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Yeah, we are both sinners
Worship, Ari Abdul

Yeah, we are both sinners—Worship, Ari Abdul

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PETER

Il cacciavite rimbalza sul cemento, producendo un rumore secco, quando lo lascio cadere. In realtà, mi scivola per l'eccesso di sudore e sangue spalmati sulla mano. Mi do una ripulita sui jeans senza smettere di fissare con odio l'uomo legato alla sedia davanti a me.

Bussano alla porta, ma non mi preoccupo nemmeno di rispondere, troppo impegnato a sogghignare del terrore che sta emanando, anche se l'odore è riprovevole.

Ha un aspetto di merda: ora non assomiglia affatto a un avvocato privilegiato con una passione per il traffico di droga e le minacce, ma a un pupazzo di gomma che ho intenzione di piegare come voglio. E lo piegherò così tanto che non sarà più in grado di rialzarsi, questo è certo.

Adesso so che posso migliorarmi, è una delle preziose lezioni che Selene mi ha indirettamente insegnato semplicemente guardandola fare. E io la guardo parecchio. Si può dire che non le stacco gli occhi di dosso. Mai.

Quindi è questo che farò d'ora in avanti. Migliorerò e renderò fiera la donna che amo, e solo quando mi sarò guadagnato il suo sguardo più orgoglioso allora saprò che avrò vinto tutto nella mia cazzo di vita.

Ma sulla vendetta? Quella è tutta un'altra storia, e nemmeno Selene può farci nulla. Non accetto che qualcuno le manchi di rispetto, figurarsi lasciar correre sull'uomo che l'ha quasi uccisa, portandola via da me per sempre.

Ho seguito le sue urla in quel fottuto labirinto quella notte. Urla che mi perseguitano ancora oggi, anche dopo cinque giorni che è stata dimessa dall'ospedale e so che da allora si trova al sicuro nel mio appartamento. Non sogno quasi mai i mostri del mio passato, le urla strazianti che le ho sentito tirare fuori quel giorno le hanno sostituite.

Riuscivo solo a pregarla di resistere, di tenere duro ancora un po' mentre correvo per quei corridoi e cercavo in ogni stanza vuota. Solo un'altra volta mi sono sentito così impotente, quando ero un bambino e bagnavo il letto.

Stavo combattendo contro il tempo e i ricordi oscuri del mio passato mentre non la smettevo di sbagliare strada, e intanto lei soffriva. Quando l'ho vista a terra, sotto di lui, non ho più pensato alle conseguenze. Se possedevo una morale, dovevo averla lasciata in quel motel, quando ho deciso di crocifiggere quella testa di cazzo al muro. Asher mi ha detto che Elliott se l'è cavata ma è chiaro che non parlerà, ha troppa paura che io finisca il lavoro, la minaccia di fargli saltare il cazzo non deve essergli piaciuta poi molto dopotutto.

Ma se quello mi ha fatto incazzare, l'avvocato dei miei stivali ha vinto il pass per una serie di giochi perversi che posso fare con la sua testa senza dovergliela recidere del tutto dal resto del corpo.

La rabbia non è stillata di un solo grammo dal mio corpo, la brocca è straripata come un vulcano che si credeva spento da più di cento anni ma che all'improvviso fa tremare la terra con la sua violenta esplosione, non risparmiando niente e nessuno. «È incredibile: riesci a mandarmi in bestia senza dire una parola» chioso senza ricevere una risposta, perché chiaramente è svenuto. Non lo lascerò riposare, voglio che senta tutto. Voglio che provi il dolore di Selene moltiplicato per mille.

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