🌊DYLAN🚬
Parcheggiai la moto nel vialetto dietro casa, poi mi diressi all'ingresso. Come al solito, un'ampia recinzione circondava l'immenso cortile. Al centro si ergeva un gazebo e ai lati due alberi di pesco, collegati da un'amaca. Notai che nel prato erano spuntati centinaia di nuovi fiori.
Presi un grande respiro e aprii il cancelletto. Era il 31 luglio: Allie mi aveva scritto che era arrivata lì un giorno prima con i nostri genitori e che Alex e Summer sarebbero arrivati l'indomani sera.
Nella casa erano tornati a regnare la luce e i colori estivi. Era così bella che mi dispiaceva fosse quasi inutilizzata in inverno. Era proprio di fronte al mare, per questo l'avevamo nominata "Sea House".
Entrando, notai i pavimenti lucidi e le stanze al piano di sopra ordinate. Ma sapevo che sarebbero presto diventate sinonimo di confusione, soprattutto quella di Allie e Summer: mia sorella era la persona più disordinata del mondo. Lasciava tutto in giro e si arrabbiava quando perdeva qualcosa.
Una volta mi ero trovato una sua calza sotto al cuscino...
Sentii dei rumori provenire dal piano di sotto e, quando scesi le scale, trovai i miei e mia sorella che scaricavano le ultime valigie dalla macchina portandole in casa.
Mio padre e mia madre, vedendomi, si immobilizzarono. Mi era dispiaciuto come fossimo rimasti l'ultima volta che ci eravamo visti, una settimana prima.
Ma loro non potevano capire, nessuno poteva, nemmeno mia sorella...
Allie prese una valigia e si allontanò per andare a "mettere apposto" le sue cose negli armadi.
Non sapevo cosa dire.
Se solo avessero saputo perché ero stato costretto a fuggire così da casa... L'avevo fatto per loro: non volevo fargli del male, non volevo farne più a nessun altro...
Mi chiesero spiegazioni ma risposi con poca convinzione, inventando delle risposte al momento. Alla fine si arresero e mi perdonarono "temporaneamente", così mi dissero. In poche parole era come se fossi entrato in un periodo di prova.
Mi fecero un lunghissimo discorso sulla morale, sulla responsabilità delle proprie azioni eccetera eccetera. Insomma, le solite cazzate da adulti. Poi decisero di recitare la parte dei genitori severi:
"Dato che ad agosto starai qui, sappi che ti terremo sempre d'occhio e controlleremo che tu non trasgredisca le regole. E a settembre ricomincerai l'ultimo anno e ti impegnerai per prendere il diploma, senza scuse. Ci siamo intesi?"
Sembrava quasi si fossero dimenticati che ormai ero maggiorenne. Per chi cazzo mi avevano preso? Un bambino?
Presi dal baule della moto le poche cose che mi ero portato e le sistemai nei cassetti della mia camera.
Il giorno seguente l'avrei condivisa con Alex e non vedevo l'ora che arrivasse. Andavamo insieme a scuola ma dalla mia espulsione non ci eravamo sentiti molto. Volevo vedere come stava e sfogarmi con lui su quanto successo...
Ma con lui sarebbe arrivata anche Summer... Pensando a lei, chiusi gli occhi e tirai un respiro profondo. Dovevo starle lontano o avrei perso di nuovo il controllo... Quando c'era lei in mezzo succedeva sempre e non potevo permettermelo. Non di nuovo...
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Only Summer
RomanceSUMMER VIBES Summer é una ragazza che ama le cose semplici e si circonda di pochi ma buoni amici. Ma si sa che dietro ad ogni ragazza si nascondono molte debolezze, celate in un sorriso. Dopo un evento tragico che segnó la sua vita, si ritrovò a do...
