Non ci credo che mia sorella oggi parte...
Penso che passerò i prossimi giorni a piangere. Non voglio che Charlotte parta.
«Anaaaa! Mi vieni ad aiutare con queste maledette valigie?» mi grida Charlotte dalla sua stanza.
Sbuffo e vado ad aiutarla.
«È possibile che non sei capace a chiudere una cavolo di valigia?» le chiedo entrando in camera sua.
«No, è difficile. Quindi ora ti ci siedi sopra e io la chiudo» mi dice sorridendo.
Io in risposta la guardo male.
«Quindi dimmi, con quel Christian vi siete chiariti?» mi chiede curiosa.
«Definisci chiariti» le rispondo.
«Dai, avete fatto pace, vi parlate di nuovo... o magari vi siete baciati?» insiste.
Baciati... no. Però ci siamo quasi baciati, ma meglio non dirglielo.
«Non lo so, Charlotte. È tutto confuso, e poi no, non ci siamo baciati» le dico.
«Che lenti che siete... avete avuto mille occasioni!» dice roteando gli occhi.
Beh, non ha torto.
«Alleluia, una in meno. Finalmente questa casa inizia a svuotarsi piano piano» commenta Audrey, che ora si trova sulla soglia della porta.
«Cuginetta, tanto so che ti mancherò» dice Charlotte ad Audrey.
«No, non credo proprio. Già una è stressante da sopportare, figurati due» ribatte, per poi andarsene.
«La verità è che le mancherà litigare con me» mi dice Charlotte a bassa voce.
Io scoppio a ridere.
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Una volta arrivati all'aeroporto, scoppio letteralmente in lacrime...
«Ana, non devi piangere. Tornerò per Natale, non ti preoccupare» mi dice mia sorella abbracciandomi.
«Sì, ma senza di te è tutto più difficile» dico, continuando a singhiozzare.
«Lo so. Vale lo stesso anche per me, ma io ci sarò sempre. Puoi chiamarmi quando vuoi. E dì ad Audrey che se proverà a torcerti anche solo un capello... se la vedrà con me» dice sorridendo.
«Okay. Ora voglio un bellissimo abbraccio di famiglia» dice mia madre, e vedo che anche lei sta piangendo.
E ci abbracciamo tutti.
«Mi raccomando, chiama tutti i giorni e non ti dimenticare che papà ti vuole un mondo di bene» dice papà a Charlotte.
«Certo, papà. Ti chiamerò tutti i giorni! Come potrei non chiamare il padre migliore del mondo?» gli risponde Charlotte ridendo.
Beh... non sono d'accordo con questa affermazione. Sono sicura che, se sapesse tutto, non direbbe una cosa del genere.
Una volta che Charlotte prende l'aereo, torniamo a casa.
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Appena entro, trovo in sala da pranzo Audrey con Amber, Logan e Christian.
Che giornata di merda...
Ho solo voglia di chiudermi in camera mia a piangere.
Sinceramente non pensavo che avrei preso così male la partenza di mia sorella.
«Oh, Anastasia, sei tornata... Allora, com'è stato salutare Charlotte? Immagino sia stato molto doloroso per te, vero?» mi dice Audrey, chiaramente per provocarmi.
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A modo mio
JugendliteraturAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
