Saluto mamma e mi incammino verso casa di Brooke.
Una volta entrata, vedo che c'è il caos più totale: gente che balla, gente che beve o che gioca a... giochi da tavola... se così si possono chiamare. Li chiamerei più che altro giochi vietati ai minori di 18 anni, e scommetto che le stanze da letto sono tutte occupate. Beh, in effetti, in quale festa che si rispetti le camere sono vuote... è quasi un rito.
Comincio a cercare Brooke e, nel cercarla, vado addosso a qualcuno.
— Ma perché ci dobbiamo sempre incontrare così io e te... non capisco se è perché sei goffa o perché è il tuo modo di rimorchiare — dice Christian, scocciato.
— Io non sto cercando di rimorchiare proprio nessuno... tu mi sei venuto addosso, forse sei proprio tu quello che sta cercando di rimorchiare — dico, rimettendomi composta.
— Pff, ti piacerebbe. I miei modi di fare non sono così banali, sono molto più... come dire... diretti, e di solito sono le ragazze a cadere ai miei piedi — dice con aria strafottente.
— Che presuntuoso... guarda che non c'è niente di cui vantarsi, quindi evita di fare questi tipi di discorsi con me, mister "sono il più bel ragazzo sulla faccia della terra" — dico spostandomi i capelli dietro.
— Puoi insultarmi quanto ti pare, ma so benissimo che non la pensi veramente così — dice avvicinandosi — dico bene? — dice a tre centimetri dalla mia faccia.
Oddio, ma che sta succedendo? Questa conversazione ha decisamente preso una brutta piega... infatti rimango zitta per almeno 30 secondi.
— Ehm... ma che diavolo dici... — dico, non sapendo più cosa dire e non muovendomi di un millimetro. Sicuro sono rossa come un pomodoro in questo momento.
*Anastasia, riprenditi! Fai vedere a questo pallone gonfiato che non ha nessun tipo di potere su di te.*
— Sappi che le tue tattiche con me non funzionano, quindi ti pregherei di lasciarmi in pace e continuare per la tua strada — dico allontanandomi.
— Sì certo, come no. Comunque ti stavo solo prendendo in giro, non c'era bisogno di diventare tutta rossa, piccola Ana — dice ridacchiando e andandosene.
Non ci credo... l'ha fatto apposta... bene, questa serata è iniziata proprio bene.
Finalmente vedo Brooke insieme a Paige, Noah e Steven.
— Ana, ce l'hai fatta finalmente! Pensavo non venissi più — dice Brooke felice di vedermi. — Dai, ti accompagno in camera mia a posare i vestiti — continua.
Quindi ci allontaniamo dagli altri e saliamo su.
— Stasera anche Paige dorme con noi... quindi sarà una specie di pigiama party — dice euforica.
— Che bello, almeno potremo chiacchierare un po' — dico entrando nella stanza di Brooke che era chiusa a chiave.
Poso la roba...
— Senti, ho visto che tu e Christian siete molto in confidenza... — dice curiosa.
— Non è proprio così. La verità è che non andiamo per niente d'accordo... ci siamo conosciuti un giorno tanti anni fa e poi non l'ho più rivisto — spiego in breve.
— Oh, capito... quello che ti consiglio Anastasia è di stare attenta, e specialmente di non farti vedere da Amber quando parli con lui... sa essere molto gelosa. Lei sa che loro due non staranno mai insieme perché Christian non è il tipo di ragazzo che si fidanza. Infatti, ogni volta che girano voci sul fatto che è andato a letto con l'ennesima ragazza — anche se nessuno sa mai se le voci siano vere o false — si vede lontano un miglio che lei ci sta male.
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A modo mio
Novela JuvenilAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
