Papà mi chiede preoccupato:
“Ehi ehi, cosa sono queste lacrime?”
Mamma e zio Bruno ci osservano in silenzio. Dagli sguardi che si scambiano, ho l'impressione che abbiano capito il motivo delle mie lacrime.
Al dir la verità, credo che mamma abbia capito già da un po’ di tempo che Justin sia entrato nella mia vita come un fulmine a ciel sereno.
Fin'ora non mi ha fatto domande imbarazzanti. E poi cosa mai avrei potuto dirle?
Io e Justin non abbiamo mai avuto una storia vera e propria.
Sicuramente mamma avrà notato i miei sbalzi d'umore, avrà chiesto conferma a zio Bruno se la causa di questo mio cambiamento potesse essere Justin e lui avrà confermato. Proprio lo zio mi aveva messo in guardia come se fosse già scontato che potesse nascere qualcosa tra noi.
Papà sta aspettando che sia io a sciogliere il nostro abbraccio e infatti dopo essermi sfogata e calmata, mi allontano dal suo petto, mi asciugo le ultime lacrime e dico:
“Papà sono felice che tu sia qui con noi!”
“Anch'io tesoro ma non sono contento di trovarti in lacrime.”
“Papà lascia stare, è stato solo uno sfogo, sono stanca per via del lavoro. Non ti preoccupare.
Ora è tardi, devo farmi una doccia e sbrigarmi. I Bieber mi aspettano tra mezz'ora.”
“Va bene, solo un’ultima cosa. Questa settimana è arrivata per te una lettera dall’Accademia di danza di Los Angeles. La trovi all'ingresso mentre sali in camera tua.”
“Sono in ritardissimo. Se leggo ora la lettera non arriverò mai puntuale al lavoro!”
Interviene zio Bruno:
“Liz, non farai tardi se ti accompagno io.
Devo passare dalla villa a prendere Justin che ha bisogno di parlarmi. Deve organizzare una festa sul suo yatch.”
“Grazie zio. Dammi il tempo di prepararmi, scendo, leggo la lettera e andiamo.”
Salgo le scale di corsa. Passo a salutare Luca in camera sua. Dorme ancora. Beato lui che può stare a letto fin che vuole!
Mi precipito in doccia togliendomi i pantaloncini e il top alla velocità della luce.
Mentre lascio il getto dell'acqua massaggiarmi le spalle, penso a Justin. Devo parlargli assolutamente e chiedergli di perdonarmi.
Come caspita faccio a trovare il tempo di incontrarlo? Deve incontrarsi con zio Bruno per la festa da organizzare sullo yatch, e sicuramente non rimarranno a casa.
Devo solo sperare che rientri prima che la mia giornata lavorativa termini.
In 5 minuti esco dalla doccia e in altri 5 mi vesto e mi spazzolo i capelli.
Un dolore pazzesco!!!
Ho i capelli pieni di nodi ma ho fretta e devo spazzolarli molto velocemente.
Non ho neanche il tempo di sistemarli per bene, così li raccolgo in uno chignon morbido chiuso con una penna trovata al volo sulla mia scrivania.
Scendo le scale e recupero dal mobile dell'ingresso la busta spedita dall’accademia.
Sono tutti in salotto seduti comodamente sul divano.
Ho ancora 5 minuti di tempo, così mi siedo anch'io accanto a mamma e apro la busta strappando il lato incollato.
Leggo ad alta voce il suo contenuto.
Non c’è scritto molto, viene comunicato che per motivi organizzativi, le audizioni per l'ingresso alla scuola, sono state anticipate alla fine di questa settimana, tra 3 giorni.
I risultati delle audizioni si sapranno a settembre in data ancora da definirsi.
Rimango a fissare la lettera. Non so perché non sono così felice di partire in questo momento. Le audizioni dovevano essere la prima settimana di settembre! Non sono pronta psicologicamente, soprattutto ora che ho bisogno di chiarire con Justin.
Mamma mi guarda perplessa e mi dice:
“Liz che ti succede? Non sembri per niente entusiasta di partire. È sempre stato il tuo sogno entrare in questa accademia che è una delle più importanti e che se tutto andrà bene, ti permetterà di coronare il tuo sogno di diventare una ballerina professionista.”
“Lo so mamma, hai ragione. È solo che non me lo aspettavo così presto e poi dovrò comunicarlo ai signori Bieber.”
Zio Bruno:
“Per questo non ti preoccupare. Ci penso io. Per Jaxon ho già una signora, nonna di 5 nipoti, che può sostituirti per 2 giorni, nel caso i Bieber richiedessero continuità nel servizio.”
“Mi spiace zio metterti in difficoltà e spero che Jaxon non ci rimanga male.”
“Prima di stasera parlerò con loro. Vedrai non ci sarà alcun problema. Ora andiamo altrimenti farai tardi al lavoro.” conclude Zio.
Salgo in macchina e durante il tragitto guardo fuori dal finestrino rimanendo in silenzio.
Non faccio altro che pensare a Justin. Non ci voleva proprio questa partenza improvvisa. Spero di chiarire con lui prima di partire.
All'improvviso ho un flash!
“Zio, come cavolo faccio a essere a Los Angeles tra 3 giorni se non ho ancora comprato i biglietti aerei?”
3 soli giorni e sarò dall'altra parte del mondo!
“Faccio una telefonata a un mio caro amico che lavora all'aeroporto di Olbia e faccio cercare il primo volo disponibile. Los Angeles ti aspetta mia cara!”
“Grazie zio, come farei senza di te.”
Arriviamo puntuali a casa dei Bieber. Zio Bruno citofona e il cancello del passo carraio si apre lentamente.
Non mi sono ancora abituata alla bellezza di quest'abitazione.
Il giardino e la vista mare sono la cosa più bella che io abbia mai visto.
Mentre zio parcheggia la sua auto, vedo Justin fermo davanti la porta di casa. Sta parlando al telefono con qualcuno. Sembra di pessimo umore. Il tono di voce è alterato, sta discutendo animatamente con qualcuno.
È evidente che per entrare in casa dobbiamo passare proprio davanti a lui e la cosa mi spaventa un po’. La solita ansia!!
Nonostante i miei buoni propositi di riuscire a parlare non lui, il suo umore mi intimorisce.
Il mio cuore batte velocemente, un po’ per l'emozione che provo ogni volta che sono vicina a lui e un po’ per l'agitazione.
Zio Bruno mi prende per mano quasi per volermi trascinare e non ha tutti i torti visto che il mio passo è simile a quello di una lumaca in questo momento.
I miei occhi sono puntati su Justin mentre lui continua la sua conversazione al telefono.
Solo per una frazione di secondo ho avuto l'impressione che anche i suoi occhi si fossero rivolti in cerca dei miei.
Ora siamo praticamente uno difronte all'altro.
Zio Bruno saluta per primo.
“Buongiorno Justin. Appena finisci la chiamata sono a tua disposizione.”
Justin risponde velocemente:
“Buongiorno.” E poi nient'altro.
La sua indifferenza è una lama che trafigge il mio cuore, mi sento lo stomaco chiudersi e mi assale la nausea.
Mi mancano le sue attenzioni, i suoi occhi che cercano i miei, il suo sorriso e le sue labbra.
Odio dover trattenere le lacrime ma devo resistere.
Avrei voglia di prendere quel dannato telefono, scaraventarlo contro il muro, urlare: "Ti amo."
Finalmente l'ho ammesso.
Amo Justin con tutta me stessa.
Solo adesso ho il coraggio di ammetterlo.
Lui è entrato nella mia vita, fa parte di me, è la mia anima gemella.
Tutta la mia vita gira intorno a Justin. Ogni pensiero è rivolto a lui.
Possibile che lui sia già stato capace di dimenticarmi?
La sua indifferenza mi fa così male che abbasso lo sguardo e oltrepasso l'ingresso chiudendo velocemente la porta alle mie spalle come se quella porta potesse proteggermi dal mio stesso dolore.
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Mark My Words
FanfictionLiz è una ragazza decisa che fino ad oggi ha pensato solo a realizzare il suo sogno di diventare una ballerina professionista ma un incontro inaspettato farà crollare tutte le sue sicurezze. Riuscirà Liz ad ascoltare il suo cuore e a lasciarsi tra...
