Marco Calanca era il genere di uomo che non passava inosservato.
I capelli biondo cenere, sempre corti e ordinati, gli incorniciavano un volto duro e armonioso allo stesso tempo. Gli occhi azzurri avevano qualcosa di inquietante: alla luce sembravano limpidi e quasi rassicuranti, ma nel buio diventavano scurissimi, come se custodissero una profondità che nessuno riusciva a misurare davvero. Sul braccio portava il tatuaggio maori che ormai era diventato parte della sua identità, un simbolo di forza, appartenenza e lotta.
Molti vedevano soltanto l'aspetto esteriore.
Un uomo bello.
Un uomo forte.
Un uomo intelligente.
Un uomo capace di ottenere ciò che voleva.
E per gran parte della sua vita era stato davvero così.
Marco era cresciuto con la sensazione di poter conquistare qualsiasi traguardo. Non soltanto per il suo fascino naturale, ma perché possedeva una volontà feroce. Aveva imparato presto che il mondo tendeva ad aprire le porte a chi mostrava sicurezza e determinazione.
Il problema era che nessuno gli aveva insegnato a perdere.
Nessuno gli aveva insegnato ad accettare un no.
Dentro di lui viveva un'eredità oscura, legata a una figura potentissima della Germania ferma in un'epoca , in quell'epoca, in cui si aveva la percezione che fosse da guida per gli altri e per tutti.
Era risaputo che da suo nonno lui avesse ereditato la freddezza strategica, la capacità di leggere le persone, l'ambizione smisurata e una certa inclinazione a considerare i sentimenti come ostacoli da superare.
Negli anni Marco aveva iniziato a prendere a modello non soltanto l'intelligenza di quell'uomo, ma anche il suo modo di pensare. Ed era proprio questo il pericolo.
L'intelligenza senza empatia diventa manipolazione, per lui la forza senza coscienza diventa dominio e la determinazione senza limiti diventa ossessione.
Marco non era solo l'uomo freddo, era anche una persona che provava emozioni autentiche. Infatti soffriva, sognava e amava.
Aveva ideali politici conservatori e una visione del mondo molto netta, a volte rigida, ma dentro quella rigidità cercava sinceramente ordine, stabilità e significato. Non era mosso soltanto dal desiderio di potere. Cercava una direzione.
Cercava qualcosa in cui credere.
Il suo dramma era che tutta la sua forza si infrangeva contro una sola persona.
Una donna.
Lui amava quella dannata ragazza bionda con i capelli lunghi, gli occhi azzurri, un fisico da modella, da sballo. Era bella da togliere il fiato, aveva un seno accennato, era magrissima, aveva delle gambe bellissime. Sembrava insignificante e semplicissima ma non lo era, eppure sembrava rapirti al primo sguardo.
Aelita ha sempre fatto questo effetto agli uomini, li faceva sentire impotenti, vittime della sua bellezza e completamente inermi al suo fascino. Aveva una bellezza angelicata ma comunque pericolosa.
Lei rappresentava l'unica cosa che Marco non era mai riuscito ad avere. Ed era proprio per questo che non riusciva a dimenticarla.
Lui conobbe quella ragazza molto prima.
Si trovava in America per un viaggio di piacere. Era un giorno di primavera, passeggiava osservando tutto. Improvvisamente vide passare per le strade affollate di New York una bellissima ragazza. Era bionda, alta, con gli occhi azzurri, aveva un vestitino lungo che lasciava intravedere il seno piccolo. Quelle gambe parevano muoversi da sole talmente l'eleganza innata di quella donna.
Lui a quella visione perse letteralmente la testa per lei.
Provò a fare qualcosa per rintracciarla, infatti la seguì.
Si ritrovarono, parlarono e scattò il bacio tra loro due.
Marco poi le propose di andare in Germania da lui a vivere, anche perché era tedesco lui.
La ragazza che era giovane, forse spaventata, o semplicemente non lo amava abbastanza, rifiutò la proposta. Lasciò Marco distrutto.
Successivamente dopo tutto quello che accadde, non ci fu altro all'infuori di quel bacio. I due poi si persero di vista e nulla fu come prima.
Egli poi ritorna alla vita di sempre, amava la musica e gli piaceva suonare la chitarra elettrica. Infatti nel lontano 2011-2012 lui ed Enrico avevano preso parte alla band in cui c'erano Alessio, Francesco ed altri membri.
Il frontmam che era ovviamente Alessio cantava in inglese. Andava anche abbastanza d'accordo con Marco e Francesco con Enrico.
Era il periodo in cui c'era Veronica la quale fece il video della canzone inglese You gotta leave right away.
In quel momento sull'onda del successo nascono canzoni come Clouds, Scaring me now e realized che Alessio canta in inglese.
Improvvisamente qualcosa cambia nel leader, forse aspre contese o voci inutili inducono Alessio a cacciare Marco ed Enrico dalla band.
Marco molto adirato, giurò vendetta ad Alessio, lo stesso fece Enrico. I due partirono insieme ma prima di lasciare l'ambiente musicale, il giovane Calanca scrive una canzone che parla di lui. La chiama To be.
Lui non ha mai superato il fatto di tanti anni prima, amava quella ragazza bionda che aveva conosciuto anni prima, prima che lei potesse conoscere Alessio.
Quando poi ritornò a Roma, dopo aver vissuto in Germania avendo definitivamente chiuso con la musica, forse aveva ritrovato se stesso, attorniato dai suoi parenti, dalle sue radici, probabilmente ritrovò una dimensione che non avrebbe tardato a farsi vedere.
Ritornato a Roma ritrova Aelita che era sposata per di più con il suo vecchio collega di band.
Era felice lei.
Per tutto il periodo che rimase con Alessio cercò in qualche modo di dissuaderla. Cercò di convincerla che tutto quello che stava facendo era sbagliato, che lui era la persona giusta e stop. L'uomo cercò di avere ciò che amava più di ogni cosa al mondo quella che lo aveva baciato e successivamente rifiutato.
Dopo tanto tempo ebbe un colpo quando lei andò in Germania si innamorò di Manuel e successivamente fece ritorno a Roma.
Capì che con Manuel aveva costruito una famiglia, che poi era nuovamente incinta forse di una femminuccia.
La sua vita apparteneva ormai ad un altro percorso. Lui doveva lasciarla andare ma non ce la faceva, cioè il suo sentimento era così radicato in lui che lo stava distruggendo.
Eppure, agli occhi di Marco, continuava a incarnare tutto ciò che gli mancava.
Non era soltanto amore. Era il simbolo della sconfitta. Forse era il simbolo del limite, quel simbolo di una porta che restava chiusa.
Forse era proprio questo il motivo per cui il suo sentimento non moriva mai. Non moriva perché non aveva mai avuto una conclusione.
Non aveva mai avuto una risposta definitiva. Aveva soltanto avuto un rifiuto.
Un rifiuto che negli anni aveva assunto proporzioni quasi leggendarie nella sua mente. Per molto tempo Marco si era chiesto perché.
Perché lei?
Perché proprio lui no?
Una possibile spiegazione era più semplice di quanto avesse immaginato.
Forse Aelita si era davvero innamorata di lui.
Forse, per un periodo, aveva visto ciò che di luminoso esisteva dentro quell'uomo.
La sua forza, la sua protezione, la sua passione, anche la sua capacità di farla sentire speciale.
Secondo lui forse poi Aelita aveva fatto marcia indietro solo perché aveva intravisto anche altro.
Aveva visto la parte oscura intrisa di ossessione, del bisogno di possedere, della difficoltà ad accettare la libertà dell'altro.
Da quel momento da quel rifiuto da quella conversazione che non ci fu probabilmente mai, Marco giurò a se stesso che in un modo o nell'altro avrebbe separato la ragazza bionda e magnetica da suo marito Manuel.
Avrebbe provato a fare carte false per amarla, l'avrebbe protetta e l'avrebbe trattata come una regina probabilmente.
Ah se solo lei avesse ceduto, forse sarebbe andata diversamente e Marco Calanca l'uomo cattivo e nemmeno esisterebbe ad oggi.
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
