«Perché ti fa tutto questo, Christian? Sei suo figlio, la persona che dovrebbe amare più di tutti... è davvero orribile quello che ti fa» dico, con dispiacere e un pizzico di rabbia.
Quest'uomo ha il cuore di ghiaccio! Come può essere così crudele?
«Mio padre è il peggior padre che possa esistere sulla faccia della terra, e purtroppo il modo in cui mi comporto e agisco è la conseguenza di come mi ha cresciuto. Sono stato catapultato in questo mondo già da bambino, visto che sono il suo unico figlio maschio » mi spiega.
«Non ti meriti tutto questo. Meriti di vivere come un ragazzo normale, senza dover portare addosso questo fardello» dico scuotendo la testa.
Come si fa a vivere così? Sono davvero scioccata e triste.
«Da quando è successa quella tragedia, non faccio altro che ribellarmi. Ma mio padre sta arrivando al limite della sopportazione, e l'ho capito quando ha deciso di infiltrarsi sempre di più nella mia scuola. Non l'ha fatto solo per affari, ma per avere tutto sotto controllo... e per altri motivi che ancora non conosco, ma che sto cercando di capire» mi confessa.
«Christian meriti di essere felice. Non immagini quanto mi abbia sorpresa conoscere un bambino così piccolo e già così grande dentro. Non dovrebbe essere così... e ora capisco perché eri così insopportabile» dico, cercando di strappargli un sorriso.
«Senti chi parla...» mi fulmina con lo sguardo.
«Quindi eri già innamorata di me, in pratica» aggiunge quasi soddisfatto.
Ma cosa diavolo sta farneticando?
«Eh? Non credo proprio! Mi incuriosivi, perché non avevo mai conosciuto un ragazzino come te. Eri diverso» rispondo imbarazzata.
«Quindi ti interessava conoscermi. Beh, ci sono voluti si e no cinque anni, quindi ritieniti soddisfatta» dice divertito.
«Dai, scemo, parlo sul serio. Vorrei che pensassi di più a ciò che ti rende felice.
Non voglio più sentirti dire: "non si può sempre fare ciò che si vuole". Perché a volte fa bene uscire un po' dagli schemi» gli dico.
«Ci sto provando... ma fidati, non cambierà niente. E ne ho avuto la dimostrazione» mormora a bassa voce, come se non volesse che lo sentissi.
«Che dimostrazione?» chiedo incuriosita.
«Niente. Fingi che non abbia detto nulla» taglia corto, improvvisamente gelido, alzandosi in piedi.
«Ma...» provo a replicare, ma lui mi interrompe.
«Sarà meglio che andiamo, prima che ci scopra qualcuno» dice avviandosi verso la porta.
Ma cosa gli prende adesso?
«Come vuoi» mormoro alzandomi, delusa.
I suoi improvvisi sbalzi d'umore mi fanno impazzire! Cerco di rimanere calma, ma dentro sto ribollendo.
Appena usciamo, sentiamo dei passi avvicinarsi. Christian chiude subito a chiave, rimette la chiave al suo posto e mi afferra la mano trascinandomi nella stanza accanto.
Le voci si avvicinano. Una di esse la riconoscerei tra mille: è quella di mio padre.
«Vi ho portato qui perché siete le mie persone di fiducia. I miei bracci destri. E come tali, penso vi meritiate di conoscere questo posto. Seguitemi» sentiamo dire al padre di Christian.
Non ho dubbi: lì dentro ci sono sicuramente mio padre, mio zio, il padre di Amber, il preside...
Perché? Perché mio padre deve continuare a fare affari con quell'uomo? Perché frequentarlo ancora, dopo tutto quello che è successo?
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A modo mio
Roman pour AdolescentsAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
