Capitolo 48

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«Cosa? È uno scherzo?» mi chiede sconvolta.

Quanto vorrei che lo fosse...

«No, non è uno scherzo. Io lo so da parecchio tempo, ma non ho mai detto niente perché non volevo ferire né te né la mamma. So di aver sbagliato, ma voi vedete papà come una figura perfetta e non ce l'ho fatta a dirvi la verità» dico dispiaciuta.

«Capisco il tuo punto di vista, ma potevi dirmelo. Non puoi affrontare sempre tutto da sola» mi rimprovera.

«Non ci credo che papà abbia fatto una cosa del genere alla mamma... è assurdo, non me lo sarei mai aspettato da lui» continua.

Dopo questo... come faccio a raccontarle il resto?

«Non è finita qui. C'è altro che devi sapere, ma ne parliamo dopo cena: c'è molto da dire» mormoro.

«Altro ancora? In pratica nostro padre è un mostro! Prima di scendere voglio sapere perché hai deciso di raccontarmi tutto proprio ora» mi dice irritata.

«Perché altre persone lo sanno, e preferivo che lo sapessi da me, visto che mi stavano minacciando per questo» dico infastidita dal comportamento di Audrey.

«Chi?» chiede sorpresa.

«La nostra adorata cugina Audrey» rispondo.

«Ragazze, scendete!» ci grida mamma.

«Non abbiamo finito noi due, dopo continuiamo a parlare» mi dice Charlotte puntandomi il dito.

«Va bene!» dico alzando le mani.

Scendiamo giù e, appena vede Charlotte, Audrey fa un ghigno come per dirmi che sono fottuta. Ma non sa che non può più minacciarmi: Charlotte ora sa tutto.

«Charlotte! Che piacere vederti!» esclama Audrey con un sorriso falso.

«Non posso dire la stessa cosa» ribatte Charlotte.

«Non cominciate» ci rimprovera zio James.

Ci sediamo a tavola e devo dire che l'atmosfera è più fredda del Polo Nord.

«Allora ragazze, com'è andata la gita? Vi siete divertite?» ci domanda zio James per rompere il ghiaccio.

«Non sai quanto. Mi sono ricreduta tantissimo, Dublino è fantastica... se la giri con le tue amiche» risponde Audrey.

In pratica stava dicendo che tutte le volte che è venuta a trovarci Dublino le ha fatto schifo solo perché c'eravamo noi.

«E tu, Anastasia, che dici?» mi chiede zio James.

«In fin dei conti mi sono divertita, e sono anche andata a trovare Edward» rispondo.

«Sul serio?» mi chiede mia madre incredula.

«Sì, non potevo non andarci» rispondo semplicemente.

«Hai fatto bene, Ana. Sono fiero di te» dice mio padre.

Non rispondo, perché dal tono di voce potrei sembrare troppo acida, con tutta la rabbia che provo verso di lui.

«Papà, tu invece quando tornerai a Dublino? Da quando ci siamo trasferiti ci vai molto spesso» gli dice Charlotte con astio.

Oh, santa madre!

«Emm... non lo so, penso molto presto. Ho delle cose da risolvere» risponde papà, chiaramente senza sapere che altro inventarsi.

«Tipo?» insiste Charlotte.

«Da quando ti interessa quello che faccio?» ribatte lui.

«Da quando ho iniziato l'università» risponde Charlotte a tono.

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