Capitolo 54

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Capitolo 54
Lucas
Ed eccomi qui, sveglio nel mio cazzo di letto da solo, ad affrontare un'altra giornata del cazzo, con clienti del cazzo che dovrò tatuare e a cercare di mantenere la cazzo di calma per poter dare ad Alyson il tempo che mi ha chiesto.
Lo so, lo so ho ripetuto in una frase troppe volte la parola cazzo, ma ehi io mi sono rotto il cazzo.
Io non sono così, il vero me, il vero Lucas le starebbe addosso fin quando non cederebbe e mi direbbe tutta la verità.
Il vero Lucas è caos, è uno tsunami non una piccola onda.
Il vero Lucas se ne sbatterebbe delle buone maniere, irromperebbe nella sua camera, trascinerebbe quel gran coglione di Mark fuori dal suo letto, perché quel posto spetta a me, è mio.
Ma purtroppo non posso fare nulla di tutto ciò, perché se solo mi comportassi come è mio solito, lei si allontanerebbe ancora di più.
Però in tutto questo casino una nota positiva c'è, ieri l'ho sbattuta al muro e l'ho baciata.
Cazzo, erano mesi che non assaporavo le sue labbra, avrei voluto rendere eterno quel momento.
Si è sciolta fra le mie braccia come ha sempre fatto e questo mi porta a pensare che i suoi sentimenti nei miei confronti non siano cambiati.
Avrei voluto fare molto di più che baciarla, cazzo me la sarei scopata lì, all'in piedi perché mi manca come l'aria sentire i suoi gemiti, il suo calore ma più di tutto mi manca sentirmi tutt'uno con lei.
Siamo l'incastro perfetto, lo siamo sempre stati e sono sicuro che nulla sia cambiato.
Ed è con questa convinzione che decido finalmente di alzarmi dal letto, fare una doccia e andare nella casa accanto per colazione.

La mia tranquillità ha vita breve perché non appena esco dalla mia camera incontro mio fratello che esordisce con: <hai dormito bene sapendo che ero nello stesso letto di Alyson?>, vuole provocarmi, e sa anche che parole usare lo stronzo.
<Vuoi morire giovane?>
<No fratellone, per niente. Non vorrei mai privare questo mondo di me. Sai quante persone soffrirebbero? E sai chi è una che soffrirebbe più di tutti? La tua Alyson.>
Poi con un piccolo movimento si avvicina e mi sussurra <ops, non è più tua, quasi dimenticavo>
Adesso basta, con un semplice gesto lo sbatto al muro.
Adesso siamo faccia a faccia.
<Hai finito di provocarmi?>
<No, mi piace troppo farlo>.
Ma non è solo questo, è arrabbiato con me, mi basta guardare i suoi occhi per capirlo.
Potrei anche non guardarlo e me ne accorgerei lo stesso.
Il suo corpo mi parla.
<Avanti Mark, parla. Perché sei arrabbiato?>
<Mi chiedi il perché Lucas? Il perché è semplice. Sei tanto perspicace quando vuoi, non ti si può nascondere nulla. Quindi sii altrettanto perspicace e smettila di stare addosso ad Alyson.>
Mi fa incazzare il fatto che lui mi veda come il cattivo della situazione, anche se so che è cosi, ma allo stesso momento mi tranquillizza sapere che Alyson abbia un amico come lui accanto, perché se c'è una cosa che Mark sa fare è volere bene senza riserve e senza chiedere nulla in cambio.
<Non posso>, è quasi un sussurro il mio.
<Non puoi? Non puoi o non vuoi? Sono due cose distinte e separate.>
<Non posso e non voglio. Non ci riesco ok? Non sapere cosa le passa per la testa mi fa impazzire. Non sapere cosa le è successo non mi fa dormire la notte e sapere che la notte nel suo letto ci sei tu mi fa imbestialire perché vorrei esserci io lì e prendermi cura di lei.>
<Si, sbattendola al muro e baciandola.>
<Ti racconta proprio tutto vero?>
<Si, è il vostro bacio l'ha scombussolata, anche se lo nasconde bene. Ed è per questo che sono arrabbiato con te. Che cazzo Lucas, ha bisogno di tranquillità ed equilibrio. Stiamo combattendo da mesi per far in modo che emotivamente abbia ciò che le serve e arrivi tu dopo mesi la sbatti al muro la baci e scombussoli tutto. Non ti sto dando la colpa e non sto dicendo che non dovevi tornare te lo specifico altrimenti con quel carattere che ti ritrovi trai conclusioni affrettate. Ma lei ha bisogno di stabilità non di credere in una storia e magari fra qualche mese andrai via e ti perderà di nuovo. Ha già perso abbastanza.>
Odio che lui sappia tutto ed io niente.
Odio che lei si fidi più di lui che di me ed odio che il mio bacio, che mi ha rifatto respirare, abbia potuto in qualche modo nuocere alla sua tranquillità mentale. Perchè posso essere uno stronzo la maggior parte del tempo ma non voglio essere colui che continua a farla stare male.
Ma c'è una parola pronunciata da mio fratello che mi mette in allerta.
<Cosa ha perso? Oltre a ciò che fa parte del suo passato e me, cosa cazzo ha perso? Perchè è chiaro che ti riferisci ad altro.>
Lo capisco da come spalanca gli occhi che ho fatto centro.
<Non vedere cose dove non esistono.>
<Invece le vedo. E sai perchè? Perchè se non fosse qualcosa di grande me ne avresti già parlato. Se non fosse qualcosa di tremendamente doloroso lei non starebbe così. Solo qualcosa di enorme può portarti a cambiare drasticamente come è successo a lei e come è successo a noi in passato.>
<Hai vinto tu, non ti dirò cosa è accaduto ma è qualcosa di abbastanza grande, è un qualcosa che non si augura a nessuno, è ciò che lo fa diventare ancora più doloroso è il modo in cui è successo. Quindi no, non ti dirò di cosa si tratta, ti dirò solo di tenerti pronto quando sarà lei a raccontartelo e spero che tu anzichè spaccare muri la abbraccerai e le farai sentire la tua vicinanza.>
Una brutta sensazione si fa strada dentro di me e spero che non sia quello a cui sto pensando.
<Ha subito abusi?>
L'ultima parola la sussurro.
<Perchè Mark se fosse così, ti giuro che la mia reazione non piacerà a nessuno do noi.>
<Cazzo no. Nulla di ciò che stai pensando. Non sarebbe mai potuto accadere. Ci siamo presi cura di lei giorno e notte. Alle feste le stavamo attaccata come un cazzo di francobollo. Non sarebbe mai potuto accadere. Siamo stati asfissianti per quanto le siamo stati addosso.>
<Hai ragione, a volte mi sembrava di non riuscire nemmeno a respirare.>
Ci voltiamo e lei è li, infondo al corridoio, bella come non mai che ci guarda incuriosita ma con quegli occhi pieni d'amore.
Mi sembra di rivedere la vera lei.
<Che ci fai qui?> E' mio fratello a parlare io non riesco a taccarle gli occhi di dosso.
<Ho pensato che sia arrivato il momento che Lucas conosca la verità. Sono stanca di nascondermi, sono stanca che lui debba minacciarvi per scoprire cosa è successo quando è e sarà sempre e solo una decisione mia. Ho parlato con la mia psicologa e mi ha detto che parlarne con lui può solo farmi bene.>
Mio fratello si avvicina a lei e le sussurra <sei sicura?>
Il mio piccolo angelo alza gli occhi e mi guarda sussurrando <lui merita di sapere, ne ha il diritto.>
<Ok, allora io vi lascio soli, mi raccomando.>
In meno di un minuto sento la porta chiudersi e adesso siamo io lei in mezzo a questo corridoio, a dividerci pochi passi ed io ho una paura fottuta perchè so, cazzo se lo so, che ciò che mi dirà mi farà soffrire e cambierà di nuovo tutte le carte in tavola.

Per la prima volta mi sento in imbarazzo, non sono pronto, non so come muovermi o come parlarle.
Ho paura che al primo gesto o alla prima parola sbagliata lei si chiuda di nuovo a riccio.
<Perché mi guardi così?>
<Ti guardo come sempre piccolo angelo.>
<Non è vero, mi guardi come se avessi paura di me.>
Mi avvicino a lei e finalmente posso sentire il suo profumo.
<Io non ho paura di niente e di nessuno.>
Dico questo ma vorrei solo urlarle che ho una fottuta paura che lei mi faccia a pezzettini più di quanto io non lo sia già.
<Giusto, quasi dimenticavo, il grande Lucas che non ha paura di niente e di nessuno.>
<Noto con piacere che il tuo sarcasmo è tornato.>
< Invece io noto con piacere che stronzo eri e stronzo sei rimasto. >
<Sempre piccolo angelo, sempre.>
Compie gli ultimi passi che ci dividono e adesso ho ancora più paura di prima.
Mi prende per mano e mi trascina nella mia stanza.
Resta attaccata al mio corpo ma noto come si guarda intorno.
Starà pensando all'ultima volta che siamo stati qui insieme.
Quando le ho spezzato il cuore.
Si volta e adesso è a un soffio dal mio visto.
Mi basterebbe un micro movimento per baciarla.
Ma ancora una volta è lei che stupisce me baciandomi.
Cazzo se questo è un sogno non svegliatemi.
Diventiamo un groviglio di mani e lingue che si esplorano.
Il mio cazzo é già durissimo e non posso fare almeno ti toccarle il culo per poi passare al seno.
E dai versi di apprezzamento che sta emettendo le piace e ne ha bisogno quasi quanto me.
Indossa un ennesimo vestitino e mai come questa volta ringrazio Dio che ne possegga così tanti.
Non perdo altro tempo e mi intrufolo con le mani nelle sue mutandine trovandola calda e bagnata per me.
<Mi vuoi piccolo angelo?>
Lo sussurro e lei in risposta mi bacia ancora in modo più forte.
Ci ritroviamo distesi sul mio letto e non so perché ma mi sa più di un addio che di un nuovo inizio.
Ma mi rifiuto di pensarlo
Quindi continuo a baciarla, toccarla e spogliarla.
Mentre lei mi sfila la t shirt.
<Hai in preservativo?>
È tutto si ferma, perché mai io e lei lo abbiamo usato e questa sua domanda mi spiazza.
<Perché dovrei usare un preservativo?>
<O così o niente.>
E mi rendo conto dal modo in cui pronuncia queste parole che la ragazza di fronte a me non è la mia Alyson e che stavo per fare l'amore con l'ombra di se stessa. <Che cos'è questa storia? Abbiamo sempre scopato senza. Cosa è cambiato?>
<Te lo ripeto o così o niente.>
<Volevi parlare Alyson? bene parliamo e raccontami tutto. Eri venuta qui per questo non per scopare o sbaglio?>
Si alza dal letto e si veste alla velocità della luce penso stia per scappare e invece ancora una volta mi sorprende.
<Giusto, è arrivato il momento. Ho bisogno di andare avanti. Sei pronto Lucas?>
<Si sono pronto.>
Cazzo, io pronto non lo sono per niente.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Apr 30 ⏰

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