🌷SUMMER🐬
La mia pelle scottava, marchiata dai suoi baci e dalle sue mani voraci. Tutto il mio corpo gli apparteneva in un modo che non riuscivo a definire. Mi guardava con amore, mi adulava. Moriva per me e io morivo per lui.
Mi sentivo leggera, come una piuma in volo. E non perché non avessi mangiato per giorni, ma perché mi sentivo capita e apprezzata.
I miei vestiti erano finiti sul pavimento insieme ai suoi. Uniti, nel suo letto, non potevo fare a meno che ammirare il suo fisico perfetto e lasciarmi trasportare in una danza piena di passione e amore.
"Dylan..."
Mi svegliai all'improvviso, rossissima in volto, sentendo le voci di Carly e Trevor.
Controlla i tuoi pensieri, Summer...
La sera prima ci eravamo addormentati tutti e tre sulla spiaggia. Era stata un'altra delle idee alternative della mia amica: un pigiama party davanti al mare.
Quello era il penultimo giorno prima della mia partenza per la Sea House. Ormai era passato tanto tempo dal falò e io e Trevor avevamo legato sempre di più.
Carly mi aveva confessato di essersi sentita nei giorni passati come la "terza in comodo", ma io ci avevo riso su arrossendo.
Ora però quella sua affermazione mi fece riflettere: non avevo mai pensato a Trevor in un altro modo al di fuori che a un amico. Ma se lui non mi considerasse solo un'amica?
Non ero ancora pronta per un'altra relazione...
La risposta alla mia domanda arrivò presto: finsi di dormire ancora e origliai la loro conversazione. Fu molto sgarbato da parte mia, ma non potei farne a meno. La curiosità prevalse.
"In effetti siete così carini insieme, ultimamente sembrate una coppietta felice", disse Carly bisbigliando.
"Tu dici? Summer é davvero una ragazza straordinaria...", ribatté Trevor.
"Secondo me una possibilità ce l'hai. Non si é più fidanzata da quando-"
Mi svegliai del tutto scattando in piedi.
Carly stava per raccontare troppo, e non spettava a lei. Più tardi gliene avrei parlato: anche le più chiacchierone dovevano riconoscere dei limiti.
Si girarono entrambi verso di me e, vedendo la mia faccia rossa come un peperone, mi chiesero se stessi bene.
Ma certo che stavo bene, a meraviglia!
Avevo appena fatto un sogno particolare su Dylan e ascoltato una quasi dichiarazione d'amore di Trevor ma, a parte questo, tutto una favola!
Si schiarirono la voce, poi Carly fece l'occhiolino a Trevor e si allontanò dopo aver detto:
"Devo andare in bagno! Vi raggiungo tra poco!"
Quella ragazza l'avrei picchiata certe volte. Cosa credeva, che non sapessi perché se ne era andata? Mi aveva messo in una situazione terribile. Brutta, malefica, stron...
"Bene, a quanto pare siamo rimasti solo noi due!", disse Trevor mostrando due fossette.
La cosa più bella era che lui non smetteva mai di sorridere, soprattutto quando era con me. Le fossette quindi non erano una caratteristica impercettibile del suo volto. Anzi, erano ciò che lo illuminava maggiormente.
"Eh già...", risposi.
"Senti, io volevo parlarti di una cosa..."
La sua faccia divenne confusa leggendo la preoccupazione nei miei occhi.
Non volevo che diventassimo più di amici. Non ero pronta. Magari stavo fraintendendo tutto, ma non potevo correre il rischio di lasciarlo parlare.
"Io, ecco... Mi piacerebbe ascoltarti ma con questo sole mattutino sto morendo di caldo e... Ti dispiace se vado a farmi un bagno prima?"
Lui annuì senza dire altro e io mi tolsi il copricostume dirigendomi verso l'acqua.
Sentivo il suo sguardo puntato sul mio corpo. Un brivido mi percorse la schiena ma cercai di ignorarlo. Entrai lentamente e poi sprofondai sott'acqua.
Pace. Tranquillità. Amavo il mare e la sua profondità perché lì era tutto vuoto e silenzioso: immersa, potevo donargli parte dei miei problemi e passargli l'eco delle mie urla...
Quando risalii, presi un enorme respiro. Poi mi sfregai gli occhi per tornare a vedere la luce del sole. Ma quanto riacquistai la vista per poco non ebbi un infarto...
Trevor era a un passo dal mio viso.
Si era buttato anche lui in acqua e stava aspettando che mi accorgessi di lui. Chissà da quanto tempo era lì a guardarmi...
Evitarlo era impossibile. Potevo solo sperare in un miracolo.
"Mi sono accorto che stavo morendo di caldo anch'io, quindi ho pensato di raggiungerti. Non ti da fastidio vero?"
"No, no, tranquillo", gli sorrisi.
Ci scambiammo un lungo sguardo. La tensione stava diventando palpabile allora decisi di salvare la situazione: il primo schizzo gli arrivò forte, dritto in faccia.
In men che non si dica ci ritrovammo coinvolti in una gara di getti d'acqua.
Poi Trevor cominciò ad avvicinarsi ma, con la vista appannata dall'acqua, non potei reagire in tempo. Le sue mani afferrarono i miei fianchi a mi lanciarono più lontana.
Dopo aver ripreso fiato potei complimentarmi:
"Gran bel tuffo, chi ti ha insegnato quella presa? Hulk?"
Il mio modo di parlare diventava meno diffidente e più sciolto man mano che conoscevo una persona.
"Beh, in realtà è un mio talento naturale. Ne conosco molte altre... Se vuoi ti mostro."
Mi misi a ridere ma a quanto pare la sua era una proposta seria. Ero un'emerita imbecille: non ero mai contenta se prima non mi mettevo in imbarazzo.
Acconsentii.
Mi ero dimenticata di tutte le preoccupazioni di poco prima. Mi ero scordata di Dylan, della conversazione tra Trevor e Carly e dei miei problemi.
"Allora, poggia i piedi sulle mie spalle appena vado sott'acqua e non lasciare mai le mie mani: altrimenti potresti cadere e farti male..."
Quella frase ebbe un forte impatto verso di me. Forse perché la interpretai come un offerta di aiuto, come una mano tesa per afferrarmi e tirarmi fuori dalla mia voragine...
Feci quello che mi disse e in un battibaleno, senza nemmeno accorgermene, ero di nuovo sott'acqua.
Mi bastava poco per stare male, ma ci voleva altrettanto per farmi sorridere.
E in quel momento ero felice e spensierata. Avrei voluto sentirmi sempre così...
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Only Summer
RomanceSUMMER VIBES Summer é una ragazza che ama le cose semplici e si circonda di pochi ma buoni amici. Ma si sa che dietro ad ogni ragazza si nascondono molte debolezze, celate in un sorriso. Dopo un evento tragico che segnó la sua vita, si ritrovò a do...
