«Che fai, Anastasia, non rispondi?» chiede Amber, notando che non dico una parola.
«Non ti ho fatto una domanda complicata, basta rispondere sì o no» replica Riley.
E insiste pure! Non ci credo che questa persona sia stata la mia migliore amica... ma che razza di individuo farebbe una cosa del genere? Non porrei mai una domanda così scomoda neanche al mio peggior nemico!
Guardo Christian, vedo che sta per intervenire, ma decido di agire prima che scoppi la terza guerra mondiale.
«Io e te adesso ci facciamo una bella chiacchierata fuori... cammina!» dico avvicinandomi a lei.
Giuro, non sono mai stata così seria.
«Non c'è bisogno di prenderla sul personale, è un gioco» si giustifica Riley.
«Infatti, Anastasia, ci stiamo soltanto divertendo» commenta Amber.
«Amber, smettila!» la rimprovera Audrey.
«Scusami?» ribatte Amber infastidita.
Ma smetto di ascoltarle: sono troppo concentrata su Riley.
«Cammina! Adesso!» dico con la poca pazienza che mi è rimasta.
«Che guastafeste che sei!» sbuffa Riley, roteando gli occhi.
Prende la sua borsa, seccata, e si incammina.
Appena usciamo fuori, inizio subito a parlare, perché l'unica cosa che voglio ora è che mi ascolti attentamente.
«Cosa cazzo pensi di fare, eh? Con quale scopo farmi una domanda del genere? Me lo spieghi? Non so se te ne sei resa conto, ma non ho perso il mio pesce rosso: ho perso mio fratello! E tu, invece di starmi accanto, mi hai allontanata per non so quale cazzo di motivo. Ora vieni qui a Londra, dove mi sono ricostruita una nuova vita per non dover pensare a tutto il dolore che ho passato... per cosa esattamente? Per rendermi la vita impossibile? Come fai ad essere così insensibile? Ero la tua migliore amica, per la miseria! Sai che ho passato le pene dell'inferno, e tu — proprio tu — mi fai una cosa del genere!» urlo, con le lacrime agli occhi.
Non voglio crederci che lei fosse la persona di cui mi fidavo più al mondo...
«Anastasia, era soltanto un gioco, non devi prendertela così» dice per giustificarsi.
«Un gioco? Non era affatto un gioco, era un modo per farmi un torto. E non capisco perché tu debba farmi una cosa del genere!» ribatto, alterata.
Giuro, ho voglia di prenderla per i capelli e sbatterla al muro...
«Ti sei mai soffermata sul fatto che magari io mi comporto così perché te lo meriti? Se pensi di non avermi mai fatto un torto, ti sbagli di grosso! E continui a farmene ogni santa volta che riappari nella mia vita! Quindi scusami se ho rovinato la tua nuova realtà perfetta, ma non potevo farne a meno... e sappi che d'ora in avanti le cose cambieranno» mi dice con aria di sfida.
Ma che diavolo dice? Quale torto? È completamente impazzita!
«Ma di quale torto parli? E anche se fosse, esistono milioni di modi per vendicarsi, e tu decidi proprio di farlo parlando di mio fratello? Ma che ti passa per la testa? Qualsiasi cosa io ti abbia fatto non è paragonabile a questo! Quindi azzardati di nuovo a nominare mio fratello e giuro su di lui che non la passerai liscia!» dico, furiosa.
Non ho parole per descrivere quello che provo: è un misto di rabbia e dolore. Non mi sarei mai aspettata niente del genere! Sinceramente, vorrei proprio sapere che torto avrei potuto farle per farla infuriare così tanto.
«Siamo passate alle minacce? La questione si fa interessante» risponde Riley.
«Almeno io non devo abbassarmi così tanto per vendicarmi di qualcuno. Fossi in te, starei attenta» ribatto a tono.
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A modo mio
Roman pour AdolescentsAnastasia è una ragazza di 16 anni con una vita difficile che tende a nasconderlo davanti alle persone sembrando sempre allegra e spensierata per questo nessuno ci fa caso ma la verità è che ha l'abitudine di non dire niente a nessuno di tenersi...
