31. INFILTRAZIONI

12 2 5
                                        

Il tempo continuava a scorrere, silenzioso e implacabile.
Le vite di Aelita e Sammy sembravano procedere su due binari paralleli: un'apparente normalità in superficie, un'inquietudine crescente sotto la pelle.

I mariti erano tornati a casa.
Le giornate scorrevano con una calma fragile, come se bastasse un soffio per spezzarla.
E quel soffio stava già arrivando.

Aelita in America

Il viaggio in America era nato come una pausa, un respiro necessario.
Aelita aveva bisogno di vedere qualcosa che non fosse dolore, sospetto, o la sensazione costante di essere osservata.

Sua madre la accolse con un abbraccio che sembrava volerla ricomporre pezzo per pezzo.

"Sei dimagrita" disse, senza rimprovero, solo con preoccupazione.

Suo padre, invece, la guardò a lungo, come se cercasse qualcosa nei suoi occhi.
"Stai bene?" chiese.

Non era una domanda semplice.
Non era una domanda leggera.

Aelita rispose con un sorriso che non arrivava fino in fondo.

"Sto... andando avanti."

Fu allora che il padre si irrigidì.

"E lui? Alessio?"

Aelita abbassò lo sguardo.

"Stiamo provando."

Il padre inspirò lentamente.

"Non mi piace come ti guarda. Non mi piace come ti parla. Non mi piace quello che pensa."

Aelita lo fissò.

"Papà... non è come credi."

"È esattamente come credo" rispose lui, senza alzare la voce.

"Ha idee che non condivido. Ha un modo di stare al mondo che non voglio per mia figlia."

Aelita si morse il labbro, ma disse però al padre, fermamente:

"Lo amo."

Il padre chiuse gli occhi un istante.

"Lo so. Ed è questo che mi fa arrabbiare."

Non era rabbia contro di lei.
Era rabbia contro un destino che sembrava volerla trascinare sempre nella direzione sbagliata.

Bella e Giuseppe

Sua sorella Bella era l'opposto.
Serena, luminosa, stabile.
Sposata da quattro anni con Giuseppe Grimaldi, un uomo gentile, affidabile, che la guardava come se fosse la cosa più preziosa del mondo.

"Ti vedo stanca" le disse Bella, mentre preparavano il tè.

"Non è solo stanchezza" rispose Aelita.

"È... confusione."

Bella le prese la mano.

"Non devi restare dove ti senti piccola."

Aelita sorrise.

"Non sono piccola."

"No" disse Bella. "Ma lui ti fa sentire così."

Quelle parole rimasero sospese nell'aria, come una verità che Aelita non era ancora pronta ad affrontare.

Sammy in Italia

Nel frattempo, Sammy viveva la stessa contraddizione.
Forte e fragile.
Determinata e senza rendersene forse era leggermente sottomessa,ma forse no,era rassegnta. Poi lucida e ancora una volta innamorata.

Francesco era tornato a casa, ma non era tornato davvero.
C'era un'assenza nei suoi occhi, un'ombra che non sapeva spiegare.

Sammy lo sentiva.
Lo percepiva come si percepisce un temporale prima che inizi a piovere.

"Ti amo" le disse una sera.

"Lo so" rispose lei.

Inconsciamente dentro di lei, qualcosa tremava.

Le infiltrazioni

Marco ed Enrico continuavano a muoversi nell'ombra.
Carmen ed Elena erano ormai presenze familiari, quasi inevitabili.

Un incontro casuale al supermercato.
Una conversazione breve al bar.
Un sorriso che sembrava innocuo.

Ma nulla era innocuo.

Marco osservava.
Enrico analizzava.
Carmen insinuava.
Elena destabilizzava.

In tutto ciò i loro mariti, pur tornati a casa, restavano vulnerabili.

Le cugine e la Germania

Lucia, Bambolina e Jade parlavano sempre più spesso della Germania.
Non come un sogno, ma come un piano concreto.

"Non possiamo restare qui per sempre" disse Lucia.

"Non possiamo continuare a vivere in funzione dei loro sbagli" aggiunse Bambolina.

"Non possiamo continuare a rimetterci insieme per poi romperci di nuovo" concluse Jade.

Aelita e Sammy ascoltavano.
Aelita non era con loro ma tramite la videochiamata che si facevano puntualmente la sera, era presente abbastanza.
Non erano pronte a lasciarsi tutto alle spalle.
O per lo meno non ancora. Qualcosa dentro di loro iniziava a muoversi.

Il ritorno di Aelita

Quando Aelita tornò dall'America, portava con sé una nuova consapevolezza.
Non era più disposta a ignorare.
Non era più disposta a giustificare.

Sammy la abbracciò forte.
"Come è andata?"

"Bene" rispose Aelita.
"E male."

"Capisco."

"Ho visto mia sorella. Ho visto come dovrebbe essere una famiglia."

Sammy annuì.
"E noi?"

Aelita la guardò negli occhi.
"Noi dobbiamo decidere cosa vogliamo diventare."

Il preludio della fuga

Era ancora presto per parlare di fuga.
Ma non troppo presto per sentirla.

Le ragazze non erano più le stesse.
Qualcosa in loro stava maturando.
Una forza nuova, rappresentavano una consapevolezza diversa.

Nel mentre Maggio si avvicinava,  poi giugno avanzava, il destino iniziava a muoversi.

Era silenzioso, inesorabile..... completamente pronto a cambiare tutto.

 AELITA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora