Spin-off di Sotto Mentite Spoglie
Peter Carver è una mina vagante quando atterra a Londra. Adesso ha l'aspetto di un barbone e l'animo l'ha dato in pasto al diavolo.
Fresco è il dramma che lo vede colpevole di essere nato nella famiglia sbagliata...
Alone, alone without you lying next to me —HELP, Isabel LaRosa
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PETER
Se da qualche parte esiste un angelo custode per ognuno di noi, il mio sicuramente si sarà strappato ali e aureola a forza di assistere alle continue cazzate che commetto.
Inspiro talmente tanto a fondo che mi bruciano le narici, i polmoni implorano di dargli tregua ma io non smetto di allenarmi finché non devasto i muscoli, punendoli per essere rimasti immobili mentre Selene saliva in macchina di Sienna e se ne andava.
Fanculo a me e alle mie scelta di merda.
Faccio gli ultimi cinquanta addominali prima di spingermi in su e trascinarmi in cucina, dove ho lasciato il telefono.
Non dirò il numero di volte in cui sono andato a controllare che mi avesse scritto né ammetterò di aver aumentato la suoneria al massimo per non rischiare di perdermi neanche per sbaglio una sua chiamata.
Sono le 3.00 di notte. Selene non ha risposto a nessuna delle mie chiamate e come se non bastasse adesso mi dà direttamente la segreteria telefonica.
Guardo lo schermo distrutto del telefono. A furia di colpirlo contro il ripiano si è disintegrato ma perlomeno funziona ancora a dovere.
Mi scrocchio il collo. Il peso della nostra conversazione che grava ancora sulle mie spalle. Mi sfioro una delle cicatrici sotto l'ombelico, stranamente queste mi bruciano, come se si fossero abituate al tocco delle sue mani e a lungo andare soffrissero la loro assenza. Non sono le uniche a soffrila. È la mia intera esistenza a soffrire l'assenza di Selene.
Il volto mi ciondola tra le mani quando mi afferro la testa e appoggio i gomiti sul bancone. Meno di dodici ore senza di lei e sono ridotto a uno straccio.
Ho iniziato il mio compleanno scopandomi la donna dei miei sogni solo per finirlo da solo in un appartamento che iniziava a sapere di casa solo con qualche sua roba sparsa qua e là. Ammetto anche di aver lasciato fantasticare la mente fino a quando non mi sono visto a chiederle di trasferirsi da me.
«Fanculo alle mie cazzo di scelte di merda» borbotto continuando a chiamarla. Ancora una volta quello neanche le squilla, parte invece la segreteria.
So che ha detto di volermi dare del tempo e so anche di aver pensato per un microsecondo che si trattasse della scelta più giusta. Eppure me ne sono pentito l'istante in cui ho realizzato che mi stava concedendo del tempo lontano da lei, come se pensasse che fosse quello di cui avevo bisogno.
No, cazzo, è di lei che ho bisogno. Avevo bisogno di tempo sì, ma con lei intorno.
Ho capito solo ora che ragiono meglio quando c'è Selene ad ascoltarmi che quando sono i miei demoni a farlo.
Anzi, non ho mai ragionato così lucidamente da quando non gliene ho parlato la prima volta. Che diamine! Il Peter di qualche mese fa avrebbe preso a calci nel culo qualunque persona gli avesse detto che con ogni probabilità sarei finito con il fissare un appuntamento con uno strizzacervelli.