Pietro si passò una mano tra i capelli, frustrato. Cercava di non pensarci, di concentrarsi sul lavoro, sui figli, su qualsiasi altra cosa, ma era impossibile.
Come poteva non pensarci?
Dopo tutto quello che avevano passato, dopo anni di battaglie, litigi, riconciliazioni e nuove rotture, come poteva semplicemente cancellarla dalla sua mente?
Era una tortura.
Ogni notte si ritrovava a fissare il soffitto, cercando di convincersi che Flaminia non faceva più parte della sua vita. Che non era più affar suo. Ma era una menzogna.
Perché, anche se si erano lasciati, anche se avevano firmato quelle carte, lei era ancora lì, ovunque.
Era nei gesti di Carlotta, nei silenzi di Ascanio, nelle pareti di casa che sembravano ancora trattenerne il profumo. Era nella loro storia, impressa nella sua pelle come un tatuaggio che non poteva cancellare.
E ora stava morendo.
Anche se non sapeva nulla di lei da sei mesi, sapeva.
Carla gli aveva detto dei dolori, delle flebo di antidolorifici, del fatto che Flaminia non era più la stessa.
E lui, dannazione, non poteva fare nulla.
Lo distruggeva. L'impotenza lo distruggeva.
Si era sempre detto che, se un giorno si fossero lasciati, avrebbe ripreso in mano la sua vita. Che si sarebbe liberato di tutto il dolore che Flaminia gli aveva causato.
Ma la verità?
La verità era che non ci riusciva.
Nonostante tutto il male, nonostante le ferite che si erano inflitti a vicenda, non riusciva a sopportare l'idea di vederla morire.
E se non l'avesse mai conosciuta? Se quella maledetta edizione di Amici non li avesse fatti incontrare?
Forse, ora non starebbe soffrendo così.
Forse, ora, avrebbe avuto una vita normale.
Ma non avrebbe avuto Carlotta. Non avrebbe avuto Ascanio.
E Pietro sapeva che, senza di loro, non sarebbe stato nulla.
E allora? Era stato un errore?
No.
Perché, nel bene e nel male, Flaminia era stata la sua storia.
Solo che ora stava per diventare il suo più grande rimpianto.
Un pomeriggio, mentre i gemelli erano ancora a scuola per un corso di scienze, Pietro si ritrovò, senza volerlo, a rispolverare i vecchi ricordi.
Aprì un armadio in cerca di alcuni documenti, ma i suoi occhi caddero su qualcosa di diverso: un album di nozze, custodito tra le vecchie scatole di ricordi.
Lo prese tra le mani, sfiorandone la copertina con un leggero tremore nelle dita. Quel matrimonio era stato una favola. Forse l'unico giorno davvero felice e spensierato della loro vita insieme.
Si sedette sul divano e cominciò a sfogliare le pagine, lasciandosi trasportare indietro nel tempo.
Flaminia sorrideva in ogni foto.
Era bellissima, con quel suo sguardo magnetico, lo stesso che aveva visto migliaia di volte sul palco, ma che quel giorno era solo per lui.
Pietro si ritrovò a sorridere amaramente. Dove erano finiti quei giorni?
Continuò a cercare tra gli album, fino a trovarne altri tre, ben distinti: uno rosa per Carlotta, uno celeste per Ascanio e uno verde, con le foto di entrambi i gemelli insieme.
