🌊DYLAN🚬
Aveva visto un delfino.
Avevo sentito Summer dirlo ad Allie. Mentre lo bisbigliava, con la voce commossa, giocava con la sua collana. Me lo ricordavo, quel ciondolo. Era un delfino dorato...
Non smettevo di chiedermi cosa significasse. Ma nonostante tutto, non gliel'avrei mai chiesto: con me non si sarebbe mai confidata e poi, in fin dei conti, cosa me ne importava?
"Carica il resto dell'attrezzatura in macchina", mi disse mia madre.
Così feci, poi posizionai sui sedili posteriori le casse con i pesci pescati.
"Mamma mia, come puzzerà la macchina! Aprite i finestrini, poi domani la porteremo a lavare...", disse Rose.
Gli adulti erano venuti in bici e avevano lasciato la macchina ad Alex. Ma adesso che i posti dietro erano occupati, in macchina poteva andarci solo un'altra persona. Il che voleva dire che avrei dovuto portare qualcuno con me in moto.
Afferrai il casco per porgerlo ad Allie, quando...
"Devo, devo... Devo vomitare!"
Esclamò lei voltandosi dall'altra parte e buttando fuori dal suo stomaco tutto il pranzo.
Perfetto, anche il mal di mare soffriva, adesso.
"Povera Allie, vieni andiamo subito a casa così ti prendi qualcosa per la nausea!", disse mia mamma.
I miei trattavano sempre mia sorella come se fosse una bambina da accudire. Di me invece non gli era mai realmente importato...
"Alex, non è che potrebbe venire in macchina con te al posto di Summer? Se andasse in moto con Dylan la nausea aumenterebbe e..."
"Certo, nessun problema."
Perfetto, cazzo, mia sorella non ne combinava una giusta.
Si sedette di fianco ad Alex, tenedosi un sacchetto in mano e partirono, seguiti dai genitori.
A quanto pare la macchina sarebbe puzzata non solo di pesce marcio ma anche di vomito...
"Mettilo."
Dissi a Summer porgendogli il casco. Lei scoppiò a ridere.
"Se pensi che verrò davvero in moto con te, ti sbagli di grosso. Non mi fido di chiunque..."
"Chiunque? Ma se ci conosciamo da più di dieci anni", la presi in giro.
"Ed è qui che ti sbagli: io e te non ci siamo mai conosciuti veramente."
Le sue parole furono come un macigno. Si voltò allontanandosi.
"E ora si può sapere dove cazzo stai andando?"
"Te l'ho detto, non accetto passaggi dagli sconosciuti."
Sconosciuti? Pensava di essere divertente? Era sotto la mia responsabilità: i genitori se la sarebbero presa con me, mica con il suo faccino da innocente del cazzo.
Le andai dietro. Era come se stessi giocando ad acchiapparella con una bambina.
Lei aumentò il passo e in lontananza vidi arrivare un pullman.
"Non penserai davvero di..."
Ma lei non mi rispose: aumentò il passo, saltò sul bus e gli sportelli si richiusero dietro di lei.
Quella nanetta mi aveva fottuto.
Rimasi lì, fermo, con il casco ancora in mano. L'ultima cosa che vidi fu la sua faccia soddisfatta e la mano destra, che si alzò mostrandomi il dito medio. Poi il pullman partì.
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Only Summer
RomansaSUMMER VIBES Summer é una ragazza che ama le cose semplici e si circonda di pochi ma buoni amici. Ma si sa che dietro ad ogni ragazza si nascondono molte debolezze, celate in un sorriso. Dopo un evento tragico che segnó la sua vita, si ritrovò a do...
