45. IMPREVISTI

6 1 0
                                        

Passarono mesi.
Il bambino era nato, sano, bellissimo, con gli occhi chiari come il padre e la madre, si chiamava Bruno.

Aelita aveva ritrovato il suo corpo, la sua energia, la sua luce.
Manuel... Manuel era felice, ma anche più fragile di prima.

La gelosia non era sparita.
Forse si era trasformata in qualcosa di più sottile, più silenzioso, più difficile da controllare.

Johann continuava a frequentarli.
Non spesso, non troppo dopo tutto ciò che era successo.
Il ragazzo li frequentava abbastanza da restare una presenza.

Ogni volta che entrava in casa, Aelita sentiva qualcosa muoversi dentro di lei.
Non era né amore, né desiderio. Forse era qualcosa di più complicato.

Una sera, Manuel era fuori per una cena con la squadra.
Aelita era a casa, il bambino dormiva.
Johann passò per portare un regalo.

"È per il piccolo..." disse, porgendole un pacchetto.

"Johann... non dovevi."

"Lo so, ma volevo."

Lei sorrise.
Un sorriso stanco, dolce, che lui non aveva mai visto così da vicino.

"Vuoi entrare un attimo?"

"Solo se non disturbo."

"Non disturbi mai."

Si sedettero sul divano.
Parlarono del bambino, del lavoro, della vita.
Parlarono come due persone che si conoscevano da sempre, anche se non era vero.

A un certo punto, Aelita si alzò per prendere dell'acqua.
Johann la seguì con lo sguardo.
Era bellissima. Non perché fosse truccata o vestita bene. Era bellissima solo perché era... viva, perché era lei.

Quando tornò, inciampò leggermente nel tappeto.
Johann la afferrò per la vita, istintivamente.

"Attenta..."

"Grazie..." disse lei, con un filo di voce.

Rimasero troppo vicini troppo a lungo.

"Aelita..."

"Johann... non dire niente."

Lui parlò lo stesso.

"Io... non riesco a non guardarti. Sei bellissima... Dimmi, ma come fai ad essere così bella?"

Lei chiuse gli occhi. Era come sentire Manuel con lo stesso tono di voce, "come fai ad essere così bella"... Lì commise l' errore, lo sapeva.

Era anche la prima volta, dopo mesi, che qualcuno la guardava come una donna e non solo come una madre.

"Non dovresti..."

"Lo so."

"Johann... io amo Manuel."

"Lo so. Lui è il mio migliore amico. Lo so che ami lui. "

Fu lì che successe.

Non sapevano chi si mosse per primo. Forse lei, forse lui, forse lo volevano entrambi.

Le loro labbra si sfiorarono.
Fu un bacio breve, assolutamente sbagliato.
Questo bacio non sarebbe dovuto esistere.

  Questo bacio non sarebbe dovuto esistere

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
 AELITA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora