davanti al bar, vedo che Ben è già dentro ad aspettarmi.
«Mi dispiace tantissimo, ma ieri con le ragazze abbiamo fatto tardi» mi scuso appena entro.
«Non preoccuparti, sono arrivato da poco comunque» mi dice per tranquillizzarmi.
«Allora, ti sei divertito ieri?» gli chiedo, sedendomi.
«Tanto! I tuoi amici sono davvero simpatici... anche se una certa persona è sparita nel nulla. Chissà come mai» dice insinuando qualcosa.
Non posso dirgli la verità, già troppe persone sanno...
«Te l'ho già detto, non ero con Christian» dico sbuffando.
«Puoi raccontarmi quello che ti pare, tanto non ti credo. Ti conosco e vedo come lo guardi: sei pazza di lui, solo un cieco non lo vedrebbe» ribatte.
Cazzo... è davvero così evidente? Non so che dire.
«Io e Christian non stiamo insieme. È complicato... non credo si possa definire una relazione, o tantomeno un'amicizia. Sinceramente non so neanche io come chiamarla» dico.
Effettivamente, questa è la verità.
«Anastasia, non c'è bisogno di dare un nome a ogni cosa. Si vede che vi desiderate a vicenda... anche se, devo ammettere, lui non mi fa impazzire come ragazzo. Però non ti ho mai vista così: sei cambiata tantissimo» dice, toccandomi la mano.
«Già... quello che ho vissuto nell'ultimo anno mi hanno fatto cambiare. Ormai era inutile rimanere qui a Dublino: non ne sarei mai uscita» dico amareggiata.
STAI LEGGENDO
A modo mio
Novela JuvenilAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
