"Zulema Zahir" pronuncio il suo nome con un leggero tremito nella voce. All'improvviso tutti i ricordi, i discorsi, il suo viso.. tutto riaffiora togliendomi il respiro. Sono seduta su questo cazzo di divano, spettatrice della mia stessa vita, vedo scorrere le immagini come se fosse un vecchio film. Immagini che non mi appartengono, non più.
"Parlami di lei" la voce della mia amica mi riporta alla realtà, alla nuda e cruda realtà. Alzo lo sguardo e capisco perfettamente ciò che le sta passando per la testa: è consapevole che abbiamo solo scalfito la superficie delle mie emozioni, siamo solo ai primi capitoli della mia lunga storia. Quello che ignora è che io non sono assolutamente pronta ad affrontarla.
Il mio viso è del tutto impassibile, non faccio trasparire alcuna emozione, consapevole che se solo provo a togliere la maschera sarei sopraffatta completamente dalle mie emozioni "Non c'è niente da dire" mento. Ne sono consapevole.
Lei si acciglia "Come se non ti conoscessi.." commenta sarcastica "Con te.. niente non è mai niente".
Maledisco il fatto che mi conosce così bene, decido di parlare "Ci siamo scontrate pesantemente per tutto il tempo.. era conosciuta come il cazzo di elfo venuto dall'inferno.. la regina delle figlie di puttana.. la realtà era molto peggio della fama che aveva" Dico riassumendo parecchio, non voglio pensarla, non voglio parlare di lei, non voglio ricordarla, fa troppo male.
Ma ovviamente lei è brava nel suo lavoro, tanto da capire che io sto parlando senza dire effettivamente nulla "Che vuoi dire con scontrate pesantemente?"
Sorrido amara "Allora vediamo.. è iniziato tutto quando la mia famiglia ha sequestrato il suo fidanzato che cercava di ammazzare mio padre e mio fratello, per ripicca mi ha fatto abortire, la mia famiglia le ha ucciso come un cane il fidanzato, io ho cercato di impiccarla in un bagno senza successo, lei mi ha fottuto l'unica possibilità di uscire prima di galera e io le ho quasi fatto scoppiare il cuore iniettandole dell'aria in vena.." faccio spallucce elencando tutte queste cose come se fosse l'elenco telefonico mentre la mia amica mi guarda letteralmente sconvolta "Mio padre è morto per colpa sua, la mia famiglia si è distrutta per colpa sua.. in realtà ho perso tutto per colpa sua" aggiungo ricordando ogni momento doloroso. Non piango. Quella vita non mi appartiene più, il passato è passato.
"Perché questo accanimento? Mi hai parlato delle altre in maniera molto più leggera.. che cosa c'era fra di voi per spingervi così al limite?" lei stessa fa fatica a starmi dietro, glielo leggo in quello sguardo perso.
Ci penso un secondo prima di rispondere "Due cose interessavano a Zulema.. i soldi e la libertà.. e le volevo anche io. Entrambe. Disperatamente. Lei era solo la mia avversaria in questa partita che è la vita" dico semplicemente, fredda come il ghiaccio.
"Vai avanti" so che ha molte domande ma mi fa la cortesia di non pormele consapevole del fatto che già faccio i conti con le mie, non sono pronta a rispondere a quelle di qualcun'altro.
Decido di accantonare totalmente il discorso e di proseguire con la storia "Ci fu un sovraffollamento al Cruz del Sur, spostarono me e la mia gente al Cruz del Norte.. lì ci fu un vero e proprio caos" dico pensando al trasferimento.
"La tua gente?" Mi chiede.
"Era passato un po' di tempo dal mio ingresso.. Avevo già fatto dei cambiamenti alla mia persona.. non ero più la novellina.." cercai di spiegare.
"Quei muscoli fanno parte del cambiamento alla tua persona?" Mi chiede indicandomi le braccia.
Sorrido, nonostante la gravidanza la mia forma fisica non è poi cambiata tanto, le mie braccia toniche e le spalle ben definite ne sono la prova, non posso dire lo stesso per gli addominali "In carcere ho iniziato a fare Boxe.. per mia sorpresa sono piuttosto brava" sorrido scaltra e lei mi regala uno sguardo quasi orgoglioso "..mi facevo rispettare ma questo non è stato abbastanza nel nuovo carcere" con lo sguardo mi chiede di approfondire "Il braccio in cui ci rinchiusero era capitanato da delle figlie di puttana cinesi senza scrupoli.." Un'altra lacrima mi scende lungo il viso, rigandomi la guancia "..Appena tentai di non farmi schiacciare da loro, mi infilarono in una lavatrice"
Il suo sguardo è sconvolto "Come ne sei uscita?"
Mi asciugo il viso con le maniche della felpa e involontariamente sorrido "Karma positivo" rispondo evitando la domanda.
"Chi ti ha tirato fuori?" Insiste, sa che evito ciò che mi ferisce.
"Non ha alcuna importanza" mento spudoratamente. Quel gesto aveva cambiato moltissime cose, era stato l'inizio di tutto. Mi lancia un'occhiata scocciata e capisco che vuole un nome. Mi mordo l'interno della guancia "Zulema".
"Cosa scusa?!" Sussulta sulla sedia e il suo sguardo è sbalordito.
"Hai sentito" mi limito a dire, tutta questa situazione mi soffoca "Mi tirò fuori in tempo e mi salvò la vita" alzo le spalle come se fosse irrilevante, la mia mente mi impone di non pensarci troppo "Ma io non ricordo nulla.. sono rimasta in coma per sei lunghi mesi.. ti dico solo quello che mi hanno detto al mio risveglio"
"Perché pensi che lo abbia fatto?" Mi chiede, è una domanda più che legittima.
"Non lo so" rispondo sincera "Lei mi disse.. che lo aveva fatto per uccidermi lei stessa"
"Ma non ha alcun senso" commenta lei.
Rido appena "Con Zulema niente ha senso" ed è la frase più sincera e vera che potessi dire.
Penso a lei, a come voleva vendicarsi dopo averla torturata e fatta finire in coma. A come avrebbe potuto lasciarmi annegare in quella cazzo di lavatrice. Ma non lo fece. Non mi voltò le spalle. Rischiò di mettersi contro le cinesi per me. Mi ha detto Saray che quando ha pensato che fossi morta si era messa a urlare come una pazza, faccio molta fatica a immaginarla sconvolta per la mia morte, ma non è così difficile da credere perché ho avuto la stessa reazione quando..
Mentre sono sovrappensiero mi ricordo che Laura non sta parlando da un po' e che siamo avvolte in un silenzio assordante, alzo lo sguardo e la osservo guardare il vuoto, la classica espressione di quando pensa a tutte le informazioni cercando di trovare dei collegamenti "Non credo di capire" mi confessa prima di aggiungere "Perché proprio lei? Perché la tua rivale in carcere, quella che si è accanita contro di te portandoti via tutto, ti ha salvata?" Credo che sia una domanda rivolta più a se stessa, in quanto psicologa, che a me perciò decido di non risponderle, consapevole del fatto che nemmeno io so la risposta.
Finalmente mi guarda dritto negli occhi e rimango totalmente di ghiaccio quando apre la bocca per chiedermi "Maca, chi è per te Zulema Zahir?"
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I am a warrior
Fiksyen Peminat(Dopo Vis a Vis - El Oasis) Dopo il Marocco, Macarena si trova ad affrontare un periodo buio. È possibile che la morte della sua nemica numero uno sia la causa del suo malessere? Tutto ciò che sa è che l'ultimo colpo l'ha segnata parecchio, Maca n...
