3 giugno
Tenevo il pensiero che sarebbe arrivato questo giorno senza avere la mia bambina tra le braccia in un angolino della mia mente, era una consapevolezza che nascondevo come polvere sotto il tappeto. La realtà dei fatti, come sempre, ha appena bussato alla mia porta dandomi uno schiaffo in viso.
Non chiudo occhio per tutta la notte. Con il pensiero di quello che sarebbe dovuto essere ma non è stato. È il primo compleanno di mia figlia e non è qui.
Le prime luci fioche dell'alba fanno capolino dalla finestra, saranno le sette, sto annegando da troppo tempo, mi manca ossigeno e mi sento in balia delle mie stesse preoccupazioni. Non riesco a stare da sola, non oggi. Prendo coraggio e decido di andare nella camera della Riccia, colei che da sempre è il mio porto sicuro.
"Non riesci a dormire" non me lo chiede, lo sa. Annuisco. Si mette seduta sul letto sbadigliando , fregandosi gli occhi con i pugni chiusi "Vieni Biondina" batte la mano un paio di volte sul materasso.
Mi siedo raccogliendo le gambe e iniziamo a parlare di cose inutili, ridiamo e scherziamo, facendo attenzione a non svegliare l'intera casa. Passo due ore spensierata e leggera, e non posso fare a meno di pensare a quanto tutto sarebbe stato molto più semplice se mi fossi davvero innamorata di lei invece che dello scorpione. Sicuramente non avrei così tante cicatrici. Le otto del mattino arrivano in un attimo e decido di lasciare la sua stanza per tornare nella mia, sono ancora in pigiama e devo cambiarmi per scendere a fare colazione. Sono in corridoio e sto per rientrare in camera quando vedo Zulema appoggiata al muro con le braccia incrociate al petto.
"È così che me la fai pagare?" Il suo tono incazzato rischia di svegliare tutti. Non ho voglia di litigare ma a volte è inevitabile con lei.
Mi avvicino a lei piuttosto irritata "Si può sapere di che stai parlando?"
"Te la fai con Kabila accanto alla mia camera da letto" ha un tono tagliente e uno sguardo di fuoco. È gelosa. Non ci sono altre spiegazioni logiche al suo comportamento infantile e, ancora una volta, fuori luogo.
Rido. Non ha alcun diritto di parlarmi in questo modo! Mi faccio seria e indosso la mia maschera da stronza solo per poter giocare ad armi pari "Innanzitutto non posso credere che tu mi stia facendo una scenata di gelosia quando giusto ieri sera hai portato a casa un'oca per fartela sul mio divano"
"Quindi te ne sei accorta" alza incuriosita un sopracciglio, che faccia tosta!
Rido "Se ne sono accorti tutti, Zulema" non mi importa nulla di quello che fa per risvegliare in me chissà quale sentimento nei suoi confronti. Deve accettare la realtà dei fatti "Te l'ho detto e te lo ripeto, sei patetica"
Faccio per andarmene ma mi afferra per un polso "Se credi che andare con lei ti farà dimenticare di me, ti sbagli" ringhia avvicinando il viso al mio.
Mi incazzo "Come al solito non hai capito un cazzo!" Cerco di tenere un tono basso, la spingo via "Il fatto che frequenti Kabila non ha niente a che fare con te! Non sei al centro del mio mondo!" Le sputo la verità addosso e il suo sguardo si fa ancora più duro. Deve assolutamente smetterla di credere che ha ancora chissà quale controllo su di me, non può più manipolarmi. Cerco di calmarmi e decido di dire la verità "Zulema.. Non sto cercando di ferirti o di fartela pagare. La verità è che non ti riesco a perdonare. Tutto qui. Mi fido abbastanza da tenerti in squadra ma non posso e non voglio perdonarti" spiego semplicemente, non mi risponde, mi volto ritornando sui miei passi.
"Non volevo che andasse così" mi ricorda e io mi volto nella sua direzione.
Faccio spallucce "Non fa alcuna differenza"
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I am a warrior
Fanfic(Dopo Vis a Vis - El Oasis) Dopo il Marocco, Macarena si trova ad affrontare un periodo buio. È possibile che la morte della sua nemica numero uno sia la causa del suo malessere? Tutto ciò che sa è che l'ultimo colpo l'ha segnata parecchio, Maca n...
