Spin-off di Sotto Mentite Spoglie
Peter Carver è una mina vagante quando atterra a Londra. Adesso ha l'aspetto di un barbone e l'animo l'ha dato in pasto al diavolo.
Fresco è il dramma che lo vede colpevole di essere nato nella famiglia sbagliata...
I think I found a new addiction ⎯RUNRUNRUN, Dutch Melrose
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PETER
Ero un cazzone purosangue da parte di mia madre e un bastardo dimenticato da Dio da parte di mio padre o almeno questo era ciò che la gente pensava di me da quando ero solo un poppante con neanche l'ombra dei peli pubici in vista.
A mettere la voce in giro erano stati proprio loro, i conoscenti di mia madre e di quell'affarista di mio nonno, uomini che la società tendenzialmente evitava ma che si raccoglievano tutti nel salone di casa mia o come la chiamavo io nella zona grigia.
Non mi spaventavano, anche se avrebbero dovuto data la reputazione che decantavano.
Ma c'era solo un uomo a farmela fare nei pantaloni, e sedeva a capotavola mentre di tanto in tanto raschiava con l'unghia del pollice la cintura di cuoio, come a volermi ammansire solo sfiorandola –anche se non c'era bisogno perché mi ero arreso a lui definitivamente– e ricordarmi che poteva benissimo stringermela al collo davanti ai presenti; anche perché aveva avuto modo di farlo in precedenza, e solo perché volevo lasciarli ai lo discorsi che per me non avevano alcun valore o senso.
Non volevo sentirli e basta.
Sapevo dentro di me che meno afferravo, minore era l'aggiunta di nuovi incubi che si mischiavano regolarmente ai più abituali.
Ma a Gideon Carver piaceva esibirmi per fare ridere quei depravati che lo seguivano come le api con l'ape regina, solo che il miele che producevano era più denso e raggiungeva la tonalità cremisi.
Mostrava a tutti quanto mettere le mani a un bambino fosse un gesto semplice come recuperare un piatto dalla lavastoviglie o addentare una mela rossa. E questo lo rendeva spietato agli occhi di chi assisteva, quindi veniva presa davvero sul serio. Era per questo che nessuno cantava quando sembrava che gli sbirri fossero vicini, perché potevano dirsi fottuti. E poi quella gente si sarebbe fatta saltare in aria pur di non collaborare con chi cercava di rovinare i loro affari.
Non avevo capito fino in fondo quanto in largo si fosse spinto nel mare aperto dell'illegalità. E ancora non me ne fregava niente ma lui non sembrava del mio stesso parere.
In quanto ai quei spregiudicati che mi definivano un cazzone purosangue ero sicuro dovesse trattarsi della mia fortuna nell'essere nato in mezzo al lusso, creato proprio dai Carver. Ma io sapevo tutta un'altra storia e non ero sicuro che fossero solo racconti di un ubriaco.
Mio padre una sera parlò più del dovuto, fu il giorno prima che levò le tende.
Disse che mio nonno non era altri che uno squattrinato, che la vera ricca in famiglia era sempre stata mia nonna.
Giselle era una giovane ereditiera che si era trasferita dalla Francia, i suoi genitori vennero a mancare in un incidente d'auto lo stesso anno e la lasciarono sola, insieme alla sua immensa fortuna che per mio nonno fu il passe-partout, la chiave che apriva la porta al mondo dei balocchi.