~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Flashback
"Anastasia, non fare storie, verrai con me..." dice papà, che ormai sta perdendo la pazienza.
Io non voglio andare con lui a una cena di lavoro. Sarà sicuramente noiosa e durerà tantissimo. È una noia mortale sentire quelle persone parlare solo di affari. Dopotutto, ho 12 anni, quindi non posso neanche parlare con nessuno. Che gli racconto... la bellissima puntata di Hannah Montana che ho visto ieri sera? Non mi sembra proprio il caso.
"Papà, ma perché non chiedi a Charlotte o a Edward di venire con te? Io ho ben altro da fare", dico pensando intanto a cosa inventare.
"No, verrai tu. Charlotte ha un appuntamento dal dentista oggi, invece Edward ha una partita di rugby, e tua madre è l'unica fra noi che può andarlo a vedere. Quindi verrai con me, e non voglio più discuterne", dice con tono severo.
Adoro papà, ma quando usa questo tono di voce mi fa veramente paura, quindi l'unica cosa che mi resta da fare è rassegnarmi.
"Okay, va bene, vengo."
"Brava, così ti voglio. Vai a prepararti, fra un'ora usciamo."
Ma perché sono così sfortunata...
Entro in camera e prendo il primo vestito che trovo: un vestitino nero a palloncino con dei fiorellini sempre neri su una spallina. Lo abbino a delle ballerine nere. Dovrebbe andare bene.
Ecco che mi ritrovo, per l'ennesima volta, a sbuffare in macchina con papà. Ormai siamo quasi arrivati, e la mia voglia di partecipare a questa cena è pari a zero.
Una volta arrivati, noto un ragazzino davvero carino seduto fuori, con una faccia che dice chiaramente che questo è l'ultimo posto sulla faccia della terra in cui vuole stare. Bene, siamo in due.
Così decido di fermarmi a parlare con lui e faccio segno a papà di entrare nel ristorante.
Mi siedo vicino a lui e inizio a parlare.
"Scommetto che anche tu sei stato costretto a venire qua, dico bene?" chiedo cercando di iniziare una conversazione.
"Qualcosa del genere", dice, guardandomi da capo a piedi.
"Beh, allora siamo in due... comunque piacere, io sono Anastasia", dico allungando la mano e sorridendogli.
"Io Christian", dice, guardandomi confuso e stringendomela.
"Non ti ho mai visto prima. È la prima volta che vieni?"
"Sì, è la prima volta. Non sono di qua, abito a Londra, ma questa volta mio padre ha deciso di portarmi con lui... Spera che io ne capisca qualcosa di affari, perché un giorno la sua azienda sarà mia. E la cosa mi scoccia abbastanza", dice dando sfogo a un pensiero che sicuramente lo tormentava.
"Beh, quando sarai grande sarai tu a decidere cosa fare, non tuo padre."
"Non funziona così... nella vita non puoi fare sempre quello che ti pare", dice con tono gelido.
Madonna... come fa un ragazzino, che a guardarlo bene ora penso abbia la mia stessa età, a parlare così? Sembra un adulto.
"Non la penso allo stesso modo", dico contrariata da quello che ha detto.
"Non pretendo che tu possa capire, dopotutto sei solo una ragazzina che vive ancora nel suo mondo fatto di unicorni", dice mister so-tutto-io.
Ma come si permette? E io che sono anche venuta a parlargli! Che scema che sono stata...
"Guarda che quello che si comporta da ragazzino so-tutto-io e che si sente già un trentenne sei tu, caro", dico infuriata.
"Ma ti sei vista? Sei una ragazzina nana e goffa, oltretutto anche strana, quindi evita di insultarmi."
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A modo mio
Ficção AdolescenteAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
