La pioggia cadeva lenta sui vetri della casa di Monaco, trasformando il giardino in un mare scuro attraversato dalle luci dorate dei lampioni.
Dentro, invece, tutto era caldo.
La cucina profumava ancora di cannella e caffè. I bambini dormivano da poco, finalmente. Bruno aveva lasciato le costruzioni sparse sul tappeto del salotto, Hans si era addormentato stringendo Berni, il pupazzo del Bayern che Manuel gli aveva regalato, mentre Thomas dormiva nella culla accanto alla loro stanza.
Aelita entrò in camera con una tazza fumante tra le mani. Indossava una maglia larga di Manuel e niente altro sotto. I capelli biondi erano raccolti male, alcune ciocche cadevano sulle guance stanche.
Manuel era seduto sul bordo del letto, ancora in pantaloni della tuta, intento a slacciarsi lentamente il polso fasciato dopo l'allenamento.
"Ti fa male?" chiese lei piano.
"Lievemente."
"Bugiardo."
Lui sorrise appena.
"Vieni qui."
Aelita gli porse la tazza e si sedette accanto a lui. Per qualche secondo restarono in silenzio. Non un silenzio pesante, uno di quelli pieni di abitudine, di intimità vera.
Manuel prese la sua mano e iniziò a giocherellare con le dita sottili di lei.
"Hai parlato davvero con quelli del Bar Roma?" domandò infine.
Aelita annuì lentamente.
"Sì."
"E vuoi tornarci?"
Lei abbassò gli occhi verso la tazza.
"Non lo so."
"Bugia."
Aelita sospirò piano.
"Forse sì."
Manuel rimase zitto.
Non arrabbiato. Peggio. Pensieroso.
Lei lo guardò subito.
"Non fare così."
"Così come?"
"Quella faccia."
Lui si voltò verso di lei lentamente.
"Che faccia dovrei fare, Aelita?"
"Quella del marito tedesco che sta già pensando che sua moglie voglia scappare."
Manuel rise appena col naso che aveva storto, ma era una risata stanca.
"Io non penso che vuoi scappare."
"Però?"
"... penso che qui non sei felice quanto dici."
Quelle parole le fecero male più del previsto.
Aelita appoggiò lentamente la tazza sul comodino.
"Manu... io sono felice con te."
"Con me sì. Lo vedo che però non lo sei della tua vita."
Lei rimase in silenzio.
Manuel aveva lo sguardo basso.
"Io ho tutto qui." disse piano. "Ho la squadra, il mio migliore amico, la mia nazionale e la mia famiglia a Gelsenkirchen. Ho perfino l'odore della pioggia con cui sono cresciuto."
Poi alzò gli occhi verso di lei.
"Tu invece hai lasciato tutto."
Aelita sentì il petto stringersi.
STAI LEGGENDO
AELITA
Fanfic🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
