69.RIPARIAMO?

6 2 0
                                        

La mattina dopo il litigio, la casa sembrava sospesa.

Aelita preparava la colazione in silenzio.
Manuel apparecchiava senza dire una parola.
I bambini li osservavano con occhi troppo grandi.

Bruno sussurrò a Hans:
"Mamma non sorride."

Hans rispose piano:
"Papà nemmeno."

Thomas si avvicinò alla madre e le toccò la pancia.
"La sorellina è triste?"

Aelita si morse il labbro.
"No, amore... è solo stanca."

Manuel li guardò e gli si spezzò il cuore.

Dopo aver accompagnato i bambini a scuola, Manuel tornò a casa e iniziò a fare cose che non aveva mai fatto.

Rifece il letto, pulì la cucina, sistemò i giochi dei bambini e mise a posto il bucato.

Ogni gesto era un tentativo.
Un "ti amo" muto.

Poi uscì.
Andò in un negozio di fiori.
Scelse un mazzo di peonie rosa, i fiori preferiti di Aelita.

Tornò a casa.
Le appoggiò sul tavolo con un biglietto.

"Non so come chiederti scusa.
Ma voglio provarci."

Aelita lo vide.
Si fermò.
Inspirò piano però non disse nulla.

Aelita uscì di casa senza dire niente.
Arrivò da Sammy con il viso devastato.

Sammy aprì la porta e la vide.

"Aeli... mamma mia... vieni qui."

Aelita crollò tra le sue braccia.

"Sammy... non ce la faccio più... ieri è successo di tutto... e io... io non lo riconosco più..."

Sammy la fece sedere sul divano.

"Respira. Raccontami."

Aelita tremava.

"Ha detto cose terribili... e io... io non so come siamo arrivati a questo punto..."

Sammy le asciugò le lacrime.

"Aeli... Manuel ti ama. È evidente. Capiscilo è crollato e quando crollano gli uomini che amano troppo... finiscono per farsi male."

Aelita chiuse gli occhi.

"Io lo amo anche io, non posso far finta di niente."

Manuel, rimasto solo, prese il telefono.
Le mani gli tremavano.

Chiamò Johann.

"Johann... ho bisogno di te."

La voce gli si spezzò.

"Manu? Che succede?"

"Ho fatto un disastro... un disastro enorme... ho detto cose che non dovevo dire... e Aeli... Aeli sta malissimo..."

Johann rimase in silenzio un attimo.

Poi disse:

"Arrivo. Non importa dove sei. Arrivo."

Manuel chiuse gli occhi.

"Non so come rimettere insieme tutto... non so come proteggerla... non so come proteggere i bambini..."

Johann rispose piano:

"Manu... non devi proteggere tutto da solo.
Non sei un muro.
Sei un uomo."

Manuel si coprì il volto con le mani.

"Ma io... io non posso perderla."

Aelita andò al bar.
Ian la vide entrare e capì subito.

"Aeli... sei uno straccio."

Lei cercò di sorridere.

"Sto bene."

"No. Non stai bene."

Lei si appoggiò al bancone.

"Ian... non so più chi sono."

Ian le mise una mano sulla spalla.

"Vuoi parlare?"

"No... voglio solo... non pensare."

Marco era seduto sul divano, le gambe accavallate.

Enrico entrò con un sorriso.

"Hai visto?"

Marco annuì.

"Sì."

"Stanno crollando."

Marco sorrise appena.

"Non ancora, ma fidati che stanno iniziando."

Enrico si sedette.

"Aelita è andata da Sammy.
Manuel ha chiamato Johann.
E al bar... lei non sta bene."

Marco chiuse gli occhi.

"Perfetto."

"E André?"

"André è fragile.
Sammy è fragile.
Basta una crepa."

Enrico sorrise.

"Allora... abbiamo vinto?"

Marco aprì gli occhi.

"No.
Si vince solo quando lei...
torna."

La sera, Aelita tornò a casa.

Manuel era seduto sul divano, immobile.
Davanti a lui, c'era il mazzo di peonie che non era stato messo in un vado con l'acqua.

Lei si avvicinò piano.
Aveva la fede nuziale in mano.

"Manuel..."

Lui si voltò, non soltanto aveva gli occhi rossi, poi si pietrificò, mai l'aveva chiamato col suo nome, solo quando era arrabbiata.

Lei gli porse la fede.

"Non credo più in niente."

Manuel impallidì.

"Aeli... no... che fai? Che fai? Ora sistemiamo tutto. Dai, non ..... Farlo. Mi fai male così."

"Tu mi hai fatto male.
Non vedo più l'uomo che ho sposato.
Quando sto con te... non riconosco mio marito. Roma ti fa male, ci sta avvelenando. Sta distruggendo quello che abbiamo costruito."

Manuel si alzò di scatto.

"Aeli... ti prego..."

Lei scosse la testa.

"Hai ragione... ma non è colpa mia.
Non posso farci niente."

Manuel la abbracciò in maniera forte e disperata.

Lei rimase rigida.

"Non voglio... non voglio sentirti adesso."

Manuel chiuse gli occhi.
Le lacrime gli scesero sul viso.

"Aeli... ti amo."

Lei sussurrò:

"Lo so. Ti amo anch'io, ma non basta."

Quella notte, dormirono di nuovo insieme. Erano vicini, ma lontani.

Lei piangeva e lui non dormiva.
Sicuramente qualcosa, sotto la superficie, iniziava a muoversi.

Perché l'amore, anche ferito, anche spezzato, anche tremante...non era morto.

E Manuel, nel buio, sussurrò piano:

"Io non ti lascio."

Aelita, con gli occhi chiusi, rispose:

"Lo so."

 AELITA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora