Una svolta sorprendente

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🌷SUMMER🐬

Non sapevo dove stavo andando, le mie gambe si muovevano da sole. Non so cosa mi fosse preso. In fin dei conti non era successo nulla...

"Summer!", mi sentii chiamare alle spalle.
Trevor mi aveva rincorso e mi stava chiedendo di fermarmi.

"Senti Summer, so che ci siamo appena conosciuti ma... Volevo chiederti scusa. Era solo un gioco, non pensavo potessi reagire in questo modo, altrimenti..."

"Non é colpa tua." Lo interruppi.

In quel momento avevo bisogno di stare da sola, non di conversare con un ragazzo appena conosciuto e con il quale mi sarei dovuta baciare poco prima per via dello stupido gioco di Carly.
Lei voleva fare qualcosa di carino per me, a modo suo, ma io non ero riuscita a dimostrargli quanto le fossi grata per i suoi sforzi...

"Davvero Summer, mi dispiace... Fammi rimediare: puoi sfogarti con me se vuoi."

Volevo cacciarlo: non mi sarei dovuta fidare di uno sconosciuto. Ma non ci riuscii.
Nessuno si era preoccupato di me in quel periodo. I miei vedevano solo la mia facciata sorridente e mio fratello era anche fin troppo apprensivo. Mi assillava continuamente e non mi lasciava un attimo di pace, peggiorando la situazione.
Probabilmente, se non mi fossi confidata con lui, non si sarebbe nemmeno accorto dei miei attacchi di panico, come tutti del resto.

Non ne avevo parlato con i miei e avevo provato a frequentare degli incontri con la psicologa della scuola ma non era servito a molto.
L'unico che sapeva come starmi accanto e come aiutarmi, non poteva più farlo...

Fui stupida ma mi sedetti lì, sulla sabbia, e lasciai che Trevor si accomodasse di fianco a me. Restammo in silenzio per un po', poi mi decisi a parlare.

"Non so cosa mi sia preso, dovrei essere io a scusarmi con te e Carly..."

"Non serve, davvero. Può capitare a tutti."

Di nuovo il silenzio.

"Sai, io ho un fratello più piccolo. Si chiama Oliver. Quando mi capita di non capire più cosa mi stia succedendo, mi aiuta lui. Senza saperlo mi migliora la giornata."

Trevor pronunció quelle parole provocandomi un sorriso.
Nonostante Alex fosse troppo esagerato, a volte ero grata che si preoccupasse per me. Servivano a questo i fratelli...

"Anche io ho un fratello, si chiama Alex. Se lo conoscessi credo che andreste molto d'accordo."

Sollevó gli angoli della bocca e notai due fossette su entrambe le guance.
Con Trevor avevo trovato subito una certa sintonia. Era come se mi leggesse nella mente, come se mi conoscesse già...

Capii il perché del mio attacco: era avvenuto per causa sua.
Dopo quanto successo con Jasper, ero rimasta isolata per un po'. Avevo perso i contatti con alcune persone e non avevo più instaurato nuove amicizie.
Trevor era il primo nuovo amico dopo tanto tempo e avevo avuto paura...
Paura di correre troppo, paura che quel gioco potesse demolire la speranza che era nata dentro di me.
La speranza che qualcuno potesse ancora interessarsi a me...

Chiacchierammo un po', poi Trevor si alzò e mi porse la mano. La afferrai e mi alzai in piedi.
Quel contatto durò più di quanto pensassi. Ci guardammo a lungo negli occhi, poi mi schiarii la gola e lui molló la presa.

Ritornammo al falò ma lo ritrovammo sorprendentemente vuoto. Poi vidi Carly seduta su un lettino a guardare le stelle.
Mi sentii in colpa per il fallimento della serata e decisi di andare a scusarmi ma, non appena mi avvicinai, Carly si alzò in piedi e mi abbracciò.

Non disse niente, ma compresi che aveva capito.  Lei era una delle poche che mi era rimasta accanto nel mio periodo più buio e gliene ero davvero grata. Non so cosa avrei fatto senza di lei...

Trevor ci riaccompagnò verso casa e poi se ne andò. Era stata una serata strana.

Una volta arrivata, mi infilai il pigiama e sgattaiolai nella camera di Carly. Lei mi stava aspettando: dopo un attacco di panico non riuscivo mai dormire da sola.

Mi sdraiai e lei mi tese la mano. La afferrai e la strinsi, poi le sorrisi e in silenzio scivolai in un sonno profondo...

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