35. IL DIVORZIO

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La Germania sembrava aver dato alle cugine una nuova vita.
Le giornate scorrevano leggere, tra sorrisi, sguardi e quella sensazione strana di libertà che non avevano mai provato davvero.
Manuel e André erano diventati una presenza costante. Non invadenti, non forzati… Erano diventati presenti.

Roma
Intanto, a Roma, l’aria era tutt’altra.
Alessio e Francesco non erano più gli stessi.
Si trovavano seduti al solito tavolino del solito bar, con due bicchieri ormai vuoti davanti, guardavano il telefono senza parlare.
Finché qualcuno si avvicinò.

Difficile capire che quelli che si avvicinarono erano Marco ed Enrico che non avevano perso l'occasione per colpire.

"Allora… le vostre mogli vi mancano?" disse Marco con un sorriso velenoso.
Alessio alzò lo sguardo, già infastidito.

"Parla chiaro." disse Alessio visibilmente incazzato.

Enrico intervenne, con tono più diretto.

"Sono in Germania. E non sono sole."

Al solo sentire Francesco strinse la mascella.

"Che vuoi dire?" Risposero in coro i due mariti.

Marco fece un mezzo sorriso.

"Che si sono rifatte una vita. Con due tedeschi. Due tipi… diciamo… molto presenti."

Alessio si alzò di scatto.

"Stai scherzando."

"No. Non sto scherzando, se vuoi un consiglio… muoviti. Prima che sia troppo tardi."

Il viaggio fu deciso in pochi minuti.
Nessun dubbio. Nel loro muoversi non ci fu nessuna esitazione.
Non era amore.
Quei due volevano le loro povere mogli solo per possesso.

Germania
La sera era fredda, ma l’aria era carica.
Aelita e Sammy stavano ridendo, sedute vicine ai due ragazzi.
Sembrava tutto normale.
Finché…
Non si sapeva come, non si sapeva perché, si udì una voce.

"Allora è vero."

Le due si bloccarono.
Si girarono di scatto.
Alessio e Francesco si trovavano ad un passo da loro.

"Che ci fate qui?" disse Sammy, già in tensione.

Francesco non rispose subito. Guardava André.
Alessio invece fissava Aelita.

"Brava. Complimenti. Ti rifai la vita così, eh?" Sbottò Alessio.

"Ale… non è come pensi"

"Ah no?" la interruppe.

"Perché a me sembra chiarissimo. Vieni in Germania e ti fai il primo crucco che trovi."

Manuel si irrigidì, poi cacciò il coraggio.
"Come mi hai chiamato?"

Alessio lo guardò dall’alto in basso.

"Hai capito benissimo." Replicò lui.

Aelita fece un passo avanti nel frattempo.

"Basta, Alessio."

"Basta cosa?" sbottò un'altra volta lui.

"Sei ancora mia moglie, lo sai questo? Per la legge sei ancora mia."

"Non sono più tua." Ammise lei.

"Ah no?" rise amaramente.

Improvvisamente piombò un silenzio davvero forte manco a poterlo sopportare davvero. La giovane Aelita guardava Manuel e lui guardava lei, come se chissà cosa davvero cercassero. Forse tutto avrebbero voluto ma non questo confronto con Alessio in Germania, non subito almeno. Sapevano che sarebbe accaduto ma non erano pronti.

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