Un'attrazione inspiegabile

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Una mano appoggiata sulla spalla mi sveglia "Zulema?"

"Non ti facevo così debole" la sua voce è di ghiaccio, nel suo sguardo vedo una profonda delusione "È così che si comporta una persona che vuole una seconda possibilità? Non credo proprio"

"Sei viva?" Mi alzo e continuo a osservarla, mi sento strana. Ma come è arrivata qui?

"Non credo che tu sia degna di diventare madre" mi dice sprezzante.

"Perché stai dicendo questo?" Le chiedo con le lacrime agli occhi.

"Stai gettando nuovamente la tua vita nella spazzatura, stupida!" continua a rimproverarmi, io vorrei solo per un attimo gioire del fatto che è ancora viva ma il suo modo di fare non me lo permette.

"Mi puoi rispondere?" Le chiedo.

"Sei debole, fragile, la solita bionda viziata! Ti fai calpestare! Non hai nessuno! Sei sola!" Continua a ringhiarmi contro "Io sono morta per salvare tua figlia e tu non sei nemmeno in grado di averne cura!" urla e io mi spavento.

Una paura razionale si impossessa di me. Sono morta. Alzo la mano e faccio per sfiorarle il viso ma passa attraverso e tutto ciò che tocco è l'aria. Una lacrima mi solca il viso, e il suo corpo svanisce lentamente nel nulla, per ultima cosa quello sguardo penetrante.

Mi sveglio di soprassalto "Zulema!" Respiro affannosamente, sono in panico. Era un incubo, ma l'ho sentito più reale che mai.

"Mi dispiace.. ma no" Laura è seduta accanto a me, la sua mano è sulla mia spalla e da lì capisco perché avevo sentito quel tocco così vero. Lo avevo solo associato alla persona sbagliata. A una persona che non può più toccarmi e che non posso più toccare. Mi guarda preoccupata. Dalla sua espressione non devo avere una bella cera.

"Che ci fai qui?" le chiedo mettendomi seduta e raccogliendo le gambe sotto la coperta, sono ancora molto tesa.

"Ero preoccupata per te.. volevo sapere come stavi e non mi rispondevi al telefono" mi rivolge sempre dei sorrisi e con la mano mi accarezza la schiena.

Tra le mani ho ancora la sua felpa "Mi sono addormentata.. Che ore sono?" chiedo.

"Le 20.. ho pensato che non avevi nulla da mangiare così ti ho portato un piatto caldo per cena" indica un sacchetto sul tavolo della cucina.

"Grazie" mi alzo con molta cautela, appoggio la felpa sul letto e lei se ne accorge. Mi siedo a tavola e inizio a mangiare una zuppa calda. Laura se ne sta in silenzio, mi lascia i miei spazi e nel frattempo noto come passa lo sguardo per tutta la stanza. Si sofferma sui cocci di vetro del bicchiere che mi sono dimenticata di raccogliere. "Mi è caduto" spiego e lei mi lancia un'occhiata, non mi crede assolutamente "Mi è caduto quando l'ho lanciato" mi correggo ed entrambe ridiamo.

"Sai.. è carina" si riferisce alla caravana. Si alza e posa lo sguardo sulla fotografia appesa, rimane ad osservarla "Era davvero molto bella" usa un filo di voce, non ha bisogno che le dica che quella era Zulema. Lo sa e basta.

"Quello che ti colpiva di più di lei era il suo sguardo" tengo la testa bassa sul piatto ricordando l'incubo "Era sempre glaciale e penetrante.. ti sentivi terrorizzato e incredibilmente vivo allo stesso tempo" non so perché sto dicendo tutte queste cose, forse sono solamente stanca di mentire.

"Non mi hai detto come stai.. come ti senti?" si siede di fronte a me.

Ci penso un po' prima di rispondere "Sto".

I am a warrior La tua prossima ossessione. Scoprilo ora