-Capitolo 49-

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Talìa:Deian mi sta fissando, totalmente assente dal resto del mondo

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Talìa:
Deian mi sta fissando, totalmente assente dal resto del mondo.
È pallido. Nervoso.
Sbatto le palpebre e tento di allungargli le dita sul viso prima che le sue mani scivolino intorno ai miei polsi per bloccarne il movimento.
Quando mi libera la gola, l'aria torna a riempirmi i polmoni nel giro di pochi istanti.
Che cos'è appena successo?
L'espressione sul suo viso è scioccata quando poso gli occhi su di lui.
Sembra sul punto di una crisi di nervi.
Ha i pugni chiusi e gli occhi iniettati di sangue.
Non so come sia possibile provare dei sentimenti per un uomo turbato di primo livello, per una persona che continua a ferirti in continuazione. Vorrei urlargli in faccia di sparire dalla mia vita eppure quando mi guarda il mio cuore si stringe nel petto.
"Aspetta. Non andartene." Sibilo con le mani intorno al collo. Il bruciore sulla pelle arrossata del collo andrà via in poco tempo, ma non il ricordo di questa brutta situazione.
"Deian.." Sibilo.
Il suo volto urla quanto sia dispiaciuto da tutto questo.
Non so che fare, non so cosa dire, vorrei soltanto dimenticare in questo momento.
"Non farlo.. ti prego." Lo supplico di rimanere quando indietreggia per andarsene.
L'uomo difronte a me tuttavia mantiene una certa distanza tra di noi, resta nell'ombra della stanza e cammina.
Ha le mani tra i capelli che tira, lo sguardo invece sembra perso nel vuoto.
Con tutta la discrezione che posso avere accorcio le distante. A quel punto Deian torna a guardarmi.
Le sue pozze color carbone vagano lungo tutto il mio corpo, soffermandosi sul ventre che d'istinto nascondo con le braccia.
Quando succede lo sento sospirare pesantemente.
"Deian, devi credermi. Io non ti farei mai una cosa del genere." Sussurro prima di sfiorargli il viso.
Come può non capirlo? Io non lo ferirei mai.
"Esci da qua Talìa." Mormora con un certo tono colpevole, facendosi da parte.
Sbatte la chiave sulla scrivania per lasciarmi il via libera di scappare, e mi sento sempre più delusa, arrabbiata.
"Va via prima che faccia qualcosa di stupido." Prosegue.
"Io potrei aiutarti se solo me lo permettessi."
"Non voglio l'aiuto di nessuno, voglio stare solo e pensare!" Urla e sobbalzo.
In sottofondo mi accorgo che Santo sta prendendo a spallate la porta.
"Smettila di fare così, so che per te è difficile aprirti con le persone ma è della tua salute che stiamo parlando. E io sono l'unica al mondo che probabilmente cerca di capirti e che ti ama più di quanto pensi, per questo ti assicuro che non potrà mai funzionare se ogni volta che sorge un problema tu mi tagli fuori da tutto quanto."
"Ma di che cazzo parli Talìa? Io vi ho visti, ho visto te e Thomas, non sono pazzo e non ho nessun fottuto problema mentale." Cerca di convincersi per trovare la scappatoia più facile ma lo vedo, è titubante.
E poi, è un uomo estremamente intelligente.
Sa perfettamente che qualcosa non va.
"Credi davvero che quel bacio che hai visto fosse reale? Credi che io ti farei una cosa del genere?" Alla mia domanda i suoi occhi sono di nuovo nei miei, cercando uno spiraglio al quale aggrapparsi.
"Ragiona Deian. Stiamo per avere una bambina, in famiglia non si parla che del nostro fidanzamento e del matrimonio, tutti sanno quanto siamo innamorati e quanto abbiamo lottato per stare insieme, lo sappiamo entrambe. Io non potrei mai baciare un'altra persona che non sia tu." Una lacrima mi riga il volto.
Non esiste niente al mondo per il quale io rinuncerei a Deian.
In fondo il nostro amore è così, intriso di veleno e folle, ma sono esattamente queste sfaccettature a tenerci uniti.
Noi due ci siamo conosciuti per caso. Ero una ballerina del suo locale, lui era il desiderio affascinante che mi ha condotto al peccato, un uomo turbato e oscuro. La stessa persona che mi ha trascinata in questa vita mafiosa. Ma anche la stessa persona che, muovendosi nell'ombra, mi ha fatto scoprire un altro lato della felicità.
Quello febbricitante, che ti consuma l'anima.
Io odio ancora la malavita, ad oggi non sono cambiata, ma amo lui. Amo il suo lato protettivo e quello da uomo selvaggio, amo il modo in cui mi fa sentire quando siamo insieme e il modo in cui mi guarda, come se fossi la cosa più preziosa che ha. E se tutto questo significherà dover rinunciare alla mia vita per vivere con la persona che ho scelto al mio fianco, così sia.
Ma ho bisogno che lui si fidi di me, tanto quanto mi fido io di lui.
"Questo.." Con il dito gli indico il mio collo arrossato a causa della sua stretta.
"Non deve più succedere Deian. Presto avremo una bambina, che cosa potremmo insegnarle se suo padre è fuori controllo e totalmente incapace di gestire se stesso? Deian, devi chiedere aiuto, non c'è niente di male nel farlo. Ma sarà sempre così se rifiuti i tuoi problemi."
Io sono la sua chiave, colei che sblocca la sua vera natura. Sono la cura alla sua anima danneggiata. O almeno è questo che lui vede in me.
La verità è che sono un pasticcio. Non mi ritengo un porto sicuro per nessuno, nemmeno per me stessa.
Lo osservo indugiare mentre afferro la chiave e mi avvio verso l'uscita della sua camera.
In tutto il mio sconforto evito coloro che trovo dietro la porta, ancora intenti ad aprirla, e raggiungo la camera di Fatima.
Busso alla sua porta. Le lacrime minacciano di uscire.
"Avanti." Esclama una voce dall'altra parte della camera.
Quando spingo la porta trovo Fatima seduta sul letto, in compagnia di Chantal e la nonna di Deian.
I miei occhi si posano sulle loro espressioni dispiaciute e sospiro.
"Sono andati tutti via. Abbiamo pensato di rimandare il compleanno di Santo ad un altro giorno." Spiega Chantal.
Annuisco semplicemente.
"Mi dispiace avergli rovinato il compleanno." Quando richiudo la porta alle mie spalle, la nonna di Deian mi fa cenno di accomodarmi vicino a loro.
"No, dispiace a noi tesoro. Deian è in pieno torto questa volta." Quest'ultima ha un'espressione mortificata in viso.
"Finché non capiremo che cosa gli sia preso tu rimarrai in questa casa. Non ho intenzione di lasciarti senza protezione con mio nipote. Deain è buono con te, questo lo so, ma in questo momento non è in se. L'episodio di oggi potrebbe ripetersi in qualsiasi momento e tu sei incinta Talìa."

Deian:
"Deian aspetta."
Cammino senza voltarmi e raggiungo la mia auto in giardino.
"Dove stai andando adesso?" Santo mi segue ma non ho intenzione di ascoltare nessuno al momento.
Voglio solo sparire dalla circolazione e tornarmene a casa, dove posso stare da solo.
Dentro di me non capisco più niente.
So soltanto che mi sento come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere di nuovo e non voglio farlo difronte a Talìa.
Poco fa nei suoi occhi ho visto puro dispiacere e terrore.
Lei non merita questo. Lei non merita me.
"Me ne torno a casa." Dico sbrigativamente.
"Non puoi fare finta di niente dopo quello che è successo. Hai bisogno di essere visitato Deian."
Cazzo lo so. Ho appena guardato le telecamere della villa e hanno ragione tutti.
Talìa non ha mai baciato Thomas.
È stata la mia mente ad immaginare qualcosa di tanto stupido.
Devo essere talmente annebbiato dalla paura di un tradimento da perdere la concezione della realtà.
Ma che cosa mi sta succedendo? Per la prima volta nella mia vita mi sento in dubbio su me stesso.
"Cerchi qualcosa?" Mio fratello fa oscillare le chiavi della mia auto tra le mani.
Il mio sguardo è piatto quando lo fisso.
"Non te ne andrai da solo." Prosegue.
"Avanti Santo dammi queste cazzo di chiavi." Mi avvicino e lui in tutta risposta le ripone nella giacca di jeans.
In qualsiasi altra situazione gli avrei spaccato la faccia.
"Non puoi commettere cazzate Deian, non sei in te in questo momento." Dice.
"Stai camminando su un terreno debole ultimamente. Una mossa sbagliata e ti sbattono dentro di nuovo."  Prosegue.
Nessuno mi ha mai dato ordini né deciso al posto mio. Ma sono molto turbato. Nonostante il cattivo umore, la confusione mi sta mandando a puttane la mente.
Per una frazione di secondo abbasso la guardia. Quindi ignoro mio fratello e punto l'attenzione sulla moto di Adrian.
La Ducati rossa che è parcheggiata accanto alla mia auto. Le sue chiavi sono rimaste inserite
"Che cazzo pensi di fare? Hai bisogno di riposo e di alcuni accertamenti. E di Talìa? Cosa mi dici di lei? Perché non credo che rimanga contenta quando saprà che sei sparito di nuovo." Mi scruta cercando eventuali debolezze.
"Sei fuori di testa se pensi che lei mi voglia vicino." Afferro il casco che è poggiato sopra la moto e lo indosso.
"Non ricordo di averglielo sentito dire fin ora." Mi rivolge uno sguardo serio.
È raro che io eviti il mio istinto, ma è esattamente quello che faccio in questo momento.
"Devo riflettere su alcune cose Santo."

"

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