52. SAMMY IN GERMANIA

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Sammy scese dall'auto con un nodo allo stomaco.
La Germania era fredda, grigia, ordinata.
Diversa da Roma, diversa da Berlino, da Monaco, diversa da tutto ciò che aveva lasciato anni prima.

André le prese la mano.

"Respira."

Sammy annuì. Certamente non respirò, però.

Non vedeva Aelita da anni, anche perché non avevano mai il tempo di vedersi davvero.

E ora eccola lì, davanti alla porta di casa sua, ancora a Gelsenkirchen, nella piccola casetta della nonna di Manuel. Lei con il cuore che batteva come se stesse per affrontare un fantasma.

André bussò e la porta si aprì. Ad aprire fu Aelita che apparve più adulta, più donna, ma tanto stanca.

Oramai era diventata madre e con tre bambini che le giravano intorno come satelliti era difficile vivere da eterna ragazzina, anche se con Manuel lo era sempre.

Per un secondo, nessuna delle due parlò.

Poi Aelita sussurrò:

"Sammy..."

Sammy la abbracciò.
Fu un abbraccio lungo, pieno di cose non dette, pieno di ferite, pieno di nostalgia.

Si sedettero in salotto.
I bambini correvano, ridevano, urlavano.
André li guardava con dolcezza.

Sammy guardava Aelita.

"Non ti vedevo da una vita..."

"Lo so."
Aelita abbassò lo sguardo.

"Da quando ho fatto la cosa più stupida della mia vita, anche se eravamo in chiamata, valeva come visione e visita dai!!."

Sammy sospirò.
"Perché l'hai fatto?
Perché hai tradito Manuel?
Perché sei scappata?"

Aelita si strinse nelle spalle, come se portasse ancora quel peso enorme.

"Perché ero confusa.
Perché mi sentivo sola.
Perché avevo paura.
Perché non mi sentivo abbastanza.
Perché... non lo so nemmeno io."

Sammy la guardò negli occhi.

"E adesso?"

"Adesso... sto cercando di rimettere insieme i pezzi."

Sammy si sistemò i capelli.

"Vuoi sapere cosa è successo a me e alle altre?"

Aelita annuì.

"Io ho avuto tre bambini esattamente come te!! Solo che stanno a Roma dalla vicina. Poi Lucia... dopo Lorenzo ha avuto un periodo di caos.
Prima Jorge Blanco, poi Bubble Bale...
Poi ha trovato l'amore vero: Schweinsteiger. Anche loro hanno tre bambini.
Devi dire che ha una vita serena."

Aelita sorrise.
"Lucia che è diventata mamma... non l'avrei mai detto."

"Bambolina invece... dopo Alessandro ha incontrato Müller. Ora ha tre bambini anche lei.
Lui è... tedesco.
Molto tedesco.
Freddo, rigido, preciso. Te lo dico, lui la ama.
E lei lo tiene a bada."

Aelita rise piano.
"Me la immagino."

"Jade... dopo Riccardo ha incontrato Kimmich.
Ha anche lei tre bambini.
Una vita piena.
È cresciuta tantissimo."

Aelita sospirò.
"E io?
Io sono rimasta indietro."

Sammy le prese la mano.

"No.
Tu sei solo in un punto diverso."

Aelita inspirò profondamente.

"Sammy... io voglio tornare a Roma."

Sammy la guardò sorpresa.

"Davvero?"

"Sì.
Mi manca il mio lavoro al bar.
Mi manca la mia vita.
Mi manca... essere me stessa."

"E Manuel?"

Aelita abbassò lo sguardo.

"Lui ha tutto qui.
Genitori, amici, squadra maggiore, il Bayern a Monaco.
Io... ho solo lui."

Sammy la fissò.

"Aeli... tu non devi avere solo lui."

Aelita si morse il labbro.

"Lo so. Solo che non so come fare."

Il telefono di Aelita vibrò.

Lei lo prese.

Lesse il messaggio e sbiancò.

Sammy si avvicinò.
"Che succede?"

Aelita le mostrò il messaggio.

Era di Janina.

"Possiamo vederci?
Devo parlarti."

Sammy la guardò negli occhi.

"Aelita... cosa vuole Janina?"

Aelita deglutì.

"Non lo so. Credo che abbia capito qualcosa, spero di no."

Il passato non era morto.
Era solo in silenzio. Purtroppo quel silenzio ora stava bussando alla porta.

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