Le settimane successive furono dedicate a una sola cosa: imparare di nuovo a vivere.
Manuel e André erano finalmente tornati a casa, ma nessuno dei due era lo stesso ragazzo partito mesi prima.
La prima notte Manuel non riuscì quasi a dormire.
Si svegliava di colpo, come se avesse ancora nelle orecchie le urla degli ordini, il rumore delle pale che colpivano la terra e il fischio del vento tra le baracche.
Aelita se ne accorgeva ogni volta, ma non gli chiedeva nulla.
L'unica cosa che si limitava a fare era prendergli la mano.
"Sei a casa."
Erano le uniche parole che bastavano a farlo calmare.
Una mattina, però, Manuel fu svegliato da un profumo diverso.
Aprì lentamente gli occhi.
Davanti a lui c'erano Bruno, Hans e Thomas.
Ognuno teneva qualcosa.
Uno un vassoio, uno un bicchiere di succo e l'altro una fetta di torta preparata insieme alla mamma.
"Papà..." disse Bruno sorridendo.
"Oggi fai il re."
Hans annuì con convinzione.
"La mamma ha detto che adesso devi riposare."
Thomas gli porse un disegno.
C'era lui, con un enorme mantello e una corona.
Sotto, scritto con lettere ancora incerte:
Il re della nostra famiglia.
Manuel sentì gli occhi riempirsi di lacrime e poi li abbracciò tutti e tre.
"Grazie..."
Aelita osservava la scena dalla porta della camera.
Era il sorriso più bello che vedeva sul volto del marito da mesi.
Passarono alcuni giorni.
Una sera, quando i bambini dormivano già, Aelita gli si sedette accanto sul divano.
Rimasero in silenzio.
Poi parlò.
"Se non vuoi raccontarmi niente... lo capisco."
Manuel abbassò lo sguardo.
"Ho paura di farti soffrire, poi adesso soffre Hannah anche, non solo tu."
Lei gli prese le mani.
"È vero amore. Però sai una cosa, io soffro di più se immagino quello che ti è potuto succedere."
Lui rimase in silenzio per qualche istante.
Poi iniziò a raccontare.
"Ci svegliavano prima dell'alba."
La voce era calma, ma tremava.
"Dormivamo pochissimo. Faceva freddo... tanto freddo."
Aelita ascoltava senza interromperlo.
"Ci facevano lavorare per ore. Scavare... trasportare materiali pesanti... se qualcuno rallentava veniva umiliato davanti agli altri."
Fece una pausa.
"Karl sembrava divertirsi. Io non ho mai visto, ma, un ventitreenne così sadico. Io a ventitré anni ero un ragazzino che giocava al Bayern. Cioè... Ero diverso."
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
