AELITA
La stanza era bella, grande, profonda. Il letto era enorme anche se c'erano due persone dentro. Le lenzuola odoravano di buono quasi ti facevano sentire cullata da quell'odore.
E poi c'era Aelita avvolta lì dentro, nuda, con solo le lenzuola sul seno, appena sveglia. Non sapeva ancora che fare, aveva capito di aver fatto l'errore più grande e più bello della sua vita.
Era andata a letto con Manuel, il celebre calciatore tedesco di cui non sapeva assolutamente nulla.
Si alzò per cercarlo, credeva di essere tornata improvvisamente al passato, a quando l'uomo andava via e le lasciava dei soldi.
Per fortuna lui non era andato via.
Le disse:
"Aelita sono in bagno! Raggiungimi!"
Era solo in bagno.... Fortunatamente.
"Manu. Ma io devo andare..."
"Andare? E dove? Eh!! Dove vai?"
Improvvisamente la prese da dietro stringendole la vita.
"Ehi. Manu che fai? Manu!"
"Ti fai baciare? Eddai"
"No. Aah"
"Ah no?"
Stettero di nuovo assieme. Quelli erano pazzi, si era già capito da come si erano conosciuti.
Mentre la teneva tra le sue braccia, le chiese:
"Ma dimmi una cosa...... Davvero sei andata con tuo suocero per tenerti Alessio? Perché sei arrivata a tanto?"
"Manu. Purtroppo ho dovuto, però non è servito a molto, sai? L'ho perso. Non so quando in verità." disse lei.
Mentre parlava con lui, le venne in mente quello squallido gesto.
La stanza era in penombra, illuminata solo dalla luce che filtrava dalla porta socchiusa.
Aelita era seduta sul bordo del letto, le mani che tremavano, il respiro corto, la mente confusa.
Non sapeva più cosa fosse giusto, cosa fosse sbagliato, cosa fosse disperazione e cosa fosse bisogno.
Aldo entrò piano, come se avesse paura di disturbare.
Non era un uomo cattivo.
Non era un uomo che cercava quel tipo di situazione. Era un uomo stanco, ferito, che aveva visto suo figlio distruggere una famiglia senza nemmeno rendersene conto. Era un uomo onesto che certamente non voleva arrivare a tanto.
Si sedette accanto a lei senza fare nulla vide solo lei che era a pezzi ed aveva gli occhi lucidi. La voce spezzata.
"Ma io non capisco Alessio. Io sto malissimo e lui non se n'è accorge. Non mi vede più, ma perché? Che sono brutta?"
Lei cercava un appiglio, qualcosa che le facesse sentire di valere ancora qualcosa, di non essere invisibile, di non essere solo “la moglie tradita”.
Aldo la guardò come si guarda una figlia.
Le disse:
"Mio figlio non capisce niente. Si sta perdendo la cosa più importante. Non si gode la famiglia e lo fa per andare appresso ad altre donne. Ma non è normale, quest'uomo non è normale.
Poi tu non sei sbagliata, sei bellissima, non sei brutta."
Lei scoppiò a piangere.
Un pianto che non aveva niente di sensuale, niente di leggero.
Era un pianto di vergogna, di rabbia, di solitudine.
Aldo cercò di calmarla, di farla respirare, di farla tornare in sé.
Le disse:
"Smettila di piangere. Non vale la pena star male, poi per mio figlio... Vado contro il mio interesse, sto schiacciando mio figlio e prediligendo te. Hai ragione, lui è proprio uno stronzo."
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
