Capitolo 17

52 13 0
                                        

È passata una settimana da quando ho detto quelle cose a Christian e non ho avuto il coraggio di parlargli... più che altro ho paura che mi mandi a quel paese.

Cosa dico? Di sicuro lo farà.

Non ha fatto altro che ignorarmi, anzi, ha fatto proprio finta che non esistessi.

Ho passato il fine settimana con mia sorella. Non ci credo che fra qualche giorno parte... mi rifiuto di crederlo.

Con Noah, invece, le cose non sono cambiate. Siamo usciti un paio di volte, ma niente di che. È brutto da dire, ma a volte mi annoio quando usciamo.

Paige alla fine mi ha perdonata, ma in questi giorni è super concentrata sulla coreografia che faremo alla partita di venerdì. In realtà doveva esserci venerdì scorso, ma l'hanno spostata per il maltempo.

Quindi niente, un'altra giornata di scuola sta per iniziare.

"Ana, mi passi la mia trousse?" mi dice Brooke.

"Mi spieghi perché ti porti una trousse in classe quando abbiamo un dormitorio qua vicino?" le chiedo.

"Perché il mio trucco deve essere sempre impeccabile", mi dice.

"In questo momento mi sembri una di quelle due serpi che stanno entrando ora in classe", le dico ruotando gli occhi.

"Non lo dire neanche per scherzo, Anastasia Goldwin", mi dice con tono drammatico.

"Hey, sfigata, senti... dopo dobbiamo parlare", mi dice Amber, ora in piedi di fronte a me.

"Eh? Per caso hai sbattuto la testa? Da quando io e te dobbiamo parlare? Non ho fatto niente e sono giorni che cerco di ignorarti, quindi..."

"Sai, se non fosse importante, di sicuro non sarei venuta qua a parlarti. Quindi vedi di non farmi perdere la pazienza", mi dice con tono arrogante.

Ma che cosa vuole ora, questa?

"Che rompiscatole che sei... ok, parliamo dopo", le dico sbuffando.

"Perfetto", dice, poi se ne va.

"Ma che vorrà ora quella lì?" mi chiede Brooke.

"Non lo so, ma sono davvero curiosa di saperlo", dico, guardando Amber che ora si sta sedendo al suo posto.

Finite le lezioni, esco dall'aula e mentre vado verso la mensa qualcuno mi ferma.

"Hey, super Ana", mi dice una voce.

Mi volto... ed è Luke!

"Hey Luke! Come stai?" gli dico.

"Bene, non ci vediamo dalla festa", mi dice.

"Eh già, abbiamo esagerato quella sera", gli dico.

"Sì! Ma alla fine ci siamo divertiti... senti, ti va di mangiare con me e i miei amici?" mi chiede.

"Ehm..." dico, ma lui mi interrompe.

"A meno che non sei già impegnata con i tuoi amici", dice.

Se per una volta non mangio con Brooke e gli altri non succede il finimondo...

"Sì, va bene", gli dico.

"Perfetto, allora andiamo", dice cominciando a incamminarsi.

Solo ora mi viene in mente una cosa.

"Scusa, ma tu e i tuoi amici non mangiate al tavolo dei privilegiati?" gli chiedo.

"Cioè sì, ma no... oggi vogliamo mangiare per conto nostro. Alla fine non è che siamo un gruppo unito, ognuno ha il suo gruppetto... giusto alle feste stiamo tutti insieme. E vabbè, quando andiamo a mangiare", dice, poi riprende a camminare.

A modo mio Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora