Era passato più di un anno dal bacio tra Johann e Aelita.
Quell'anno fu pieno di silenzi, di distanza, di tentativi di dimenticare.
Fu un anno in cui Aelita aveva fatto di tutto per essere una moglie perfetta, una madre presente. Adesso era madre di due figli, Bruno di un anno ed Hans di pochi mesi. Lei era sempre una donna forte, ma piena di dubbi.
Eppure... qualcosa dentro di lei non si era mai chiuso del tutto.
Manuel era spesso via per lavoro a causa di trasferte, allenamenti, ritiri.
Aelita lo amava tantissimo, era la sua vita quell'uomo, il suo faro, l'equilibrio e la calma quando sentiva di non avere più niente. Tutto questo era veramente troppo, però, a lei la solitudine pesava veramente.
Johann... Johann era tornato nella loro vita con discrezione, come se avesse paura di respirare troppo forte.
Quella sera pioveva, ma non era una pioggia normale, era fitta, pesante, quasi sembrava voler lavare via tutto.
Manuel era a Monaco per una partita importante.
Aelita era sola in casa.
Bruno dormiva, anche Hans il piccolino stava dormendo.
Quando bussarono alla porta, lei non si aspettava nessuno. Poi aprì.
Era Johann completamente bagnato e visibilmente sconvolto.
"Johann... ma che è successo?"
"Posso entrare?"
"Certo... vieni."
Lui entrò senza parlare.
Si tolse la giacca bagnata.
Aveva gli occhi rossi, come se avesse pianto.
"Johann... dimmi qualcosa, che ci fai qua?"
"Non ce la faccio più."
Lei si bloccò.
"Cosa succede?"
"A fingere che non sento niente. A fingere che non ti vedo. A fingere che non ti penso."
Aelita fece un passo indietro.
"Non dire così..."
"Perché? È la verità."
"Johann... io sono sposata."
"Lo so."
"Io amo Manuel."
"Lo so."
"E tu sei il suo migliore amico. Sei suo fratello, è diverso."
"Lo so."
Si guardarono, forse troppo a lungo e troppo intensamente.
"Perché sei venuto?" sussurrò lei.
"Perché non riesco più a respirare senza dirtelo."
Lei chiuse gli occhi.
"Non dovevi venire."
"Lo so."
"Dovevi restare lontano."
"Lo so."
"Allora perché sei qui?"
"Perché ti amo."
Aelita sentì il cuore crollare, non era una dichiarazione. Diversamente da quanto pensato, ciò che stava provando adesso era una resa.
"Johann... non possiamo."
"Lo so."
"È sbagliato."
"Lo so."
Eppure non si muovevano.
Erano fermi, uno davanti all'altra, come due persone che avevano combattuto troppo a lungo contro qualcosa più grande di loro.
"Dimmi di andare via." disse lui.
"Non posso."
"Dimmi che non mi vuoi."
"Non posso."
"Dimmi che non senti niente."
"Non posso."
Johann fece un passo avanti.
Aelita non si mosse.
"Aelita... guardami."
Lei lo guardò.
Quello sguardo fu l'inizio della fine.
Lui la prese per il viso e la baciò con una disperazione che sembrava venire dall'anima. Il bacio fu profondo, lungo, bagnato di pioggia e di rimpianto. Lei rispose con la stessa urgenza, come se tutto il tempo perso le stesse esplodendo dentro.
Le mani di Johann scivolarono sotto i suoi vestiti, li sfilarono lentamente, quasi con reverenza colpevole.
Aelita lo lasciò fare, tremando. Quando furono entrambi nudi, lui la fece sdraiare sul divano e si stese su di lei. La pelle contro pelle, il calore dei loro corpi che si fondevano.
Quando accadde Aelita sussultò, conficcandogli le unghie nelle spalle. Poi chiuse occhi e gli strinse le spalle, mentre Johann continuava a muoversi con un ritmo intenso, pieno di bisogno trattenuto per troppo tempo.
Lei lo accolse completamente, inarcando il corpo contro il suo, con le gambe avvolte intorno a lui per sentirlo più a fondo.
Non era solo desiderio: era solitudine, senso di colpa, amore proibito e una resa totale che nessuno dei due riusciva più a fermare.
Poi quando tutto finì, non ci fu romanticismo.
Non ci fu dolcezza.
Non ci fu felicità.
In quel momento ci fu solo silenzio assordante che pesava tantissimo.
Un silenzio che faceva male.
Aelita si coprì il volto con le mani.
"Che abbiamo fatto...?"
Johann non rispose.
Aveva gli occhi pieni di lacrime.
"È stato un errore."
"Sì."
"Non accadrà più."
"No. Mai più."
Lei si alzò, ancora nuda, con le gambe deboli e il cuore che le martellava nel petto.
Johann non la fermò.
"Johann..."
"Dimmi."
"Non venire più qui."
"Lo so."
"Non cercarmi."
"Lo so."
"Non guardarmi più così."
"Non posso prometterlo."
Lei scosse la testa.
"Addio."
"Non dirlo..."
"Addio, Johann."
Lei rimase immobile mentre lui usciva dalla stanza.
Solo dopo capì che aveva perso tutto: Lei, Manuel, l'amicizia ed anche la sua stessa dignità.
Aelita, chiusa in bagno, si guardò allo specchio.
Non vide una donna innamorata, che aveva partorito da mesi, che aveva una famiglia bellissima. Non vide una donna felice, non vide la moglie, la madre, la donna che amava Manuel.
Vide una donna che aveva appena distrutto la cosa più preziosa che aveva.
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
