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Ritorno alla realtà

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🐬SUMMER🌷

Dylan. La barca, Il sole. Il mare. Era stato tutto perfetto.
Io, Summer Baker, avevo appena passato la mattinata con Dylan Cooper, in un modo tutt'altro che casto.
Probabilmente, se l'avesse saputo, a mia madre sarebbe venuto un colpo.

"Io ti aspetto qui fuori, vai pure."

Dylan si fermò con la moto fuori dalla Sea House, mi aiutò a scendere e mi diede un lieve bacio prima di lasciarmi entrare. Rimasi piacevolmente sorpresa da quel suo gesto e arrossii.

Era all'incirca ora di pranzo e quando entrai mia madre era intenta a preparare qualcosa in cucina.

"Summer?! Per poco non mi hai fatto venire un colpo!"
Mi abbracciò con una presa salda, mentre mio padre fece il suo ingresso in cucina.

"Ci hai fatti preoccupare tutti!"

"Tranquilla mamma, io sto bene..."

"Non rispondevi al telefono! Ce l'avete sempre in mano quell'aggeggio ma quando serve, chissà come, scompare!"

"L'avevo dimenticato qui, mamy... Anzi, sono venuta a prenderlo."

"Summer!"
Anche i genitori di Dylan e Allie vennero ad abbracciarmi.

"Eravamo tanto in pensiero per te! Stanotte e stamattina la casa è stata troppo vuota e silenziosa senza di voi! L'unica ad essere rimasta è Allie..."

Un po' mi dispiaceva di averla lasciata sola, ma al momento avevo altre cose a cui pensare.

"E Alex e Carly?"

"Ah non lo sai? La madre di Carly è stata ricoverata in ospedale per un infarto e lei e Alex sono andati da lei, non so quanto si fermeranno lì... Comunque ci tengono aggiornati."
Fu mio padre a rispondermi.

Merda, povera Carly... Dovevo andare a trovarla e a darle il mio appoggio.
Mi voltai e feci per andarmene.

"E tu dove pensi di andare ora, signorina?"
Mi chiese mia madre severamente.

"Volevo andare a trovare... Jeremy... E poi magari vado anche da Carly."
Mia madre sussultò nel sentire quel nome e annuì comprensiva.

"Va bene, ma prendi il telefono per tenerci aggiornati come fa tuo fratello!"

"Ricevuto!"
Corsi a prenderlo, lo infilai in tasca e, dopo aver salutato tutti, uscii.

Nessuno mi aveva chiesto niente su Dylan... Pensai che fosse stato meglio così in fondo, almeno non avrei dovuto mentire facendo capire subito a mia madre che nascondevo qualcosa. Lei era un segugio in quei casi...

"Eccomi!"
Raggiunsi Dylan che mi porse il casco. La sua espressione era diversa, sembrava più frustrata e arrabbiata.

"Tutto bene?"
Gli chiesi.

"Sì."
Mi rispose seccamente, poi partì.

Ci fermammo a pranzare al sushi e fortunatamente il suo pessimo umore passò.
Appena finimmo di mangiare afferrai il telefono e avviai la chiamata.

"Pronto? Summer?"

"Ciao Trevor... Come stai?"

Chiesi un po' imbarazzata: tra noi non era finita molto bene... Dylan, seduto di fianco a me non sembrava entusiasta di sentire la sua voce perchè premette una mano sulla mia coscia facendomi sussultare. 

"Bene, te?"

"Anche io... Volevo chiederti una cosa."

"Dimmi pure."
Nella sua voce traspariva stanchezza, come se per via delle rivelazioni della sera prima non avesse chiuso occhio.

"Volevo incontrare Jeremy e passare del tempo con lui..."

Dall'altra parte del telefono ci fu un momento di silenzio.

"Certo, non vedo perchè non dovresti: in fondo è tuo fratello e non ho nessun diritto di vietarti di vederlo."

Rimasi incredula davanti alle sue parole. Sembrava soffrire talmente tanto da essersi arreso all'idea di avere ancora un fratello.
Non so se fu per il mio altruismo o la mia compassione, ma gli lanciai una proposta.

"Vieni anche tu con lui, così passerà del tempo con entrambi. Al luna park alle 20, va bene?"

Dylan aumentò la pressione con cui stringeva la mia coscia e notai le vene pulsanti su tutto il braccio. Perchè faceva così? Era geloso? Impossibile, non avevamo ancora dichiarato cosa fossimo in quel momento... Possibile che mi nascondesse qualcosa?

"Va bene Summer, grazie."

Chiusi la chiamata e rivolsi uno sguardo interrogatorio a Dylan, che sbuffò alzando gli occhi al cielo. Poi si alzò e io lo seguii alla cassa.
Uscendo, si fermò davanti alla moto e mi porse un pacchettino. Un biscotto della fortuna. Non ne aprivo uno da quando ero piccola...

"Dopo la tempesta ti aspetta il Sole."
Disse Dylan leggendo il suo biglietto. Nei suoi occhi intravidi un misto di speranza e rassegnazione.

"Strani segreti aspettano di essere riportati alla luce."

Ribattei io leggendo il mio biglietto.

Ci scambiammo degli sguardi eloquenti e mi parve di scorgere sul suo volto un cipiglio preoccupato. Mi nascondeva davvero qualcosa che lo preoccupava?

"Abbiamo ancora un po' di tempo prima di stasera, dove vuoi andare?"
Cambiò argomento Dylan infilandosi il bigliettino nel portafoglio.

"Che ne dici del centro commerciale? Magari troviamo qualcosa di carino da regalare a Jeremy..."

"E centro commerciale sia."

Ci infilammo i caschi, salimmo e Dylan mise in moto.

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