PADRI IMPERFETTI
Nonostante tutto, nonostante gli errori, le bugie, le fughe e i tradimenti, c’era una cosa che nessuno poteva negare:
i ragazzi amavano i loro figli.
Li amavano in modo disordinato, imperfetto, spesso immaturo.
Ma li amavano.
Alessio
Alessio era un padre istintivo.
Non programmava, non organizzava, non pianificava.
Ma quando giocava con i suoi figli era felice. Li guardava come se fossero l’unica cosa giusta che avesse mai fatto.
Forse era vero.
Aveva un modo tutto suo di essere presente:
giocava, rideva, inventava storie, costruiva torri di Lego che crollavano dopo due minuti.
E ogni volta rideva come un bambino.
Si comportava allo stesso modo anche con Francesco che non era suo figlio. Lui non lo sapeva.
Lui però era anche il padre che spariva.
Quello che arrivava tardi.
Quello che non sapeva gestire il peso delle responsabilità.
Quello che amava, ma non sapeva proteggere.
Aelita lo vedeva per questa ragione soffriva.
Perché sapeva che i suoi figli meritavano un padre migliore. Sapeva anche che Alessio, nel profondo, voleva esserlo.
Francesco
Francesco era diverso.
Più silenzioso, più attento, più fragile.
Quando giocava con i bambini era molto contento.
Li guardava come se fossero dei miracoli che non meritava.
E forse era proprio così che si sentiva:
un uomo che aveva sbagliato troppo, troppo presto.
Con Sammy era un marito presente a metà, mentre con i bambini, invece, era presente del tutto.
Gli preparava la colazione.
Gli sistemava i capelli.
Gli raccontava storie inventate.
Gli insegnava a camminare tenendoli per mano.
Ovviamente era anche il padre che portava addosso un’ombra.
Un senso di colpa che non riusciva a cancellare.
Una fragilità che lo rendeva instabile.
Sammy lo vedeva. Perché sapeva che suoi figli meritavano un padre forte. Logicamente sapeva anche che Francesco, nel profondo, voleva esserlo.
Gli altri ragazzi
Gli altri membri del gruppo erano padri a modo loro.
Riccardo, il più grande, era un padre affettuoso ma stanco.
Amava i suoi figli, ma spesso si perdeva nei suoi silenzi.
Lorenzo era un padre presente, ma distratto.
Amava i bambini, ma non sapeva amare sé stesso.
Alessandro era un padre dolce, ma incostante.
Prometteva tanto, manteneva poco, ma quando c’era… c’era davvero.
Le cugine li guardavano e si chiedevano come fosse possibile:
come potessero essere padri così teneri e uomini così complicati.
La risposta era semplice.
E terribile.
Erano padri migliori di quanto fossero mariti.
CAPITOLO B — Sanremo 2015
Febbraio 2015.
Liguria. Sanremo.
Il Teatro Ariston brillava come un gioiello sotto le luci della sera.
Le strade erano piene di gente, di musica, di voci.
L’aria profumava di mare e di aspettative.
Aelita, Sammy, Lucia, Bambolina e Jade erano arrivate nel pomeriggio.
Avevano preso un treno presto, emozionate come ragazzine.
Non era solo un festival.
Era il loro festival.
I ragazzi si esibivano con una canzone che sembrava scritta per loro: Il mondo esplode tranne noi.
Una frase che conteneva tutto:
la loro storia, la loro forza, la loro fragilità.
Quando le cinque ragazze entrarono nel teatro con il cuore che batteva forte.
Si sedettero in platea, vicine, strette, come sempre.
Nell'esatto momento in cui le luci si abbassarono, Aelita sentì un brivido.
Sammy le prese la mano.
"Ci siamo."
E poi apparvero loro.
I ragazzi.
Il gruppo.
I mariti.
Gli uomini che amavano e odiavano allo stesso tempo.
La musica iniziò.
La voce si alzò.
Il pubblico applaudì.
E per un attimo, tutto sembrò perfetto.
Verso la fine della serata sanremese, esattamente quando lo spettacolo finì, le ragazze uscirono dall’Ariston con gli occhi lucidi.
Non era solo emozione.
Era consapevolezza.
Quella sera, per la prima volta, capirono che la loro storia non era una favola.
Era un intreccio di amore, dolore, musica e destino.
E... Purtroppo sono finite per sperare che, qualunque cosa sarebbe successa dopo,
quella notte a Sanremo sarebbe rimasta per sempre.
Alessio e sua moglie avevano un rapporto che pareva un'altalena, andava piano e poi velocissimo, ma non solo prima funzionava poi non più, tutti questo era solo per colpa di lui.
Quando Alessio presentò in esclusiva le tracce dell'album al gruppo, quanto alle ragazze soprattutto, qualcuno aveva malignato che qualche canzone fosse autobiografica o biografica.
Nessuno seppe mai nulla, solo Aelita in verità sospettava, in cuor suo lo sapeva che alcune canzoni dell’album erano state scritte per lei.
Non lo aveva mai detto a nessuno.
Nemmeno a Sammy.
Alessio glielo aveva confessato una notte, quando ancora si amavano senza paura e senza ombre.
Lui le disse:
"Amore, ci sono delle canzoni dedicate a te nel nuovo album."
"Ale.... Non ci credo. Davvero?" disse lei stringendolo fortissimo.
"Sì, sei la mia musa, lo sai. Ti amo!"
"Anche io. Ti amo tantissimo!"
"Sono queste: Eterna, Fino all'impossibile, Quella di sempre e L'amore è il mio destino."
Eterna
Fino all'impossibile
Quella di sempre
L'amore è il mio destino
"Oh mamma. Ale ma sono bellissimeeeee." disse lei felice
"Beh. Per te questo ed altro. Poi quello che proviamo è come se fosse un patto di sangue tra me e te, non credi?"
"Oddio credo proprio di sì. Cioè noi siamo molto, molto uniti. È proprio vero. Non lasciarmi mai. Non fare come Giuseppe, ti prego."
"Ma cosa... Non farò come lui, mai. Maiii."
Queste canzoni erano dichiarazioni d’amore semplici. Alcune erano promesse. Altre erano scuse.
Erano pezzi di lui che non sapeva dire a parole.
Molte volte poi lei poteva ascoltarle dal vivo, Aelita sentiva una fitta al petto, non era nostalgia, infatti non era dolore.
Per lei era qualcosa di più profondo.
Qualcosa che non sapeva ancora nominare.
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
