Sopra il vestito che indosserà Anastasia per Capodanno.
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Ieri io e Brooke siamo andate a comprare il vestito per stasera.
Abbiamo girato diversi negozi ma alla fine ho trovato quello perfetto per me, in un colore che ultimamente adoro: verde abete.
È un abito in raso, lungo, con un enorme spacco laterale, scollo a cuore e maniche calate... a dir poco stupendo!
Ho raccontato a Brooke quello che è successo con Christian. In fin dei conti non potevo tenermelo per me e lei è rimasta letteralmente scioccata. Ancora adesso non ci crede — e la stessa cosa vale per me.
«Se lo avessi saputo, sarei venuta anch'io a comprare un vestito con te e Brooke... il tuo è mozzafiato, a differenza del mio!» dice mia sorella appoggiata allo stipite della porta.
«Wow! Hai deciso di parlarmi finalmente,» dico roteando gli occhi.
«Sono sempre tua sorella, non riesco a non rivolgerti la parola per più di due giorni, è snervante. Ma comunque sono ancora arrabbiata con te, anche perché non mi hai ancora detto perché sei uscita di casa in quel modo l'altro giorno... sembravi una pazza,» mi dice sedendosi sul letto.
Ci risiamo... quando si mette così significa che vuole che le racconti tutto nei minimi dettagli.
«Almeno io non sono tornata a casa all'alba!» ribatto, infastidita.
«Lo sapevo! Eri con Christian!» esclama, puntandomi il dito contro.
«No, non ero con lui,» dico sbuffando.
Non ho voglia di dirglielo: l'unica cosa che mi direbbe sarebbe "te l'avevo detto". Meglio stare zitta.
«E invece sì! Quando mamma e papà ti stavano sgridando per il tuo comportamento da irresponsabile non riuscivi a essere seria, eri fin troppo felice... Questo vuol dire solo una cosa... VI SIETE MESSI INSIEME!» esclama tutta pimpante.
Ma cosa ho fatto di male per meritarmi una sorella così?
«Se ti dico la verità, mi lasci in pace?» chiedo ormai al limite della sopportazione.
Lei annuisce come una bambina.
«Sì, ero con Christian e sì, è successo qualcosa. Ma non sono tenuta a dirti cosa, perché sono fatti privati. Quindi, per favore, lasciami in pace: mi sto preparando e tu mi stai distraendo. Fuori da qui!» dico indicando la porta.
«LO SAPEVOOO!» urla alzandosi in piedi, come se avesse appena scoperto l'acqua calda.
«Ciao! Vai,» dico cercando di spingerla fuori.
«Piccola peste che non sei altro, ti sei finalmente svegliata eh? Lo sapevo che avresti ceduto alla fine,» inizia a blaterare.
«Invece di ficcare il naso dove non dovresti, pensa a renderti presentabile: dobbiamo uscire fra meno di un'ora e tu sei ancora in pigiama!» la rimprovero, chiudendole la porta in faccia.
«E COMUNQUE... TE L'AVEVO DETTO!» grida dall'altra parte.
Giuro che un giorno la strozzo!
Finisco di prepararmi e devo ammettere che il vestito è davvero mozzafiato. È esattamente come me lo immaginavo, forse persino meglio.
«Anche se il tuo abito è magnifico non significa che chi lo indossa lo sia altrettanto, e comunque ti sta male,» dice Audrey scendendo le scale col suo vestito viola monospalla.
Detto da lei è quasi un complimento... sarà il suo regalo di Natale, chissà.
Mia sorella invece ha scelto un vestito argento con scollo a cuore. Molto da lei, devo dire.
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A modo mio
Novela JuvenilAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
