La risposta è nel passato

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Guido come una pazza sulla strada del ritorno. La mia mente è continuamente assalita da ricordi, frasi, sguardi d'intesa. Sono letteralmente bombardata dal mio passato e dal mio vissuto, ho gli occhi sulla strada ma è come se non la vedessi, guido perché conosco la strada a memoria e il mio subconscio fa il resto. Mi sento terribilmente confusa dall'ultima seduta. Mi fermo di colpo.

Maca.. riprendi il controllo

Mi continuo a ripetere, ma senza un grande successo. Chi era Zulema per me? Perché sto così? Perché la sua morte mi fa questo effetto? Faccio inversione a U: la risposta è nel passato. Senza nemmeno rendermene conto arrivo davanti al cancello del Cruz der Sur. Riconosco il palo della fermata dell'autobus.

Che ci fai qui?

Me lo aveva chiesto due volte perché alla prima avevo totalmente evitato la domanda. Ricordo come fosse spaesata, mi guardava sospettosa, nemmeno io sapevo cosa volessi davvero da lei.

Se vuoi ti do un passaggio

Al cimitero

Ora sono due le lapidi con il cognome Zahir. Sorrido beffarda alla cattiveria della vita, Zulema e sua figlia hanno avuto occasione di essere vicine solo in una cazzo di bara.

Non l'ho conosciuta

Nemmeno io, ed era mia figlia

Mi sono persa molte cose in quei mesi, l'ho capito subito. Nessuno aveva avuto il coraggio di ammetterlo. Lei meno di tutti.

La Zulema che ho conosciuto io sarebbe uscita buttando giù i muri, non dalla porta.. con un biglietto dell'autobus

Ma chi ti credi di essere? Hai sempre pensato di essere superiore a tutti quanti, Zulema l'indomabile, ma..

Le ho sputato addosso veleno davanti alla tomba di sua figlia. A ripensarci bene.. quello schiaffo me lo meritavo eccome.

Hai perso.. entrambe abbiamo perso

Accarezzo la scritta in rilievo sulla lapide "La grande Zulema messa nello scaffale a parete insieme a tutti gli altri.. ti saresti incazzata da morire" le sussurro consapevole dell'impossibilità di una risposta, mi sfugge un sorriso pensando a come reagirebbe se mi vedesse qui davanti alla sua lapide.

E proprio quando me ne stavo andando una voce fin troppo familiare mi porta alla realtà "Non avrei mai pensato di trovarti qui" non mi serve voltarmi per sapere chi è, quella voce squillante la riconoscerei ovunque.

"Onestamente.. non avrei mai pensato di venire" rispondo sincera.

Saray mi supera e posa i fiori sulle tombe, due rose bianche per Fatima e due rose nere per Zulema "Come stai, Bionda?" Mi chiede voltandomi per guardarmi.

"Molto bene" mento. Lei abbassa lo sguardo sul mio pancione e mi sorride "Ottavo mese"

"Ci sei quasi Biondina" mi dice.

Non mi chiede che ci faccio qui, lo sa. Glielo leggo in faccia. Apprezzo questa cortesia che mi riserva.

"Tu come stai?" Le chiedo a mia volta.

"Estrella è cresciuta tantissimo, ormai è un'adolescente e mi fa diventare pazza con i ragazzi che frequenta.. però è una brava ragazza" è bellissima con il suo sguardo innamorato perso, ho sempre pensato che sarebbe stata un'ottima madre "In più sono in una relazione stabile con una donna che amo.. direi che non potrei chiedere di meglio dalla vita"

"Sono così felice per te" le dico abbracciandola "Ti meriti il meglio dalla vita, dico davvero Gitana"

Lei mi studia un po' e poi decide di non chiedermi assolutamente nulla "Andiamo?" Mi propone. Annuisco e rivolgo l'ultimo sguardo alla parete in marmo e poi ai due nomi che riconosco, soffermandomi sul suo. Mi lascia il tempo che mi serve e poi mi prende sottobraccio accompagnandomi al parcheggio. Parliamo del più e del meno, niente di importante, come per evitare il silenzio che sarebbe stato impossibile da sopportare, soprattutto per me. Prima di salire in macchina mi rivolge un sorriso e tutto ciò che mi dice è "Maca.. se ti serve qualcosa.. anche solo parlare.. puoi chiamarmi, okay?"

I am a warrior La tua prossima ossessione. Scoprilo ora