Il figlio di uno dei trafficanti di droga più potenti al mondo e una giovane ragazza dei bassifondi Siciliani, proveranno ad ingannare il proprio amore a causa delle differenze sociali e delle obiezioni delle famiglie, per rendersi conto più tardi d...
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Deian: "Secondo lei, Deian, per quale motivo la sua mente avrebbe voluto ricreare un'immagine tanto dolorosa e simulare un tradimento?" Non riesco a smettere di giocare nervosamente con il piercing alla lingua. Fisso il soffitto dello studio dello psicologo senza trovare risposte. "Ci pensi Deian. Forse.. per il timore di un male passato?" Chiede picchiettando la penna contro il taccuino. "I-io non lo so, se mi sono rivolto ad uno specialista è proprio per avere delle risposte perché sto impazzendo." Dico nervoso. "Deian, non è così che funziona. Io, con gli strumenti che ho, posso darle un sostegno, aiutarla a capire per risolvere i suoi problemi ma non ho una bacchetta magica." Se questo tipo venisse a conoscenza di tutto il mio trascorso sono sicuro che affiderebbe il mio caso a direttamente a Lucifero, altroché sostegno. "D'accordo, che cosa vuole sapere?" Mi rimetto seduto sul lettino per la quarta volta. Il dottore tuttavia non accenna alcun tipo di fastidio. "Se dovessi chiederle di scrivermi su un foglio i primi nomi che le vengono in mente, quali scriverebbe?" Il dottore si alza in piedi per poi aprire il cassetto della sua scrivania e porgermi un foglio e una penna. "Disegni un cerchio. All'interno scriva i nomi." Fisso il foglio e le mie mani cominciano a tremare. Il tremore velocemente si dirada in tutto il corpo e improvvisamente mi ritrovo di nuovo in uno stato di panico. - Dopo essere uscito da scuola arrivo finalmente a casa. Scendo dall'auto correndo sotto la pioggia e raggiungo la villa. Non appena raggiungo la camera da letto dei miei genitori trovo la mamma seduta davanti la specchiera, intenta a dipingersi le unghie del colore rosso. "Mammina, oggi la maestra mi ha chiesto di disegnare su un foglio il regalo vorrei per Natale." Spiego alla donna che non mi degna nemmeno di uno sguardo, semplicemente prosegue con il suo lavoro. Perché indossa ancora il pigiama? Sono le due del pomeriggio. "Mmh?" La sento mormorare flebilmente. "Ho chiesto a babbo Natale un regalo, un regalo per te mamma." Le dico a mia volta. Di nuovo, non ricevo nessuna riposta. Ma non importa, perché il mio sguardo è troppo impegnato ad osservare la siringa gettata sul pavimento per restarci male. La osservo curioso senza fare domande. Quando torno a guardare la mamma attraverso lo specchio il suo aspetto mi preoccupa. Ha delle brutte occhiaie sotto gli occhi, gli occhi rossi e schiusi e le labbra secche, bianche. La mamma non sta bene, ma non voglio dirglielo perché si arrabbierebbe come l'altra volta e papà finirebbe per picchiarmi. "Ho chiesto a babbo Natale che ti portasse il bracciale di perle che ti ha rotto papà." Quando finisco la frase, la boccetta del suo smalto si schianta contro la porta alle mie spalle. Il rumore mi porta ad urlare e a tapparmi le orecchie quando la mamma comincia ad urlare. "Perché non stai mai zitto Deian? I-io lo sapevo.. lo sapevo. Mi sarei dovuta accontentare di un figlio." Si alza di scatto dalla sedia e cominciai a camminare per la stanza con le mani tra i capelli. Respiro a fondo. "Mamma..?" I miei occhi si riempiono di lacrime. Sta avendo un'altra delle sue crisi, proprio come è successo l'altra sera. -La mamma non pensa queste cose. È solo confusa.- Ripeto in continuazione dentro di me. "Chiudi quella bocca cazzo! Sei insopportabile come tuo padre! Fanculo! Fanculo voi e fanculo lui! Non voglio più sentire parlare di quel maiale!" Nell'esatto momento in cui indietreggio verso il muro, la nonna in fretta e furia fa irruzione in camera da letto, bloccando mia madre dalle braccia insieme all'aiuto del nonno. Qualcuno viene anche da me. Non so di chi si tratti ma sento due mani abbracciarmi e accarezzarmi dolcemente la schiena. "Shh piccolo, adesso torniamo nella tua camera d'accordo?" - Sbatto le palpebre. Sembra che finalmente il mio corpo si sia riattivato a dovere. Cazzo. La penna è spezzata a metà tra le mie mani. "Ti va di spiegarmi chi sono questi nomi che hai riportato sul foglio Deian?" Il dottore mi sta ancora fissando. Torno a guardarlo riconnettendomi alla realtà. Sono confuso, turbato. Ma quando i miei occhi si abbassano sul foglio che è poggiato sopra le mie gambe, tutto è subito molto più chiaro. "Hai ricalcato i loro nomi più volti." Sento dire. Non mi sono reso conto di averlo fatto. Non mi sono reso conto di aver inserito due persone in questo cerchio. "Loro sono sempre nei miei pensieri, sono la cosa a cui tengo di più al mondo." Spiego con una mano sotto gli occhi. La tensione non mi permette di esprimermi come vorrei. Inoltre sento che sto per esplodere, e non capisco il perché. Vaffanculo. "Sono le tue sorelle?" Domanda lo psicologo, incrociando le mani sulla scrivania. Io scuoto la testa. "Talìa è la mia fidanzata, Lavinia invece è nostra figlia."