Il peso delle bugie

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Ci sarò

Controllo la pistola che tengo nella cinta dei pantaloni e indosso il mio giubbotto di jeans. Esco dalla stanza e mi scontro con il capo della scorta, Alex "Tu la sai che dovrei fare rapporto?" Non serve che gli dica cosa stia facendo, lo ha capito con uno sguardo. Ha un'espressione dura, quasi di rimprovero, poi si affievolisce "Ma all'aeroporto mi hai tolto da una situazione spiacevole"

"Grazie" gli sorrido.

"A una condizione.." lo guardo interrogativa "..vengo con te" mi piace lavorare da sola ma potrebbe andare da Zulema e questo complicherebbe tutto.  Scelgo l'opzione meno spiacevole.

"Andiamo allora" usciamo dalla villa e in due ore siamo all'hotel El Oasis. Per ironia della sorte, questo hotel porta con sé molti ricordi, alcuni sono belli altri un po' meno "Resta in macchina" gli ordino "Se tra venti minuti non sono tornata, vienimi a cercare"

In reception c'è il mio amico Cepo. Quando mi vede, mi abbraccia calorosamente "Maca!! Non pensavo che ti avrei più rivista!!"

"Cepo!!" Gli sorrido "Come stai?"

"Bene!" Mi fa davvero piacere rivederlo. L'hotel è deserto "Oggi è arrivata una busta per te"

"Me la puoi dare per piacere?" Mi allunga una busta gialla, lo ringrazio "Senti Cepo.. Grazie per averla salvata" mi riferisco ovviamente a Lei.

"Chi?" è un po' confuso. In realtà non mi stupisce, è passato un po' di tempo, e Cepo è Cepo..

"Non importa" gli regalo un sorriso. Ha un grande cuore, è così tanto buono lui quanto era un figlio di puttana il fratello. Mi cade l'occhio sul bancone della reception ci sono dei volantini con su scritto Be a warrior not a worrier. È una bella frase, che sento un po' mia. Ne prendo uno e lo infilo nella tasca della giacca.

Esco con la busta in mano ma una figura mi si palesa davanti "Genaro"

"Onestamente non credevo che saresti davvero venuta da sola" è compiaciuto e divertito.

"E invece.. Cosa vuoi?" Sono diretta, voglio arrivare al punto.

"Sempre al sodo.. non vuoi bere qualcosa prima?" Mi chiede indicando il bar della hall.

"Un'altra volta" gli sorrido e esco. È solo una perdita di tempo.

Mi afferra per un braccio e mi costringe a guardarlo "Se vuoi riavere tua figlia devi fare solo una cosa" si avvicina un po' di più "Ritorna da me. Ti proteggerò io"

"Ritornare da te?!" Scoppio a ridere "Da quello che ha rapito mia figlia e ha ordinato ai suoi di ammazzarmi?!" Lo fulmino con lo sguardo "No grazie. Preferisco morire che tornare con te"

"Tu non sai in che cosa sei coinvolta" ha un sorriso strano come se gli facessi pena.

"Non ho bisogno della tua protezione"
Ho la mascella contratta "Perché avete preso Sofia?"

"Ti stai ponendo la domanda sbagliata" non capisco.. Cosa c'è sotto? "Anche se mi ha stupito come tu non sia stata capace di metterla in salvo in tempo"

"Di che stai parlando? Io non sapevo fosse in pericolo" aggrotto la fronte, questa conversazione è sempre più confusa e inverosimile.

"Non sai nemmeno chi è il tuo nemico" ride.

I am a warrior Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora