Janina si svegliò prima di Johann.
La luce entrava dalla finestra con un taglio netto, illuminando la stanza in modo quasi crudele.
Si stiracchiò piano, cercando di non svegliarlo, ma lui aprì gli occhi comunque.
"Buongiorno..." mormorò lui, con la voce bassa.
Lei sorrise, ma non era un sorriso pieno.
Era un sorriso che nascondeva qualcosa.
Aveva dormito, sì, ovviamente non bene.
La cena della sera prima le girava ancora in testa come un film che non riusciva a fermare.
Pensava alla confessione di Aelita, allo sguardo di Johann mentre lei parlava, pensava un'altra volta alla scena in cucina. Improvvisamente le rivenne in mente quello sfiorarsi e quella complicità.
Non era gelosia, pensò.
Era intuizione, chiarí a sé stessa.
Molte volte intuizioni, per una donna, non sbagliano mai.
Johann si alzò, le sfiorò la guancia con un bacio leggero e andò in cucina a preparare il caffè.
Janina lo seguì con lo sguardo.
Era affettuoso, dolce e presente.
C'era qualcosa nei suoi occhi, era qualcosa che non c'era il giorno prima.
Sentiva distanza, colpa e un pensiero che andavano altrove.
E questo la fece tremare dentro.
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Aelita era seduta sul divano, con una coperta sulle gambe e lo sguardo perso nel vuoto.
Manuel la osservava dalla cucina, mentre preparava il latte per i bambini.
"Aeli..." disse piano.
Lei non rispose subito.
Poi si voltò.
"Ho parlato troppo ieri."
Manuel si avvicinò, si sedette accanto a lei.
"Hai parlato perché ne avevi bisogno."
"E se Janina mi giudicasse?
E se pensasse che sono... sporca?"
Manuel le prese la mano.
"Janina non è così.
E tu non sei sporca.
Hai fatto quello che pensavi fosse giusto. Eri una bambina."
Aelita abbassò lo sguardo.
"E Johann invece cosa avrà pensato?"
Manuel si irrigidì.
Non voleva pensarci.
Non voleva immaginare lo sguardo di Johann mentre sua moglie raccontava il passato.
"Non importa cosa ha pensato lui.
Importa cosa penso io.
E io ti amo."
Lei sorrise.
Ma era un sorriso fragile.
Successivamente Aelita ebbe un messaggio da Janina sul cellulare:
"Aelita vieni al bar, ci prendiamo una cosa insieme!! Ti aspetto"
Lei scese indossando un jeans, una bella camicia e sfoggiando i suoi soliti capelli biondi, lunghi al vento, salutò Manuel con un bacio appassionate sulle labbra, abbracciò tutti i bambini in ordine e poi andò all'appuntamento con la ragazza.
Il bar era piccolo, con tavolini di legno chiaro e il profumo di brioches appena sfornate.
Janina arrivò per prima. Si sedette vicino alla finestra, con il cappotto sulle spalle e i capelli castani sciolti, che le cadevano morbidi fino alla vita.
La pelle scura, luminosa, attirava lo sguardo di chiunque entrasse.
Aelita arrivò qualche minuto dopo, con un sorriso timido e nuovamente la gente guardava.
"Ciao..." disse, sedendosi.
"Ciao." Janina le sorrise. "Come stai oggi?"
Aelita sospirò.
"Meglio. Anche se... ieri ho parlato troppo."
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
