Dopo quelle due settimane lui andò in Brasile.
Johann non ricordò mai davvero come arrivò all'aeroporto.
Ricordò solo il freddo, il silenzio. Aveva quella sensazione di essere diventato improvvisamente un uomo senza casa.
Leon suo fratello maggiore lo seguiva a distanza, come se avesse paura che potesse crollare da un momento all'altro.
"Hai tutto?"
Johann annuì. In realtà non aveva niente.
Il biglietto per il Brasile era stropicciato tra le dita.
Aveva preso un biglietto di sola andata.
Infatti era per lui una fuga, quindi una punizione.
Quella fuga rappresentò dunque una liberazione.
"Non devi farlo per forza." disse Leon, con una voce che cercava di essere ferma.
"Sì che devo." disse a suo fratello.
"Puoi restare. Possiamo sistemare"
"No."
Johann scosse la testa.
"Non posso guardarlo negli occhi. Non posso guardarla. Non posso guardarmi."
Leon sospirò.
"Hai sbagliato, ma non sei un mostro."
"Non lo so più." Disse lui
Si sedettero su una panchina di metallo.
Il tabellone dei voli lampeggiava sopra di loro.
"Sai qual è la cosa assurda?" disse Johann, con un sorriso amaro.
"Che l'ho perso. Ho perso tutto. Infatti nonostante questo continuo ad amarli entrambi."
Leon lo guardò.
"Manuel ti perdonerà."
"Non dovrebbe."
"E Aelita?"
Johann chiuse gli occhi.
"Lei... lei è una ferita che non guarirà mai, ma non la voglio più. Non così. Non in quel modo. Vorrei che...."
Leon annuì.
"Allora vai. Respira, ricostruisciti, questo viaggio farà ritornare il sereno a casa loro."
Johann si alzò.
"Ti voglio bene, Leo."
"Anch'io." Aggiunse ancora:
"Ti voglio bene anche se non te lo dico mai, anche se sono stato sempre assente, scusa!"
Si abbracciarono, fu un abbraccio vero, uno di quelli che non davano dati da anni. Quell'abbraccio sapeva di casa.
Johann si voltò e camminò verso il gate.
Quando l'aereo decollò, guardò la Germania diventare piccola sotto di lui, probabilmente per la prima volta dopo mesi, pianse senza vergogna.
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Casa Neuer era silenziosa, decisamente troppo silenziosa.
Aelita sedeva sul divano, le mani intrecciate sul ventre.
Non aveva ancora detto a Manuel che era incinta.
La verità è che non sapeva come farlo.
Non sapeva se fosse il momento giusto. In realtà non sapeva se esistesse un momento giusto.
Manuel entrò, stanco, aveva gli occhi rossi.
Non parlava molto, da giorni teneva il punto. Certo che ce l'aveva con lei.
"È partito." disse Aelita, con un filo di voce.
"Lo so."
"Manu..."
"Non adesso."
".... Allora quando?" disse lei.
"Non ora!" disse lui, nervoso.
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
