La sera era calda, troppo calda per essere primavera.
Aelita stava piegando i vestiti dei bambini quando Manuel entrò in camera con il passo pesante.
"Aeli... possiamo parlare?"Lei lo guardò.
"Se è per Marco, ti prego... non ora."
"Sì, è per Marco.
Per chi altro dovrebbe essere?"
Aelita sospirò.
"Manu, sono incinta. Non posso agitarmi così." Puntualizzò lei.
"E io non posso far finta di niente!"disse lui.
La voce gli uscì più forte del previsto.Aelita si irrigidì.
"Non urlare."
"Non sto urlando!"
Poi si fermò.
Si rese conto che sì, stava urlando.
"Manu..." disse lei piano. "Io non posso vivere così."
"E io?? Io non posso dormire, non posso allenarmi, non posso tornare a Monaco a giocare perché ho paura di lasciarti sola!" Aelita lo fissò.
"Non ti ho chiesto di restare."
"No, però se me ne vado... chi ti protegge?"
Lei strinse i pugni.
"Io non ho bisogno di essere protetta ogni secondo!
Ho bisogno di respirare!
Ho bisogno di vivere!
Ho bisogno di non sentirmi soffocare!"
Manuel fece un passo indietro, come se quelle parole fossero un colpo.
"Soffocare?
Io ti soffoco?"
"A volte sì."
Manuel colpì il muro con il palmo aperto.
Un gesto impulsivo, disperato, non violento verso di lei.
Solo un uomo che non sa dove mettere il dolore.
"Aeli... io sto impazzendo."
Lei si avvicinò.
"E io sto crollando."
Marco fissava una piantina di Roma.
"I mariti sono il punto debole"
disse Marco.
Enrico annuì.
"Soprattutto Manuel.
È troppo emotivo."Marco sorrise.
"E André è troppo razionale.
Due estremi perfetti da spezzare."Enrico si sedette.
"E le donne?"
"Le donne... sono la chiave.
Se loro vacillano, i mariti crollano."Enrico lo guardò.
"E il posto?"Marco incrociò le dita.
"Ho già scelto.
Un luogo isolato.
Nessuno ci va più.
Nessuno lo ricorda.
Perfetto per farli... riflettere."Enrico deglutì.
"E se resistono?"Marco sorrise.
"Resisteranno.
E questo renderà tutto più interessante."
Sammy e Aelita erano sedute sul balcone, con due tazze di camomilla.
"Aeli... che è successo ieri notte?" chiese Sammy.
Aelita sospirò.
"Manuel è esploso.
Ha urlato.
Ha colpito il muro.
Ha detto che non può più vivere così."Sammy annuì.
"André è uguale.
Mi controlla ogni secondo.
Mi chiama.
Mi segue.
Mi protegge troppo."
Aelita guardò il cielo.
"Sammy... io non ce la faccio più.
A volte penso... di voler tornare in Germania."
Sammy spalancò gli occhi.
"Aeli... no." "Lo so.
È inutile.
Ormai sanno dove viviamo.
Come viviamo.
Possono trovarci sempre."
Sammy le prese la mano.
"Aeli... noi siamo forti.
Ma loro... sono ossessionati." Aelita annuì.
"E io sono stanca."
Manuel e André erano in cucina, seduti al tavolo, due tazze di caffè tra le mani.
"Non ce la faccio più" disse Manuel.
"Non dormo.
Non mangio.
Non riesco a pensare."
André annuì.
"Ti capisco.
Io vivo così da anni.
Enrico... non fa nulla.
Ma c'è.
Sempre."
Manuel si passò una mano sul viso.
"Io dovrei tornare a Monaco.
Ho partite importanti.
La squadra mi aspetta.
La nazionale mi aspetta.
Ma... non posso lasciare Aelita."
"Perché hai paura."
"Sì.
Ho paura che Marco si avvicini.
Ho paura che succeda qualcosa.
Ho paura di non esserci."
André lo guardò negli occhi.
"Manu... tu sei un uomo forte.
Ma non puoi tenere insieme tutto da solo."
Manuel abbassò lo sguardo.
"Io devo.
Sono suo marito.
Sono il padre dei suoi figli.
Sono... l'unico che può proteggerla."
André scosse la testa.
"No.
Non sei l'unico.
Siamo in quattro.
E dobbiamo restare uniti."
Quella notte, mentre tutti dormivano, una figura si fermò davanti alla casa.Guardò le finestre.
Guardò la porta.
Guardò la luce della cameretta dei bambini.
Poi sussurrò: "Presto." E sparì.
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
